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Confiscati a Vincenzo Fiarè beni per un valore di 500mila euro – Il provvedimento emesso dal Tribunale su proposta del Questore – Requisiti dalla Polizia alcuni terreni e un appartamento a Vibo valentia

SAN GREGORIO d’IPPONA (VV) – Beni immobili per un valore complessivo di 500mila euro sono stati confiscati a Vincenzo Fiarè, 37 anni, di San Gregorio d’Ippona. L’uomo, sottoposto alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, è figlio di Rosario Farè, indicato dagli inquirenti al vertice dell’omonima cosca di San Gregorio. A eseguire il provvedimento emesso dal Tribunale di Vibo Valentia (Sezione misure di prevenzione), su proposta del questore Giuseppe Cucchiara, è stato ieri il personale dell’Ufficio misure di prevenzione della Questura di Vibo Valentia.

Alla base del provvedimento di confisca le articolate indagini svolte dagli uomini dell’Ufficio misure di prevenzione che si sono avvalse di una serie di accertamenti bancari condotta dal Gico della Guardia di finanza di Catanzaro. Attività che avrebbe posto in risalto l’illegittima sproporzione fra il valore dei beni realmente posseduti, o, comunque, nella disponibilità di Vincenzo Fiarè e i redditi effettivamente dichiarati al fisco.

Pertanto le risultanze delle complesse indagini patrimoniali sono state poste all’esame del Tribunale, Sezione misure di prevenzione – presieduta da Antonio Di Marco – che ne ha confermato la presunta validità, emettendo il provvedimento di confisca che riguarda, però, solo una parte dei beni a suo tempo sottoposti a sequestro.

In particolare la Polizia nell’esecuzione del decreto ha provveduto alla confisca di un terreno ubicato in località “Potertina” nel territorio del comune di San Gregorio d’Ippona; di un appartamento situato in contrada Bitonto, nel territorio della città capoluogo; di un ampio appezzamento di terreno in località “Monteverde”, sempre del comune di San Gregorio e di un terreno in località “Nasari” di Vibo Valentia.

Gli immobili confiscati saranno gestiti da un amministratore nominato dallo stesso Tribunale.

Il sequestro dei beni riconducibili a Vincenzo Fiarè risaliva all’agosto dello scorso anno. Nel luglio del 2005, invece, era stato arrestato nell’ambito dell’operazione Rima. Ma lo scorso 23 febbraio il Tribunale, facendo cadere nei suoi confronti le aggravanti mafiose, ha dichiarato la prescrizione del reato di usura.

Inoltre Vincenzo Fiarè (difeso dall’avv. Giuseppe Di Renzo che contro la confisca sta già preparando appello), nello stesso processo Rima, è stato assolto «per non aver commesso il fatto» dall’accusa di associazione mafiosa.

di Marialucia Conistabile

da gazzettadelsud.it

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