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Rifiuti, la gente brucia i cassonetti stracolmi – Alcuni contenitori sono stati dati alle fiamme in via dell’Ecologia. La rabbia della cittadinanza invasa dall’immondizia è in netta crescita – Il progetto della nuova discarica aspramente contestato dagli esponenti del comitato “Franco Nisticò”

CORIGLIANO (CS) – Brucia la spazzatura a Corigliano. Iniziano dunque le prime rabbiose e condannabili reazioni dei coriglianesi oramai invasi dall’immondizia. A Schiavonea, nella notte tra martedì e ieri, proprio in via dell’Ecologia (parossistica coincidenza), cumuli di immondizia sono stati dati alle fiamme da sconosciuti. Nell’aria s’è presto diffuso un denso fumo dall’odore acre, trattandosi di rifiuti che bruciano e che sono molto dannosi per la salute dei cittadini.

Quello che preoccupa non è solamente il “miraggio” della soluzione di una emergenza che interessa in lungo e largo tutta la Calabria, ma l’attendismo che gli amministratori della Sibaritide in generale e della città di Corigliano in particolare stanno dimostrando riguardo all’ingarbugliata vicenda.

Dalla Regione Calabria i messaggi che arrivano in merito all’eventuale discarica da riaprire a Corigliano sono assai confusi, anche se la possibilità si fa sempre più concreta.

Ad intervenire sulla questione è il Comitato in difesa dei beni comuni e del territorio “Franco Nisticò” di Corigliano: «Mentre la nostra città affoga nella mondezza, il commissario delegato all’emergenza rifiuti annuncia la costruzione di una discarica sul nostro territorio, definendola come “già prevista”. Un intervento ad orologeria. A quanto pare però, oltre all’ex sindaco Straface, sciolto per infiltrazione mafiosa, ed al commissario, nessun altro sa nulla di questa nuova discarica, tolti probabilmente i fortunatissimi proprietari dei terreni su cui si vorrebbe costruire».

«I cittadini – prosegue il comitato – non hanno nessuna intenzione di svegliarsi una mattina e ritrovarsi una fossa piena di rifiuti dietro casa. Senza parlare dei tanti operatori del turismo e dell’agricoltura, vere leve della nostra economia, che si vedrebbero ancora una volta danneggiati dopo le tante sciagure di questi anni, a partire dalla condizione vergognosa del mare di Schiavonea».

La soluzione per il comitato “Franco Nisticò” non è certamente rappresentata da una nuova discarica ma dall’avvio della raccolta differenziata.

Nel frattempo, tuttavia, i rifiuti solidi urbani dove dovranno essere conferiti? La differenziata è un processo da avviare subito in città al fine di favorire un alleggerimento dell’emergenza spazzatura e un risparmio in termini d’inquinamento ambientale, prima ancora però bisognerà dotare i territorio di impianti utili allo smaltimento della differenziata, ad oggi inesistenti, e prima ancora stabilire come e dove smaltire i solidi urbani.

«A Corigliano non vogliamo più rimedi d’altri tempi – scrivono ancora dal comitato – l’unica soluzione è la raccolta differenziata, quindi commissari regionali e comunali si impegnino in questa direzione. Il comitato cittadino chiederà nei prossimi giorni un incontro ai commissari comunali, per illustrare le ragioni, le preoccupazioni e le soluzioni reali dei cittadini al problema dei rifiuti».

di Emilia Pisani

da gazzettadelsud.it

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