mer, 23 maggio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 1 Utente registrato, 19 ospiti, 5 bot

Incendiata l’auto di don Vattiata – L’attentato davanti alla canonica a Pannaconi di Cessaniti. Il parroco è un esponente di Libera – Intimidazione pure a Parghelia: in fiamme l’Opel Corsa di Pino Vita (Pd)

VIBO VALENTIA – Non si ferma. La violenza criminale avvolge, oramai, in tutto e per tutto, il territorio vibonese. Incendi e intimidazioni si susseguono ad un ritmo incessante. L’altra notte gli investigatori hanno potuto contare tre attentati: a Pannaconi di Cessaniti è stata presa di mira l’autovettura del parroco, don Tonino Vattiata, componente del coordinamento di Libera (l’associazione che opera contro le mafie fondata da don Ciotti); a Parghelia, invece, sotto il tiro della violenza criminale è finito il capogruppo dell’opposizione, Pino Vita, già candidato a sindaco alle ultime elezioni amministrative, vecchio dirigente del Partito Repubblicano e oggi esponente del Pd. Anche in questo caso ignoti hanno dato alle fiamme la sua auto. A Vibo Valentia, invece, in via J. Palach il fuoco ha divorato un’Audi A1 di Marika Aiello, figlia dell’ex assessore all’urbanistica di palazzo “Luigi Razza”.

Un’escalation criminale inarrestabile di fronte alla quale le forze di polizia sembrano impotenti. Tengono banco le interrogazioni parlamentari, gli attestati di solidarietà ma non dà certo segni di cedimento una violenza cieca ed inaudita che colpisce indiscriminatamente imprenditori, operatori turistici, commercianti, sindaci e amministratori.

L’attentato al parroco di Pannaconi ha lasciato incredula e sgomenta un’intera comunità. Ieri mattina don Tonino Vattiata ha sospeso le celebrazioni. Profondamente turbato per quanto accaduto, il sacerdote si è chiuso in un silenzio assoluto. L’incendio della sua Opel Corsa, di colore verde, è avvenuto nel cuore della notte.

L’automobile era parcheggiata davanti alla canonica, in via Savoia, a qualche centinaio di metri dalla chiesa Maria Santissima della Lettera. L’utilitaria è stata cosparsa di liquido infiammabile e poi incendiata. Sul posto sono immediatamente arrivati i vigili del fuoco che hanno provveduto a spegnere le fiamme ed evitare che queste si propagassero anche alla canonica.

La vicenda viene seguita dai carabinieri della stazione di Cessaniti intervenuti sul posto e dai militari del Nucleo radiomobile del comando provinciale di Vibo Valentia. Don Tonino Vattiata, è arrivato a Pannaconi circa un anno fa. Aperto, gioviale, ma anche piuttosto fermo nell’assumere posizioni a sostegno della legalità, il sacerdote al suo insediamento era stato accolto con grande entusiasmo e la parrocchia in poco tempo era divenuta la “casa di tutti”.

Il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, mons. Luigi Renzo venuto a conoscenza dell’attentato non ha escluso che l’accaduto possa essere ricondotto ad un gesto sconsiderato di qualche ubriaco. Sabato sera a Cessaniti, si erano conclusi intorno alle due di notte i festeggiamenti in onore di San Basilio, ricorrenza che richiama nel piccolo centro del vibonese migliaia di persone.

Lo stesso don Tonino di fronte a questo gravissimo attentato non riesce, in ogni caso, a farsene una ragione: «È stato un gesto inaspettato e non potevo mai immaginare che si sarebbe potuto arrivare a tanto. Il movente è difficile da inquadrare – ha aggiunto – perchè mi reputo una figura poliedrica, impegnata su più fronti. Sono sacerdote ma sono impegnato anche con Libera e sono vicino a tante persone vittima del racket. E tutta questa serie di impegni non mi consente di capire in quale ambito possa essere maturata l’idea di incendiarmi l’automobile».

A don Vattiata sono giunte decine di telefonate di solidarietà da parte delle persone della parrocchia ed anche da esponenti istituzionali. «Stiamo vivendo – ha concluso il sacerdote – momenti di concitazione perchè la gente è preoccupata ed ha paura».

di Nicola Lopreiato

da gazzettadelsud.it

Nessun commento

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.