NICOTERA (VV) – Chi gli ha teso l’agguato ha aspettato che l’auto imboccasse un tratto della strada provinciale Nicotera-Vibo che precede una doppia curva. Un punto in cui i veicoli sono, quindi, costretti a rallentare. Circostanza che ha facilitato il “lavoro” del killer che ha così avuto modo di portare a compimento la sua missione senza sbagliare. Le prime pesanti note del concerto di morte, infatti, sono iniziate nel momento in cui la Lancia Musa, a bordo della quale si trovava l’obiettivo dal colpire, ha ridotto l’andatura per affrontare la prima delle due curve.
A questo punto uno scooter, con in sella il sicario e un complice, si sarebbe avvicinato all’auto. Questione di istanti e tra le mani del killer è spuntato un fucile. Poi il piombo.
Tre o forse più i pallettoni che hanno centrato il lunotto posteriore della Lancia, colpendo a morte Domenico Campisi, 45 anni, sorvegliato speciale di Nicotera Marina, che si trovava sul sedile lato passeggero. La gragnuola di pallini, diversi dei quali hanno perforato il vetro anteriore dell’auto, non ha neanche scalfito il giovane che conduceva la Lancia.
Tutto il piombo, infatti, è stato concentrato, con una certa precisione, sul lato passeggero, non lasciando margini di scampo alla vittima. Ciò fa supporre che, ieri mattina, sulla provinciale Nicotera-Vibo a sparare sia stato un professionista.
Ma, nonostante colpito in punti vitali (soprattutto alla testa) Domenico Campisi all’arrivo dei primi soccorritori era ancora in vita. Inutile è stato però l’intervento del 118 e dell’elisoccorso. Il 45enne, infatti, è deceduto a bordo dell’ambulanza e all’ospedale di Vibo Valentia è giunto cadavere. E nell’obitorio dello Jazzolino oggi il medico legale, Katiuscia Bisogni, eseguirà l’autopsia.
Visibilmente scosso e sotto shock il giovane che era alla guida della Lancia, il quale ha ricevuto le prime cure dal medico di guardia di Nicotera ma poi, a causa del suo stato, è stato portato in ospedale.
Nella stessa mattinata Benedetto Buccafusca, 25 anni – nipote del fratello di Campisi, da parte della moglie – è stato sentito a lungo dal sostituto procuratore Gabriella Di Lauro, in quanto testimone oculare dell’agguato.
Scattato l’allarme sul luogo dell’imboscata sono giunti i carabinieri delle Stazioni di Nicotera e Nicotera Marina, della Compagnia di Tropea e del Comando provinciale (Reparto operativo, nucleo investigativo e Sezione investigazioni scientifiche).
Sul posto anche il comandante provinciale dell’Arma, ten. col. Giovanni Roccia, il magg. Vittorio Carrara, il cap. Giovanni Migliavacca e il cap. Francesco De Pinto.
Fermo restando il tenore delle dichiarazioni di Buccafusca, il quale potrebbe fornire elementi utili alle indagini come potrebbe non essere in grado di dire alcunché, l’attività dei carabinieri in queste ore si muove in più direzioni.
Considerati i precedenti di Domenico Campisi, in vicende legate al narcotraffico, una delle piste investigative maggiormente battuta è quella del traffico di sostanze stupefacenti. Inoltre Campisi sarebbe stato vicino a Vincenzo Barbieri, 55 anni di san Calogero, assassinato nel mese di marzo, più volte coinvolto in vicende legate al traffico di cocaina con i cartelli colombiani.
Certo è che non sarà facile venire a capo dell’agguato teso alla vittima a circa un chilometro di distanza dall’abitazione della madre, nella frazione Comerconi.
Da quanto emerso Campisi, che lascia la moglie e due figli, tutte le mattine – tra le 9 e le 9,15 circa – si muoveva da Nicotera Marina e percorreva la strada, lungo la quale è stato ammazzato, per raggiungere l’abitazione materna.
Movimenti che saranno stati tenuti d’occhio da chi si accingeva a saldare con lui i conti.
Da circa un anno Domenico Campisi era stato scarcerato e sottoposto, comunque, a una misura di prevenzione. Ecco perché a condurre la Lancia Musa non era lui, bensì Buccafusca.
Prima del giovane a fare da autista alla vittima, che gl’inquirenti indicano affiliata al clan Mancuso di Limbadi, sarebbe stato Salvatore Drommi, 47 anni, pastore di Comerconi del quale si è persa ogni traccia da circa un anno. La Golf dell’uomo fu ritrovata carbonizzata in località Madonnelle di Comerconi. Circostanza che fece supporre che la scomparsa fosse legata alla lupara bianca.
Gli altri delitti
Un omicidioquello consumato ieri a Comerconi, frazione di Nicotera, che pone una serie di interrogativi, anche perché preceduto da altri delitti che hanno insanguinato negli ultimi mesi il Vibonese.
Vittimedai nomi non qualsiasi, come Cosma Congiusti, anch’egli legato al clan Mancuso, ucciso nel novembre dello scorso anno, sull’uscio di casa a colpi d’arma da fuoco.
Proiettili mirati tutti alla testa; o come Vincenzo Barbieri, figura di primo piano del traffico di cocaina su scala internazionale, uomo che trattava e faceva affari con i cartelli colombiani, assassinato nella piazza di San Calogero lo scorso mese di marzo, oppure come Giuseppe Prostamo, ucciso come Barbieri davanti a una tabaccheria di San Costantino, pezzo da novanta della cosca Tavella-Prostamo-Pititto di San Giovanni di Mileto. In questo caso il presunto assassino è stato subito arrestato.
di Marialucia Conistabile
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