NICOTERA (VV) – Indagini a tutto campo da parte delle Polizia per cercare di individuare movente e autore della gambizzazione di Antonio Rizzo, docente di matematica nel liceo classico “Bruno Vinci”. Gambizzazione avvenuta martedì verso le 17.30 sul viale Vittorio Emanuele III di Nicotera Marina, davanti alla porta di casa dove stava chiacchierando con uno dei fratelli. Gli investigatori della Mobile hanno, naturalmente, ascoltato familiari, amici e soccorritori. Nulla si sa, però, sulle dichiarazioni rese.
Il ferimento del professionista è stato inquadrato sin dal primo momento come un gesto inspiegabile e tale rimane a 24 ore di distanza. Nella ricostruzione del fatto pare ci sia, comunque, solo una novità rispetto a quanto emerso inizialmente.
Il docente, infatti, non presenta ferite solo al ginocchio destro, ma anche a quello sinistro. Chi lo ha avvicinato, quindi, non ha esploso un solo colpo d’arma da fuoco, bensì due. La Polizia, dopo il minuzioso sopralluogo effettuato sul posto, avrebbe trovato un solo bossolo.
Si potrebbe pensare che sia stato un unico proiettile a provocare tanto la ferita alla coscia destra che a quella sinistra. L’ipotesi, però, non trova spazio perchè i fori si trovano su traiettorie diverse. Alla resa dei conti, la questione è marginale. Un colpo o due non cambiano la gravità dell’episodio che ha seminato sconcerto tanto in città che fuori.
Ieri mattina, nei locali del classico regnava calma assoluta. «Mi spiace molto per quanto accaduto – afferma Antonio Fiumara, dirigente scolastico –. Conosco il professore Rizzo da pochi giorni, ma ho già avuto modo di apprezzare le sue capacità sul piano organizzativo, la disponibilità verso i colleghi e gli alunni, nonchè lo spessore culturale». Per certo «è un episodio – aggiunge il dirigente – che, comunque lo si inquadri, non riusciamo a spiegarci».
Appaiono in sintonia tutti i professori. «Sono profondamente rammaricata – dice Rosa Alma Gaglianò, collaboratrice del dirigente assieme allo stesso professore Rizzo –. Nessuno di noi si sarebbe mai aspettato un gesto del genere che non può trovare radici nella scuola».
E non le può trovare «perchè – asserisce la professoressa Michina Mercuri –. Antonio è un elemento cardine del nostro istituto ed è sempre disponibile con tutti». Sconcerto viene espresso anche dalla professoressa Caterina Vecchio. «Non posso che esprimere la mia piena solidarietà ad Antonio e alla famiglia – afferma –. Spero torni presto al fianco dei suoi alunni».
Manifestazioni di profonda stima arrivano anche dal personale Ata. «Escludiamo categoricamente – sottolinea Mario Comerci, Rsu della Cisl – che il brutto episodio possa essere stato originato da un qualcosa avvenuto in questa scuola».
Sconfortati tutti gli alunni. «Tutta la classe seconda B – racconta una ragazza – non sa darsi pace per quanto accaduto. Rizzo è un professore solare, sempre sereno, sempre pronto ad aiutarci. Non riusciamo a capire». E non riescono a capire neppure gli alunni della prima B. «Il fatto ci colpisce – commentano all’unisono – perchè certe situazioni siamo abituati a viverle da lontano e non direttamente. Il professore Rizzo ha un alto senso del dovere, è leale, simpatico, professionale. Siamo qui ad aspettarlo. Coraggio, prof.».
di Pino Brosio
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