MAIDA (CZ) – Suona il campanello d’allarme il gruppo consiliare di minoranza “Sinistra per Maida” con un’interrogazione a risposta scritta firmata dal consigliere Franco Gigliotti e rivolta al sindaco Natale Amantea. È prevista la realizzazione di una centrale termoelettrica a turbogas tra il fiume Amato e la strada dei “Due Mari”. L’area appartiene al Comune di Pianopoli, ma è in prossimità del confine maidese.
L’impianto riproporrebbe una questione simile a quella mandata a monte nel 1991, quando l’amministrazione municipale di Maida, che aveva siglato un protocollo d’intesa con l’impresa Sondel per la costruzione di una centrale a turbogas, dovette fare marcia indietro per l’opposizione della cittadinanza al progetto ritenuto dannoso alla pubblica salute.
Ora la società Edison, con l’autorizzazione dell’ente interessato, sul vicino territorio di Pianopoli vorrebbe creare una centrale a ciclo combinato a gas, peraltro con una potenza leggermente incrementata rispetto a quella iniziale. L’impianto sorgerebbe in un luogo in linea d’aria addirittura più vicino all’abitato di Maida che non a quello di Pianopoli, rispetto a quello progettato vent’anni fa.
Inoltre a pochi metri da quel luogo il Comune maidese ha lottizzato un’area Pip per gli insediamenti produttivi, e sono presenti altre attività economiche, tra cui il grande centro commerciale “Due Mari”. Per non parlare dell’esistenza di aziende agricole e agrituristiche, e dell’interesse naturalistico che riveste la località Baratta.
«La centrale porterebbe un danno allo sviluppo del nostro paese», sostiene il gruppo consiliare “Sinistra per Maida”. Per il quale in pratica c’è la prospettiva di «un ecomostro che certamente avrebbe un impatto visivo negativo per l’intera Valle dell’Amato». Essendo questa sabbiosa, si prospetterebbe pure un «rischio d’inquinamento delle falde acquifere».
Non sarebbe da sottovalutare ancora l’aspetto delle conseguenze del vento che si registra nella zona e ch’è uno dei motivi della prevista costruzione di un parco eolico nei dintorni. Un aspetto importante «perché da uno studio del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) si rileva che le polveri da impianti a turbogas», spiega il gruppo consiliare maidese d’opposizione, «essendo di taglia minuta, danneggiano maggiormente la salute: più le particelle sono piccole più penetrano nelle vie respiratorie.
Inoltre le polveri fini e ultrafini permangono nell’atmosfera anche per settimane e possono essere trasportate per moltissimi chilometri dal vento. Questo significa», prosegue il gruppo di minoranza, «che le polveri prodotte dalla programmata centrale di Pianopoli le respirerebbero i cittadini dei centri dell’hinterland, compresi gli abitanti di Maida».
Ancora sull’inquinamento: «Studi epidemiologici hanno dimostrato gli effetti delle polveri sulla salute dei cittadini. In particolare ad essere compromessi sarebbero il sistema respiratorio e cardiaco specialmente di anziani e bambini. Le possibili vie d’esposizione per l’uomo sono l’inalazione, l’ingestione e il contatto con la pelle. Gli effetti sulla salute sono anche cancerogeni».
Un danno dunque al territorio e alla salute degli abitanti procurato da chi spaccia «la costruzione di centrali come opportunità di lavoro, quando sappiamo benissimo», sono sempre parole di “Sinistra per Maida”, «che invece verranno distrutti più posti di lavoro di quelli che si promettono».
Per il gruppo di minoranza «la centrale di Pianopoli è parte integrante di un modello di sviluppo che non risponde all’utilizzazione in positivo del nostro territorio. Un modello di sviluppo calato dall’alto, mentre dovrebbe vedere coinvolti i cittadini in merito alla realizzazione di impianti rischiosi per la salute». Da qui la necessità, ad avviso di “Sinistra per Maida”, che le istituzioni, le forze politiche, i cittadini «si attivino per valutare l’utilità della centrale di Pianopoli, gli effetti sull’ambiente e sulla collettività del territorio lametino».
Nel sollecitare praticamente un’iniziativa per la difesa dell’aria, dell’acqua e della terra, il gruppo consiliare di opposizione chiede all’amministrazione municipale maidese se non ritenga necessaria un’azione politica e legale per la tutela del territorio e degli abitanti, magari coinvolgendo gli amministratori dei paesi vicini, i cittadini, le forze politiche e sociali.
di Giovambattista Romano
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