VIBO VALENTIA – Gli inquirenti ancora non confermano ma gli indizi portano a ipotizzare che siamo di fronte ad una vera e propria dichiarazione di «guerra» tale da poter scatenare una faida tra Piscopio (frazione di Vibo Valentia) e Stefanaconi, altro piccolo centro alle porte del capoluogo. Venerdì scorso intorno alle 12,30 sotto i colpi di un fucile caricato a pallettoni è caduto Michele Mario Fiorillo, 64 anni, agricoltore, incensurato. L’uomo è stato letteralmente sfigurato.
Il suo corpo senza vita è stato rinvenuto accanto al trattore in un podere di sua proprietà, nella vallata del Mesima, zona di confine tra Piscopio e Francica. Ieri, invece, a qualche centinaio di metri dal luogo di quell’inspiegabile imboscata portata a termine in una vallata assolata e deserta, un altro agguato altrettanto spietato e dalle chiare modalità mafiose.
A cadere sotto i colpi di una pistola calibro 9 per 21 è stato Fortunato Patania, 61 anni, di Stefanaconi, allevatore di ovini, ritenuto dagli inquirenti il boss di Stefanaconi. L’omicidio è avvenuto mentre a Piscopio, nella chiesa di San Michele Arcangelo, si stavano officiando i funerali di Michele Mario Fiorillo.
Forse una coincidenza ma che lascia molti dubbi tra gli investigatori che ora temono possa aprirsi una vera e propria guerra di mafia, anche se è necessario sottolineare che l’agricoltore di Piscopio, benchè accanto a lui fosse stata trovata una pistola era una persona tutta «chiesa e lavoro», senza alcun precedente.
Patania è stato freddato intorno alle 16,30 con numerosi colpi di pistola (forse 9 secondo i primi rilievi) che l’hanno attinto al torace e all’addome. L’omicidio è avvenuto nell’area di servizio del gruppo Ip gestito dai figli della vittima. In quel momento l’uomo si trovava in compagnia di altri amici con i quali stava facendo una partita a carte.
Improvvisamente una Fiat Punto con a bordo due giovani, si è avvicinata senza destare alcun sospetto andando a fermarsi a distanza di pochi metri come se avesse dovuto fare del rifornimento di carburante; invece c’era una missione di morte da portare a termine: dall’auto è scesa una persona con volto travisato che si è immediatamente avvicinata a Patania e da distanza ravvicinata ha estratto una pistola sparando 14 colpi in rapida successione e di cui molti andati a segno.
Di fronte ad un fuggi fuggi generale l’allevatore, purtroppo, è crollato a terra in un lago di sangue mentre l’assassino tornava sui propri passi, risaliva sull’autovettura che lo aspettava a pochi metri di distanza e alla cui guida si trovava un suo complice e con la quale si allontanavano a gran velocità.
A dare l’allarme con telefonate al 112 (centrale operativa carabinieri) al 118 (emergenza sanitaria) sono stati il figlio della vittima e alcune delle persone che in quel momento hanno assistito alla barbara esecuzione. Senza aspettare l’arrivo dell’ambulanza gli stessi familiari di Patania hanno provveduto a soccorrerlo e portarlo con una loro auto all’ospedale di Vibo Valentia nella speranza di poterlo salvare. Ma tutto è stato inutile. Ai medici del pronto soccorso dello Jazzolino, infatti, non è rimasto altro che constatarne il decesso.
Per gli investigatori si apre un capitolo piuttosto preoccupante. Il timore di una vera e propria recrudescenza criminale ha fatto scattare l’allarme in più direzioni. Anche se in questo momento tutta l’attenzione degli investigatori è concentrata sulle precedenti denunce per pascolo abusivo presentate da Michele Mario Fiorillo. L’agricoltore di Piscopio, infatti, potrebbe aver subito in passato delle vere e proprie angherie di fronte alle quali avrebbe deciso di ribellarsi attraverso la forza della denuncia.
E di fronte all’omicidio di ieri pomeriggio, naturalmente nulla viene lasciato al caso da parte degli inquirenti. Sul luogo dell’agguato sono arrivati immediatamente i carabinieri del nucleo investigativo presso il comando provinciale di Vibo Valentia, i militari della compagnia con il capitano Stefano Di Paolo, della stazione di Vibo Valentia con il luogotenente Nazzareno Lopreiato e della stazione di Sant’Ononofrio con il luogotenente Sebastiano Cannizzaro che hanno agito sotto il coordinamento del sostituto Santi Cutroneo e del procuratore di Vibo Valentia Mario Spagnuolo.
Il delitto, anche per la caratura del personaggio eliminato, ha immediatamente indotto il procuratore a convocare un vertice in Procura per stamane intorno alle 10,30. «Siamo di fronte a una situazione gravissima – si è lasciato sfuggire ieri sera il dott. Mario Spagnuolo – per questo motivo ho deciso di incontrare e fare il punto insieme ai vertici delle forze dell’ordine».
Fortunato Patania, benché in precedenza coinvolto in inchiesta di mafia (operazione Corona su tutte) ne è uscito sempre indenne. Così come non hanno retto, nei suoi confronti, neanche le proposte di confisca del suo patrimonio.
di Nicola Lopreiato
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