SEMINARA (RC) – Iniziato in Corte d’appello (Giuliana Campagna presidente, Carmelo Gullino e Ornella Pastore giudici) il processo “Topa”, nato da un’inchiesta coordinata dalla Dda sulle attività della cosca Gioffrè di Seminara. Dopo la costituzione della parti, la dott. Pastore ha proceduto alla relazione. Ha ripercorso l’iter della vicenda giudiziaria che, partendo dalle indagini svolte dai carabinieri della compagnia di Palmi, era sfociata nel novembre 2007 nell’operazione che aveva visto finire in carcere con vertici e gregari della cosca Gioffrè anche amministratori del Comune di Seminara.
Il processo di primo grado, celebrato davanti al Tribunale di Palmi, si era concluso con la condanna di nove imputati. I giudici, con sentenza del 30 aprile scorso, avevano riconosciuto colpevoli e condannato Rocco Antonio Gioffrè, il capo cosca deceduto in carcere due mesi fa, alla pena di 7 anni di reclusione, il sindaco Antonio Pasquale Marafioti a 6 anni e 6 mesi, il vice sindaco Mariano Battaglia e l’ex vice sindaco Carmelo Antonio Maria Buggè a 6 anni, Vittorio Vincenzo Gioffrè, Antonino Gioffrè, Vincenzo Gioffrè, Domenico Gioffrè e Adriano Gioffrè a 5 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno.
Dall’inchiesta era emerso che la famiglia Gioffrè aveva condizionato la formazione della lista che aveva vinto la tornata elettorale in occasione delle Comunali del 2007, stringendo un patto politico mafioso con il sindaco Antonio Marafioti. A questa conclusione il Tribunale di Palmi era pervenuto, come era stato evidenziato nelle motivazioni, sulla scorta delle numerose conversazioni telefoniche e ambientali registrate nel corso della campagna elettorale e che avevano posto in luce il pesante condizionamento mafioso attuato da parte della storica famiglia di ‘ndrangheta.
Tra gli atti d’indagine c’erano quelli relativi a due riunioni tenute alla presenza del boss Rocco Antonio Gioffrè che, secondo l’accusa, aveva imposto il candidato a sindaco e i vari componenti della lista da appoggiare in occasione della tornata elettorale del 2007. Una scelta dettata anche dalla volontà di sconfiggere l’altro candidato alla carica di sindaco, Salvatore Costantino definito, con dispregiativa logica mafiosa, come “amico dei carabinieri”.
Nel corso della riunione era emerso che i componenti della famiglia Gioffrè avevano anche partecipato al summit di Polsi durante il quale era stata decretata la pace tra le famiglie Nirta-Strangio e Pelle-Vottari protagoniste della faida di San Luca.
Esaurita la relazione introduttiva, gli avvocati Maria Teresa Santoro, Gianfranco Giunta e Michele Gullo hanno avanzato richiesta di riapertura dell’istruttoria dibattimentale diretta ad acquisire alcuni documenti. Erano presenti in aula anche gli avvocati Antonio Managò, Antonio Attinà, Domenico Ceravolo, Franco Muzzupappa, Benito Infantino, Natalia Pratticò, Carlo Morace. Il sostituto procuratore generale Danilo Riva non si è opposto.
La Corte si è riservata la decisione e il processo è stato rinviato all’udienza del 9 novembre per il prosieguo.
di Paolo Toscano
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