LAMEZIA TERME – «Abbiamo fatto un punto positivo della situazione» dice Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia appena esce dalla riunione al terzo piano del Palazzo di giustizia. «Ho la sensazione che si stia verificando qualcosa. Che ci sia stato un cambiamento», afferma soddisfatto il procuratore lametino Salvatore Vitello che fa da padrone di casa nel suo ufficio. Facce soddisfatte. Un po’ dubbiosa invece quella di Pino Spadaro, presidente del Tribunale lametino facente funzioni: «All’emozione di oggi aggiungerei la preoccupazione. Perchè bisogna fare i conti con il settore giudicante che ha risorse ristrettissime. La Calabria non è solo Reggio, c’è anche il grande distretto di Catanzaro. La ‘ndrangheta non ha influenza soltanto nel Reggino, il suo potere non è circoscritto. Catanzaro deve avere le stesse risorse che ha Reggio, e non solo nel settore inquirente».
Come dire che rafforzare le procure è necessario, ma è pure importante che i magistrati giudicanti possano lavorare senza la paura che non si possano comporre i collegi solo perchè uno di loro s’ammala oppure si trova fuori per lavoro.
Spadaro non fa il guastafeste, approfitta della presenza del capo della Direzione nazionale antimafia per manifestare l’esigenza di avere più magistrati in un tribunale che si trova in un’area del Lametino che ha un forte bisogno di giustizia. Dove ci sono magistrati che continuano a dire: «Dovunque mettiamo le mani troviamo illegalità».
Pietro Grasso parte dalle ultime operazioni anticrimine: ieri il sequestro di beni per 200 milioni di euro all’imprenditore Salvatore Mazzei (servizio a pagina 26), lunedì le manette ai tre presunti killer di Giovanni Vilella ucciso a 31 anni nelle campagne di Sant’Eufemia due settimane fa. «Riusciamo a intravedere un attivismo e un risveglio in questa città», sottolinea il numero uno della Dna, «c’è la volontà di fare tanto da parte della magistratura e delle forze dell’ordine. Con risultati miracolosi rispetto ai mezzi esistenti. La situazione non potrà che migliorare, e non solo nella lotta contro la criminalità organizzata».
Il procuratore nazionale parla anche di «una grande speranza: puntare i riflettori su Lamezia, terra che ha bisogno di risorse e mezzi per continuare la battaglia contro la ‘ndrangheta. La società è in una fase di risveglio, non più di rassegnazione. Un’opera di restaurazione dei valori democratici».
Fa l’esempio del «carro a due ruote». Una è la magistratura, che «deve girare», l’altra è la società che deve fare altrettanto. Se una delle due ruote non gira il carro va avanti ma con difficoltà.
Parla di racket: «Quanto deve durare anciora la sottomission edegli imprenditori a questo balzello imposto dai clan. Sono quelli che mettono le bombe e poi chiedono il “pizzo” agli operatori economici per garantire la loro sicurezza. Ci vuole una rivoluzione culturale». Conclude con le infiltrazioni: «Bisogna recidere le relazioni indecenti».
Vitello è innanzitutto riconoscente. Non è cosa di tutti i giorni che un capo della Dna visiti una procura ordinaria che di fatto si sta sostituendo a quella antimafia di Catanzaro per fronteggiare un’emergenza criminalità nella Piana sempre più feroce.
«Da Grasso abbiamo avuto un segnale forte», dice l’inquirente lametino, «che dimostra come l’impegno e il sacrificio dei magistrati sia riconosciuto a livello nazionale dal massimo rappresentante della lotta al crimine organizzato. Grasso ci rende ancora più forti perchè dà consapevolezza di agire nel mnodo giusto.
S’è trattato del riconoscimento dei magistrati lametini a favore della parte migliore della società locale, ed uno sprone a continuare sulla strada intrapresa. Questi stessi magistrati», continua Salvatore Vitello, «s’aspettano ora che la società civile esprima con le azioni quotidiane più fiducia verso di noi, verso le attività che facciamo con le forze di polizia e il sostegno autorevole e generoso del prefetto Antonio Reppucci, in modo da poter raggiungere traguardi di maggiore tranquillità sociale e di sereno vivere in un contesto di vera legalità.
Perchè da oggi sappiamo che la procura lametina non è più sola: oltre al sindaco e al prefetto avrà accanto anche il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso».
di Vinicio Leonetti
Nessun commento
Commenta su Calabria Notizie
Devi fare il log in per commentare.