ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) – I terreni confiscati ai clan di Isola Capo Rizzuto e gestiti da un anno dall’Associazione temporanea di scopo di ‘Libera terra’ iniziano a dare i primi frutti: martedì 28 giugno, alle ore 9.00, alla presenza del prefetto di Crotone, Vincenzo Panico, del sindaco di Isola Capo Rizzuto, Carolina Girasole e del sindaco di Cirò, Mario Caruso, si è proceduto alla trebbiatura del primo grano coltivato sui terreni confiscati alla mafia dalla nascente cooperativa sociale. “Un raccolto – fa sapere in una nota l’Ats ‘Libera terra Crotone’ – frutto di un lavoro collettivo sostenuto da parte di tutte le associazioni e gli enti che si riconoscono nell’Ats”.
La trebbiatura del grano, dunque, sarà un’occasione per celebrare “una giornata per la legalità” finalizzata a far luce sull’utilizzo sociale e produttivo dei beni confiscati, utile a dimostrare “come questi – è scritto nella nota – possono rappresentare un’occasione per costruire un progetto che, oltre a combattere la criminalità, punti ad affermare ad innovare il tessuto produttivo del territorio crotonese”.
All’iniziativa della raccolta seguirà il prossimo 6 luglio la conferenza stampa di presentazione del ‘caffè d’orzo libera terra’, frutto del raccolto realizzato lo scorso anno, sempre sui terreni confiscati ai clan di Isola Capo Rizzuto.
Nella stessa giornata del 6 luglio, nel pomeriggio, ad Isola Capo Rizzuto, nell’ambito di una manifestazione pubblica organizzata per l’occasione, la Cooperativa panificatori di Isola proporrà una degustazione di prodotti ottenuti dalla farina ricavata dalla raccolta del grano che sarà realizzata oggi.
Saranno, quindi, i panificatori e i pasticceri di Isola Capo Rizzuto i primi a vagliare la qualità della farina prodotta con il ‘grano della legalità’, realizzando pane e dolci da far assaporare ai loro concittadini.
Così facendo l’Ats intende coinvolgere in maniera concreta l’intera cittadinanza, rendendola, come è giusto che sia, la principale protagonista di un processo di emancipazione culturale ed economico che va nella direzione della legalità.
La costituenda cooperativa sociale che gestirà i terreni, subentrando all’Ats, infatti, sarà costituita da giovani del territorio, che saranno formati e selezionati sulla base di meriti e competenze, all’attività professionale da svolgere nel settore agricolo”.
di Angela De Lorenzo
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