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Senza sprechi della politica 500 euro a disoccupato – Risparmiare sui costi della politica e aiutare i tanti giovani disoccupati calabresi. Chi l’ha detto che non si può? Conti alla mano, se il Consiglio regionale risparmiasse dieci milioni di euro potrebbe offrire un sussidio di 500 euro al mese a diecimila giovani

Dove prendere questi soldi? «Il Consiglio regionale della Calabria costa dieci milioni in più di quello della Lombardia e il doppio rispetto al Consiglio regionale dell’Emilia Romagna» fa notare Pino Zito, segretario provinciale della Uil di Reggio Calabria. Ecco dove prendere i soldi. Se è tempo di austerity, allora lo sia per tutti. La prima cinghia a stringersi sia quella delle borse della politica, con i suoi mastodontici e costosi apparati. Tra il 2009 e il 2010, secondo i dati elaborati dalla Uil, le spese di funzionamento di consigli e giunte in Calabria è aumentato di cinque milioni di euro, pari al 6,6 per cento. Una delle regioni più povere d’Italia è al sesto posto per spese di funzionamento degli organismi regionali. La politica s’ingrassa sempre di più con un sistema di autofinanziamento incontrollato.

In passato non sempre le scelte degli amministratori calabresi si sono rivelate azzeccate, anzi proprio questo è il periodo in cui molti nodi stanno venendo al pettine. Altro modo per finanziare la politica è stata la grande illusione delle società miste, che hanno pagato lautamente i gettoni dei consiglieri di amministrazione nominati dai vertici politici per restituire oggi una situazione ingovernabile. Non c’è società mista che non abbia debiti con i Comuni.

L’infinito carrozzone che è servito per fare promesse nelle campagne elettorali e sistemare illusoriamente gli amici più fidati oggi si è arenato, lasciando tanti disperati a piedi. I dipendenti che non prendono stipendio da mesi non sanno più a che santo votarsi.

Dall’altra parte si dimentica quasi che curano servizi fondamentali per la collettività, come la raccolta dei rifiuti o l’acqua. È una questione sociale potenzialmente esplosiva. Secondo le previsioni del segretario della Uil, il rischio è quello di un autunno caldo che potrebbe scoppiare con quello che Zito chiama «assalto ai palazzi della politica».

Un’altra espressione usata dal segretario reggino della Uil, che racchiude lo stato di insofferenza dei cittadini, è quella delle «emotività incontenibili» che sono pronte a venire fuori con veemenza se le vertenze occupazionali continueranno senza giungere a soluzione.

Tornando alla proposta di sussidio, Zito sa bene «che non è un lavoro, ma almeno si aiuterebbero i giovani per un periodo».

È questa la fase di maggiore difficoltà per la Calabria, che arriva oggi al picco più alto della crisi. Lo si vede dalle vertenze in atto. «Sul tavolo di crisi alla Regione ci sono migliaia di domande per la cassa integrazione, sia ordinaria che straordinaria. Ci stiamo battendo – spiega il segretario della Uil – per non mandare i lavoratori in mobilità, che significherebbe la risoluzione dei contratti. Ma quando i paracaduti sociali finiranno, cosa succederà?».

È una domanda che fa paura. Risponda la politica.

di Annalia Incoronato

da web.calabriaora.it

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