LAMEZIA TERME – Potrebbe allargarsi la fenditura aperta nello scenario criminale lametino dopo la decisione di Angelo Torcasio, 28 anni, arrestato il 20 luglio scorso dalla squadra Mobile di Catanzaro, nell’ambito dell’operazione “Deja Vu”, di pentirsi e delineare così gli scenari delle organizzazioni criminali lametine nei diversi settori dell’economia locale. Il muro di omertà potrebbe sgretolarsi ancora e ricevere presto un’altra dura picconata che potrebbe minare la sua consistenza.
Secondo alcune indiscrezioni, sembra che si sia aggiunto un nuovo collaboratore di giustizia. Si tratterebbe di Battista Cosentino anche lui arrestato dagli uomini della squadra mobile di Catanzaro, insieme a Torcasio a Giuseppe Giampà, ritenuto dagli investigatori il capo dell’omonima cosca, figlio del presunto boss Francesco, soprannominato “il professore” e Domenico Chirico con l’accusa di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di due imprenditori, G. C. ed A. C. impegnati nella realizzazione di complessi edilizi in città.
La scelta di Cosentino di collaborare con la giustizia non è stata ancora ufficializzata, anche se in alcuni ambienti investigativi viene data per certa. Con la sua collaborazione, gli investigatori sperano di poter acquisire altre preziose dichiarazioni sulle dinamiche della criminalità organizzata lametina.
Cosentino, probabilmente ha deciso di collaborare dopo che il Tribunale della Libertà di Catanzaro, il 19 agosto scorso, ha rigettato il suo ricorso tendente alla sua liberazione così come aveva chiesto il suo avvocato di fiducia, Mario Bagnato, davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale lametino nel corso dell’interrogatorio di garanzia.
Cosentino in quella circostanza, rispondendo alle domande del gip, riferì di essersi recato da Torcasio per delineare alcuni aspetti commerciali in relazione alla fornitura della porchetta per la festa di Sant’ Antonio.
Nel corso di questo incontro avrebbe riferito Cosentino, Torcasio gli avrebbe chiesto la cortesia di informare G. C. (l’imprenditore vittima delle tentata estorsione), qualora lo avesse incontrato che gli voleva parlare. Cosentino, nel corso dell’interrogatorio di garanzia al magistrato riferì di aver incontrato la persona che cercava Torcasio riferendogli che lo cercava.
Al magistrato, inoltre, spiegò che ignorava il tenore del colloquio. Ora la scelta di collaborare. Cosentino era richiuso nel carcere di Vibo Valentia dove è stato trasferito presumibilmente dopo avere scelto di diventare collaboratore di giustizia, una situazione nella quale un membro di un’organizzazione criminale a sfondo mafioso rilascia, dopo la sua cattura, confessioni e dichiarazioni alle autorità inquirenti tali da permettere alle stesse di prendere misure adeguate a combattere e debellare le organizzazioni, questo al fine di ottenere riduzioni di pena. Le eventuali dichiarazioni del nuovo collaborare di giustizia potrebbero far emergere altri importanti particolari e far tremare gli ambienti criminali.
Sul fronte giudiziario si è appreso che Giovanni Governa, 54 anni, indicato dagli investigatori come uomo organico alla famiglia “Cerra – Torcasio – Gualtieri”, ed arrestato dalla squadra mobile della Questura di Catanzaro perché si è auto accusato di avere accompagno sul luogo del delitto Nicola Paciullo, il killer di Antonio Perri, è tornato al carcere Siano, dopo avere e trascorso un periodo al carcere di Livorno dove è stato sottoposto sotto osservazione medica. Da quanto si è appreso Governa da oltre un mese sta effettuando una sciopero della fame. Avrebbe perso circa venti chili.
di Giuseppe Natrella
1 commento
Davide 9 settembre 2011 alle 13:13
Governa, fatti lA Galera!!! OPPURE COLLABORA S E R I A M E N T E !!!!!!
Inizia con il dire chi ha ucciso Gino Benincasa … etc etc etc …
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