CATANZARO – «Dal tavolo interministeriale che sovraintende il Piano di rientro dal debito sanitario della Regione, meglio conosciuto come “tavolo Massicci”, continuano ad arrivare delle bocciature all’azione fin qui portata avanti dal Commissario alla sanità Giuseppe Scopelliti che forse deve cambiare rotta alle scelte operate fin’ora». Lo hanno detto Mimma Iannello, segretaria regionale della Cgil, e il segretario regionale Fp-Cgil Alfredo Iorno nel corso di una conferenza stampa. I due sindacalisti hanno parlato di «nefandezze poco trasparenti che non fanno altro che far lievitare la spesa sanitaria e mettono in ginocchio non solo i cittadini ma principalmente i lavoratori del settore».
«Nel mentre si riordina la sanità colpendo in particolare la sanità pubblica con la riconversione di 18 presidi e mentre si introducono misure aggiuntive di imposizione fiscale, i ticket, e si tagliano risorse alla strutturazione pubblica del sistema a favore della sanità privata – ha detto la Iannelli – si sceglie una linea che preserva una serie di privilegi.
E non si capisce perché mentre in tante strutture private i lavoratori non percepiscono lo stipendio da mesi, per la “Fondazione Campanella” si fanno delibere ad hoc e si pagano “cash” tutte le somme dovute; perché sia stata stipulata una convenzione con il Cnr di Cosenza e all’Istituto di Scienze neurologiche, un ente che dev’essere Finanziato dal Miur e non il Ministero della sanità, la Regione abbia dato un milione di euro; perché la delibera n. 1563 ricontrattualizza la presenza dell’advisor Kpmg».
«Si tratta – ha continuato – di somme milionarie e, per l’importo che hanno, ci risulta improprio che questo contratto venga gestito dal Dipartimento alla sanità. Ma forse in Calabria si sta rafforzando la consuetudine che contratti pubblici con Kpmg o Infrastrutture Lombarde possano essere sottoscritti nella discrezionalità del Dipartimento o del presidente Scopelliti».
E la Cgil mette in campo tre le delibere che sono state bocciate al tavolo Massicci e che riguardano il Patto di legislatura con l’Aiop (Associazione dell’ospedalità privata), l’università “Magna Græcia” e Fondazione Betania.
Ma cosa è successo all’ultimo tavolo Massicci?
«È stato detto che tutti i provvedimenti del piano di rientro della sanità regionale – ha detto Alfredo Iornio – devono essere presi dal commissario ad acta quindi Scopelliti e non dal Presidente, Scopelliti o dalla Giunta. Partendo da questa incompatibilità, vorremmo capire quando di trasparente c’è nel piano di rientro, fatti salvi solo i sacrifici dei cittadini».
E partiamo dall’accordo con l’Aiop. «Il patto di legislatura con l’Aiop che risale al 2010 – ha detto Iorno – quest’anno ha visto un aggiornamento perverso in cui si propone che: le eventuali economie della “Fondazione Campanella” devono passare ai datori di lavoro della sanità privata; impegna la Regione a recepire strumenti finanziari suggeriti dall’Aiop che garantiscono la correttezza dei pagamenti e questo significa che la Regione dovrà chiamare in causa qualche istituto bancario per garantire i pagamenti; afferma che le prestazioni per gli acuti erogate nelle case di cura a favore dei non residenti per la sanità privata non devono costituire tetto di spesa.
Quindi così facendo le attività se li assorbe la sanità privata mentre la mobilità passiva dovrebbe ricadere tutta nella sanità pubblica. Nell’accordo c’è scritto che ogni eventuale incremento del Fondo sanitario nazionale dovrà riguardare anche pro-quota, l’ospedalità privata. Ma i rapporti con la sanità privata convenzionata li tengono solo i direttori generali delle Asp attraverso regolari contratti di negoziazione».
Altro punto dolente il Protocollo d’intesa tra Università e Regione. «Si tratta – ha detto Iornio – di un protocollo tenuto nascosto ai sindacati. Ma cosa nascondono le modifiche? Forse pezzi del fondo sanitario regionale che devono andare all’Università? Forse aumenti di posti letto? Se i conti della Mater Domini hanno costituito passività che insieme ad altre hanno quantificato il debito, è giusto che la Regione e l’ateneo concordino appositi piani di rientro.
Ma perché il debito della Mater Domini è inserito nel piano di rientro regionale stravolgendo così il protocollo d’intesa? Per la delibera Fondazione Betania: Iorno ha detto che «lo stato di tensione di lavoratori e famiglie è molto alto ma il problema va risolto con appropriazione di spesa. Nella delibera infatti si contesta il fatto che somme del Fondo sanitario regionale andrebbero nelle casse di Betania».
di Elena Sodano
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