CROTONE – Li hanno sgomberati ieri intorno alle sette. Un convoglio interforze è intervenuto a far liberare i tre edifici di proprietà comunale (via Messico in località Tufolo; via Petilia in località Poggio Pudano e traversa via Grandi a Fondo Gesù) che, tra lunedì e martedì, erano stati occupati in maniera abusiva da una trentina di nuclei familiari. Nei primi due casi si è trattato di stabili ancora in via di completamento, da poco dotati di porte e finestre; mentre a Fondo Gesù gli occupanti avevano fatto irruzione in una palazzina con porte e finestre sigillate da mattoni.
Il personale delle forze di Polizia, ieri mattina, è intervenuto su disposizione del questore Giuseppe Gammino per dare esecuzione all’ordinanza sindacale firmata nella giornata precedente dal sindaco Peppino Vallone, relativa allo sgombero dei 30 alloggi occupati.
Nel corso delle operazioni di controllo, il personale di Polizia ha poi deferito in stato di libertà G. A., ventun anni, per il reato di lesioni aggravate; A. N., 50 anni, per il reato di danneggiamento; e P. S., 26 anni, e R. C., classe 18 anni, per il reato di tentato furto.
Ecco come hanno raccontato, ieri mattina, l’intervento delle forze dell’ordine alcuni degli occupanti degli stabili.
«Stavamo riempiendo dei secchi d’acqua nel cantiere per far lavare i nostri bambini – ha detto Francesco Papaleo, 31enne disoccupato, padre di due bambine – e abbiamo visto comparirci davanti gli agenti in assetto antisommossa. A quel punto, non abbiamo opposto resistenza».
«Una volta notificataci dagli uomini della Polizia municipale l’ordinanza sindacale di sgombero esecutiva emanata dal sindaco – ha quindi aggiunto Fortunato Musca, disoccupato, padre di tre bambini – in accordo con le forze dell’ordine, noi occupanti abbiamo scelto di abbandonare l’edificio».
«Il Comune ha poi messo a nostra disposizione un camioncino – ha spiegato ancora Pasquale Franco, 48 anni – per aiutarci a trasportare via la roba che avevamo sistemato all’interno degli appartamenti». Subito dopo, hanno infine raccontato gli occupanti, si sono radunati tutti nel piazzale dello stadio Ezio Scida.
Sul da farsi per la notte successiva, le famiglie radunatesi nel piazzale dello stadio, ieri mattina, avevano le idee chiare.
«Siamo pronti a restare qui tutta la notte – ha assicurato Eleonora Pelaggi, moglie di Papaleo – se questo servirà a portare avanti la nostra battaglia fino alla fine». «In Prefettura – ha aggiunto Musca – stanno verificando se c’è la possibilità di richiedere un intervento della Protezione civile che, quantomeno, arrivi a portarci delle tende per ripararci dalle intemperie della notte».
Mentre le forze di Polizia davano esecuzione allo sgombero coatto, i portoni d’ingresso del Comune erano stati sbarrati. Un cordone di forze dell’ordine è rimasto in piazza della Resistenza, per tutta la mattinata.
Sempre in mattinata, concluse le operazioni di sgombero, è stato nuovamente convocato d’urgenza in Prefettura il vertice interforze che, nella serata precedente vista la delicata situazione per l’ordine pubblico, aveva dato il via libera allo rimozione degli occupanti abusivi.
Alla riunione di ieri mattina in Prefettura, presieduta dal capo di gabinetto Roberto Micucci, sono intervenuti il sindaco Peppino Vallone, il comandante della Polizia municipale Antonio Ceraso,i rappresentanti dei vari corpi delle forze dell’ordine; hanno preso parte alla riunione anche alcuni rappresentanti degli occupanti abusivi.
L’incontro è servito anche a capire le partcilari condizioni in cui versano queste famiglie. Secondo quanto riferito dalle stesse famiglie, quest’oggi dovrebbe svolgersi un vertice in Prefettura (fra Comune, Provincia e Regione), per trovare una soluzione all’emergenza abitativa.
La tensione fra gli sfollati è tuttavia rimasta alta per tutto il pomeriggio di ieri. Molti di loro, infatti, si dichiaravano senza dimora e non in grado di trovare una sistemazione per la notte.
In molti hanno continuato a presidiare il piazzale dello stadio, riparandosi alla meno peggio dal vento settembrino che, ieri, spirava con una certa intensità. Un’altra parte di questi cittadini, sempre nel tardo pomeriggio, ha invece presidiato il cancello all’uscita posteriore del Palazzo comunale, in via Assisi, forse in attesa di poter parlare col sindaco o con qualche assessore. Il sit-in è stato comunque monitorato fino a tarda sera dalle Forze dell’ordine, rimaste in allerta per tutto il corso della giornata.
di Giuliano Carella
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