CIRò MARINA (KR) – Rubinetti a secco, ieri, in diversi quartieri di Cirò Marina. La cittadina che era finita al buio nel 2006, ed era stata sommersa dai rifiuti nell’estate 2009, stavolta, paga con la sete l’ultima clamorosa “ritorsione” adottata da una società di servizio che vanta nei confronti del Comune di Cirò Marina crediti milionari. Nel tardo pomeriggio di martedì la Sorical, la società mista che gestisce la rete di distribuzione dell’acqua, ha messo in pratica le minacce di “sospendere” la fornitura dopo aver bussato per mesi alle porte del Comune cirotano per ottenere il pagamento di 250 mila euro, pari a sei rate mensili di 46 mila euro accumulate dallo scorso febbraio ad oggi.
Si tratta di somme inserite nel piano di ripianamento (della durata di otto anni) del debito di circa 3 milioni di euro, concordato nel 2009 tra Cirò Marina e la società che nell’accordo aveva accettato di sgravare l’ente locale degli 800 mila euro di interessi accumulati.
È evidentemente un gran macigno sul bilancio dell’ente, dopo l’altro sgradito “lascito” di un milione di euro di debiti con l’Enel “passato” dalle precedenti amministrazioni al governo Parrilla insediatosi nel 2006.
In realtà, la Sorical, allo scadere “dell’ultimatum”, non ha interrotto la fornitura ma ha ridotto la portata dell’acqua immessa nelle condotte della cittadina; gli effetti, che si sono resi evidenti nella mattinata di ieri, sono stati ugualmente drammatici soprattutto in alcune aree urbane e nei piani alti dei condomini. Tanto è bastato per mettere in subbuglio la popolazione alle cui necessità il Comune ha cercato di sopperire con l’invio nelle strade di autobotti.
In mezzo al caos in cui è piombata Cirò Marina, ieri, il sindaco Roberto Siciliani, che aveva tentato il giorno prima una disperata azione di convincimento della Sorical a recedere dal proposito, chiedendo mediazione della Prefettura, ha firmato un’ordinanza in cui intima la Sorical «al ripristino immediato della situazione a tutela della salute, l’igiene e la sicurezza pubblica».
«Al di là degli ovvi problemi di ordine igienico sanitario – spiega Siciliani – la mancanza di acqua, costituisce un serio rischio in caso di incendio, per questo è stata allertata la Protezione civile ed è stata presentata denuncia ai carabinieri». Ma a dare fiato alle reazioni del primo cittadino è la convinzione che «nessuno può arrogarsi il diritto di privare dell’acqua una comunità in quanto bene collettivo primario».
Per essere ancora più convincente, Siciliani minaccia di «sequestrare i pozzi sul fiume Lipuda che alimentano le riserve di acqua anche di altri Comuni e gli altri impianti posti nel territorio di Cirò Marina della Sorical». Riguardo la vertenza precipitata nelle ultime ore, il sindaco precisa di non aver negato alla società il pagamento degli arretrati ma di aver chiesto solo del tempo.
«Allo stato attuale, il Comune – spiega – non è nelle condizioni per poter versare i 250 mila euro in quanto tarda l’accreditamento del fondo ministeriale con cui contiamo di coprire il debito o parte di esso; ad oggi, infatti, non siamo in grado di dire quanto potremo pagare subito».
«Di certo – assicura – è nostra precisa intenzione onorare il debito ma al di là della mia personale firma su un “pagherò”, non posso dire quando il Comune potrà farlo».
Intanto, per ridurre gli sprechi, ovviare all’uso improprio rispetto alle normali necessità domestiche e produttive, il sindaco Siciliani ha emanato un’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua potabile per annaffiare orti e giardini; irrigare campi, lavare auto e spazi privati.
di Margherita Esposito
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