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Lamezia, investivano a Miami il denaro sporco di un giro d’usura – Due aziende di San Marino

LAMEZIA TERME – Avevano comprato due appartamenti nell’Icon Center di Miami, in Florida, per 2 milioni di euro. È una famigliola di vibonesi che faceva soldi con i prestiti ad usura che aveva scelto di investire i suoi capitali negli Stati Uniti, e non in case qualunque, ma in un grattacielo sulla South Beach di Miami progettato dal designer Philippe Starck. Si tratta di uno strascico dell’inchiesta “Easy money” in cui sono coinvolti diversi piccoli imprenditori di Lamezia e Vibo in un giro colossale di usura. A denunciarli erano stati gli agricoltori taglieggiati nel gennaio dell’anno scorso. Ad agire erano stati i finanzieri del Gico che, dopo gli arresti di allora, si sono messi sulle tracce dei soldi considerati proventi dell’usura.

A maneggiare i capitali sporchi non era più il capofamiglia, ma i suoi due figli che vivono a Roma e la sua convivente. Tutti quanti sono stati denunciati per riciclaggio. Attrasverso due società della Repubblica di San Marino, una di orologi e preziosi, l’altra di noleggio d’auto di lusso, usate come copertura, facevano viaggiare il denaro all’estero.

Le Fiamme gialle hanno messo sotto controllo i loro telefoni ed i computer, scoprendo investimenti insospettabili a Miami. Due appartamenti nel grattacielo più prestigioso della Florida di 170 e 140 metri quadri.
Nell’intercettazione di alcune email gli investigatori sono riusciti ad avere anche le foto degli appartamenti acquistati, perchè l’amministratore americano inviava loro le richieste di pagamento del condominio.

A coordinare l’indagine è stato il sostituto procuratore lametino Domenico Galletta. «Sui conti correnti dei figli dell’imprenditore coinvolto nell’operazione “Easy Money” transitavano i soldi provenienti dall’usura», ha spiegato il generale Salvatore Tatta che comanda la guardia di finanza in Calabria, «ed i due denunciati si vantavano di avere investito i loro soldi a Miami».

Il sostituto Galletta ha proceduto con la rogatoria internazionale per chiedere il sequestro delle case di lusso nel grattacielo con vista mare, ma si attende ancora una risposta dalla magistratura degli Stati Uniti. Il reato di riciclaggio di denaro sporco potrebbe convincerli a dare l’assenso.

Ma, ha spiegato Galletta ieri ai giornalisti, «gli Usa procedono in questo modo solo in caso di narcotraffico. Noi abbiamo chiesto il sequestro degli immobili da attuare per analogie, trattandosi di guadagni illeciti». È stato così aperto un caso giudiziario internazionale che non ha precedenti.

di Vinicio Leonetti

da Gazzetta del sud

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