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Falsi esami, terremoto a Giurisprudenza – Coinvolti docenti, funzionari e decine di ex studenti poi diventati avvocati, uno dei quali impegnato a Perugia nel processo per il delitto di Meredith – Chiuse le indagini della Procura a carico di 97 persone. L’inchiesta scaturì da una denuncia del Rettore

CATANZARO – Lauree e carriere legali come castelli di carta, che rischiano di rollare sotto i colpi della Magistratura. Da anni la Procura di Catanzaro lavora all’inchiesta sui falsi esami alla facoltà di Giurisprudenza. E adesso le indagini preliminari giungono alla conclusione, con il recapito dei relativi avvisi alla bellezza di 97 persone. Nel calderone ci sono studenti, funzionari e due professori dell’Università Magna Græcia. Le accuse nei loro confronti sono pesanti. E vanno – a vario titolo – dalla corruzione al falso, passando per la distruzione di atti pubblici. Nei confronti dei quattro funzionari s’ipotizza anche l’associazione per delinquere.

Secondo le accuse messe nere su bianco dai pm Salvatore Curcio e Paolo Petrolo, per anni a Giurisprudenza avrebbe funzionato un sistema truffaldino capace di fare risultare come superati esami universitari mai effettivamente sostenuti dagli studenti.

Lo scandalo è scoppiato nel 2007, dopo la denuncia formalizzata dal rettore dopo che un docente si accorse della partecipazione a una sessione di laurea di una studentessa che era certo non avesse mai superato l’esame della sua materia. I Carabinieri avrebbero quindi scoperto centinaia di casi legati quasi tutti da una matrice comune: l’apposizione di false firme sulle veline (dei verbali non ci sarebbe traccia) avrebbe consentito la registrazione di esami mai sostenuti. Al centro del raggiro ci sarebbe Francesco Marcello, addetto alla segreteria di Giurisprudenza in passato già finito in manette.

Inedito il coinvolgimento di docenti. Fino all’emissione degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari non si sapeva che fossero indagati insegnanti; anzi, il disconoscimento delle firme apposte sulle “veline” da parte di decine di docenti è uno dei cardini dell’accusa. Ora si apprende dell’iscrizione nel registro degli indagati dei professori Alessandro Morelli e Andrea Porciello.

Il primo, docente di Diritto Costituzionale, avrebbe falsamente attestato in un documento che una studentessa aveva superato l’esame con la votazione di 24/30. Il secondo, prof di Storia delle dottrine politiche, avrebbe formato falsi verbali di esame favorendo 18 studenti.

L’inchiesta ha anche implicazioni sulle carriere professionali di decine d’indagati, specialmente di chi – forte di lauree ottenute grazie ad esami ritenuti falsi – si è abilitato all’esercizio della professione forense. È il caso, fra gli altri, di un catanzarese con studio legale a Perugia.

Si racconta che il pm Curcio lo abbia visto in tivù assistere un supertestimone nel processo a Perugia per il delitto di Meredith Kercher: pochi giorni dopo lo stesso pm ha firmato un provvedimento interdittivo nei confronti di quell’avvocato e di altri 38 indagati che avrebbero esercitato la professione legale in mezza d’Italia.

Contestualmente all’invio degli avvisi alle 97 persone indagate, i pm Curcio e Petrolo hanno disposto il sequestro di una decina di lauree.

di Giuseppe Lo Re

da Gazzetta del sud

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