mer, 23 maggio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 29 ospiti, 7 bot

Truffa milionaria sui rimborsi dei farmaci – Indagine della Procura e dei Nas su un giro di prescrizioni fasulle di medicinali: arrestato un farmacista, sott’inchiesta 42 camici bianchi – Sequestrati dai Carabinieri beni immobili e conti correnti al 59enne sottoposto ai “domiciliari”

CROTONE – Farmaci prescritti a persone defunte da tempo oppure ad assistiti che in realtà nulla sapevano delle prescrizioni di queste terapie farmacologiche delle quali non hanno mai fruito. Migliaia le ricette che sarebbe state confezionate tutte con fustelle fasulle, e presentate poi all’Asp per ottenere i rimborsi previsti dal Servizio sanitario nazionale per le farmacie. Più di un milione di euro secondo l’Ufficio di Procura e gli investigatori dei Carabinieri del Nas di Cosenza, sarebbe stati truffati all’Azienda sanitaria provinciale di Crotone ed alla Regione Calabria tra il 2008 e il primo trimestre del 2010 con un “sistema” di prescrizioni fasulle di medicinali (di fascia A e tra i più costosi), che sarebbe stato messo su dal titolare di una farmacia con la complicità di 42 medici di famiglia che hanno i loro studi a Crotone.

Ieri i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Cosenza insieme ai militari del Comando provinciale di Crotone hanno notificato 42 avvisi di conclusione indagini ad altrettanti medici. È stato invece arrestato e posto ai domiciliari, il 59enne Luigi Lucente, titolare della farmacia di famiglia che apre le sue saracinesche lungo via Interna Marina.

Qui i carabinieri hanno notificato allo stesso professionista contestualmente al provvedimento di custodia cautelare domiciliare, anche un decreto di sequestro preventivo deciso a suo carico dal gip Paolo De Luca su richiesta della Procura per conti correnti bancari intestati e cointestati nonché per beni mobili ed immobili di proprietà fino a concorrenza dell’importo quantificato della presunta truffa, pari ad 1.176.375,95 euro.

Il sequestro riguarda l’immobile dove è ubicata la farmacia ma non la ditta che gestisce la farmacia. Il provvedimento patrimoniale nelle intenzioni dell’Ufficio di Procura avrebbe dovuto riguardare anche i beni dei 42 medici indagati per falsità ideologica, contraffazione e truffa.

Ma il gip del Tribunale ha rigettato questa richiesta così come ha rigettato la richiesta di custodia cautelare in carcere che il procuratore Raffaele Mazzotta aveva presentato il 28 aprile scorso sia per Lucente che per gli altri 42 indagati. Contro la decisione del gip il procuratore ha annunciato ricorso.

La complessa indagine ha preso il via nel 2009 da una segnalazione dei Nas di Cosenza al procuratore Mazzotta del dicembre 2008. La società “Sirfin Spa” che ha sede a Cosenza ed è incaricata della catalogazione informatica delle ricette per conto dell’Asp di Crotone, durante la lettura ottica delle fustelle di alcune ricette riscontrò delle anomalie, tutte riconducibili a ricette presentate dalla farmacia del dott. Lucente.

Con la consulenza dell’Istituto poligrafico della Zecca dello Stato, si scoprì poi che le fustelle (i talloncini adesivi con codice a barre e codice alfanumerico diverso uno dall’altro che sono sulla confezioni dei farmaci), applicati alle ricette erano false. Come false sarebbero poi risultate per gli investigatori centinaia di prescrizioni. Dai controlli incrociati per gli inquirenti sarebbero emerse anche prescrizioni di medicinali nei confronti di almeno 30 persone decedute da tempo.

Gli investigatori dei Nas coordinati dal procuratore Mazzotta (affiancato in fase d’indagine prima dalla sostituta Daniela Caramico D’Auria, dopo il trasferimento della magistrata dal pm Alessia Miele e attualmente dalla sostituta Gabriella De Lucia), hanno quantificato in 20.643 le ricette con prescrizioni fasulle presentate quasi tutte dalla farmacia Lucente, per ottenere i rimborsi tra il 2009 e il primo trimestre 2010. Oltre trentamila le fustelle false confezionate con carta comune e non filigranata e tutte con lo stesso codice alfanumerico. Di vero ci sarebbero stati solo i ricettari che sono di esclusivo uso dei medici di famiglia.

Gli investigatori insieme ai periti calligrafici hanno a tal proposito accertato che in molti casi la firma sulla ricetta con la prescrizione fasulla è quella del medico intestatario del ricettario, in altri casi si tratta di una firma falsa ed in altri ancora è risultato che una stessa mano aveva firmato le ricette staccate da ricettari intestati a medici diversi.

Gli investigatori dei Nas sono ancora al lavoro per scoprire da dove vengano le fustelle false e per chiarire fin nei dettagli il grado di corresponsabilità dei singoli medici indagati.

La difesa

I difensoridi Luigi Lucente che è il principale protagonista dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Crotone e dai Nas dei Carabinieri, contestano la lettura della pubblica accusa. L’avvocato Domenico Morace anche a nome del codifensore avv. Giuseppe Trocino, ha rilasciato a caldo una dichiarazione: «Riteniamo che questa vicenda possa essere chiarita in tempi brevi ed esprimiamo fiducia nell’operato della magistratura inquirente e giudicante».

«L’ordinanza del gip – ha sottolineato l’avvocato Morace – ha già fortemente ridimensionato il quadro accusatorio ipotizzato nella sua richiesta di arresti dalla Procura». «Dovranno – ha concluso il penalista iscritto al Foro di Bologna – ancora essere fatti complessi accertamenti e verifiche rispetto a tutta la vicenda e le difese faranno la loro parte».

di Luigi Abbramo

da gazzettadelsud.it

Nessun commento

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.