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Girasole: «Ancora tanti non liberi di scegliere» – Nel concludere la Festa del pane di grano coltivato sui terreni confiscati alla mafia il sindaco di Isola Capo Rizzuto si rammarica per gli invitati non intervenuti – L’ammonimento di Don Ciotti: «Si parli di legalità solo se si fanno corrispondere le parole ai fatti»

ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) – «Basta parlare di legalità. È una bandiera che troppo spesso viene sventolata da chi poi la calpesta quotidianamente». C’è andato pesante don Luigi Ciotti a Isola Capo Rizzuto, ma non è una novità. E non è stato l’unico. Perché anche il sindaco Carolina Girasole, nel ringraziare tutti i presenti alla festa di Libera Terra per la presentazione del pane e dell’orzo ricavati dalla coltivazione dei campi sottratti alla ndrangheta, ha lanciato il suo strale: «Non voglio dimenticare – ha detto – le persone che avevamo invitato e che non sono state libere di partecipare. Sono ancora nel nostro cuore, e speriamo che l’anno prossimo possano essere libere di esserci».

Nelle due manifestazioni della giornata (la prima nella mattinata a Villa Margherita) il sindaco ha ribadito più volte: «anche organizzare giornate come questa non è cosa semplice; ci sono ancora tanti muri da rompere, tanta gente che non è libera di scegliere».

Come non è un caso l’accorato richiamo che don Luigi Ciotti ha fatto all’impegno personale, al senso di responsabilità civile.

«Si parli di legalità – ha urlato il presidente di Libera – solo a condizione di far corrispondere i fatti alle parole; a condizione di essere educati alla responsabilità personale. Perché la legalità non è un valore, è il prerequisito indispensabile per raggiungere la giustizia. E non possiamo chiedere allo Stato di fare anche la nostra parte».

È stata una serata articolata e ricca di spunti, aperta dal presidente di Libera Crotone Antonio Tata e dal sindaco Girasole. Particolarmente interessanti le testimonianze di alcuni alunni delle scuole elementari di Le Castella e di Isola Capo Rizzuto, che nello scorso anno scolastico hanno partecipato con due loro idee al progetto “Regoliamoci” indetto da Libera con il ministero dell’Istruzione.

I primi hanno proposto la realizzazione di un’oasi delle farfalle in un terreno confiscato alla ndrangheta; i secondi hanno pensato di realizzare in un appartamento confiscato ad Isola una casa della musica. Idea dalla quale è nato il gemellaggio con una scuola di Piacenza, che nei prossimi mesi raccoglierà fondi per donare ai giovani di Isola gli strumenti musicali.

A loro, a questi bambini capaci di tanta profondità e tanto candore, don Ciotti ha dedicato un’ampia parte del suo intervento. «Verso di loro – ha detto – abbiamo una responsabilità enorme. Non vogliono adulti perfetti, vogliono adulti con i quali condividere qualcosa di bello».

Maria Teresa Muraca, in rappresentanza della Prociv di Isola Capo Rizzuto, ha poi illustrato brevemente l’impegno collettivo per la realizzazione dei campi di volontariato di Libera che si terranno a partire dal mese di agosto. «Qui arriverà gente da ogni parte d’Italia – ha spiegato – per lavorare, divertirsi, condividere una parte delle loro vacanze con noi».

L’intervento conclusivo è stato pronunciato dal prefetto Vincenzo Panico. Presenti tra il pubblico anche i dipendenti Telecom che, con i loro figli, stanno prendendo parte al campo di volontariato organizzato con Libera proprio dalla Fondazione Telecom. 23 persone che stanno imparando a conoscere la nostra realtà in tutte le sue sfaccettature, e che appaiono ogni giorno più convinte di dare seguito a questa esperienza. Perché la vera forza di Libera è l’essere contagiosa.

di Francesca Travierso

da gazzettadelsud.it

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