VIBO VALENTIA – A un anno e nove mesi di distanza dall’avvio dell’inchiesta la Procura chiude le indagini su una prima parte del caso legato alle lauree false. Un’indagine che, condotta dai carabinieri della Compagnia e delle Stazioni del capoluogo e di San Costantino Calabro, si è estesa a macchia d’olio coinvolgendo professionisti e medici di diverse regioni, a 14 dei quali ieri è stato notificato l’avviso di conclusione indagine con contestuale invito a rendere interrogatorio.
Altri risvolti, comunque, l’inchiesta sul giro di lauree false riserverà in quanto altre persone risultano coinvolte. Insomma l’attività – coordinata dal sostituto procuratore Michele Sirgiovanni – non è ancora conclusa.
Nell’ottobre del 2009 a scoperchiare il pentolone delle lauree false stampate e confezionate in un’abitazione di San Costantino, furono le risultanze di una semplice verifica avviata nell’agosto dello stesso anno dall’Ordine provinciale dei medici, sui recenti iscritti.
Controlli che portarono alla luce anomalie, come il caso di due neo iscritti, originari di altre regioni, che però avevano eletto come proprio domicilio la stessa abitazione di San Costantino pur esercitando altrove. Altra “stranezza” il fatto che uno degli iscritti, pur essendo nato altrove, risultava residente dalla nascita nel piccolo centro del Vibonese.
Vicende che misero la pulce nell’orecchio al presidente dell’Ordine dei medici, dott. Michele Soriano, il quale fece altri controlli con l’Università di Messina dove gli interessati risultavano laureati. Verifiche dalle quali emerse che gli iscritti in questione e altri non erano abilitati alla professione.
Da questo punto in avanti la palla passò nelle mani della Procura e dei carabinieri i quali, con la collaborazione dell’Ateneo di Messina (risultato estraneo alla vicenda), si ritrovarono a fare controlli e perquisizioni in molte regioni seguendo le tracce della mole di documentazione sequestrata nell’abitazione di San Costantino dove le lauree false sarebbero state sfornate negli anni.
Insomma “corsi universitari” veloci e agevolati sarebbero stati garantiti dalla “San Costantino University” ai richiedenti, disposti ad aprire il portafoglio piuttosto che i libri.
Un giro che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato gestito da Francesco D’Andrea, professionista di San Costantino, all’epoca raggiunto da avviso di garanzia, in concorso con Mario Festa, 59 anni imprenditore di Gaeta, titolare di un’agenzia di stampa, anch’egli un anno fa raggiunto da avviso di garanzia. Inoltre con Festa avrebbe tenuto stretti rapporti Antonino Ciavarello, 37 anni, di Palermo (fra i destinatari delle informazioni di garanzia di ieri), genero di Toto’ Riina, al fine di acquistare attestati di laurea.
L’avviso di conclusione indagine è stata notificata anche a: Angelo Pietro Fiorin, fino al 2005 vice presidente del consiglio regionale del Veneto e dirigente Ipab di Vicenza; Antonietta Lucia Busi (49), di Gallipoli residente a Matera; Marcella Ciaralli (52), di Roma; Carmelo Maria Linosa (44), residente a Sant’Olcese (Genova); Paolo Marzi (32), di Grottaferrata (Roma); Marco Zanforlin (49) di Arcene (Bergamo); Paolo Anelli (39), di Arese (Milano); Francesco Pelle (48), di Milano, residente a Paterno Dugnano; Roberto Conti (51), di Cesano Maderno; Giovanni Tempesta (50), di Luisago; Luciano Di Cristo (50), di Arese (Milano); Ave Carpinelli (62), di Viterbo; Giovanni Galatolo (54), di Cerveteri.
di Marialucia Conistabile
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