LAMEZIA TERME – Evento religioso ma anche festa mediatica domenica 9 ottobre nell’area industriale. Per l’arrivo del Papa tutta la zona sarà wi-fi, sarà possibile cioè connettersi ad Internet con telefonini e computer portatili in modo gratuito. Un modo per dire al mondo «io c’ero» trasmettendo parole e immagini di Benedetto XVI sulla rete e sui social network. Anche se la Rai farà la diretta diffusa in mondovisione.
«I lavori preparatori per la visita del Pontefice procedono regolarmente così come da cronoprogramma», fa sapere la diocesi che organizza ogni cosa insieme al Comune. Un call center locale, l’Infocontact, da ieri ha messo a disposizione gratuitamente il numero verde 800.990.800 per avere tutte le informazioni sull’evento. Il servizio funziona dalle 8 alle 20 tutti i giorni fino al 9 ottobre.
Inoltre considerando che ci saranno oltre 70 mila fedeli nell’area, come ha sottolineato due giorni fa il prefetto Antonio Reppucci, sono stati potenziati i trasmettitori per permettere a tutti i cellulari di funzionare e non andare in tilt.
La diocesi consiglia di raggiungere l’area ex Sir in forma organizzata, rivolgendosi alle parrocchie che stanno organizzando degli autobus. Si prevede che ce ne saranno più di un migliaio quel giorno nella zona. L’obiettivo è evitare il più possibile che i fedeli si organizzino con le loro auto: tre mascchine occupano il parcheggio di un bus, ma nelle auto ci entrano 12 persone e nell’autobus oltre 50.
Ma i messaggi in occasioni come queste non sono mai troppi. L’accesso all’area è consentito dalle 5 alle 7, e da mercoledì 5 davanti alla stazione di Lamezia Centrale ci sarà un punto di raccolta dove si potranno ritirare i pass gratuiti dalle 10 alle 18 di tutti i giorni.
Ma le polemiche sul “caro Papa” non s’attenuano, neanche dopo che il sindaco ha detto ripetutamente che Lamezia sta spendendo per la visita pastorale meno di altre città italiane, e il prefetto Reppucci gli ha dato ragione: «Dove sono tutte queste spese? Io non le vedo».
Il sindacato autonomo Usb ribadisce il calcolo che aveva fatto qualche giorno fa: 1,34 milioni di euro dal Comune, 500 dalla Regione e 100 dalla Provincia. Poco meno di 2 milioni in tutto.
Gianni Speranza aveva fatto i conti così: 500 mila euro per attrezzare l’area ex Sir (l’appalto è stato vinto per 300 mila, con un ribasso del 40%), e altri 150 mila per la Curia che organizza. Replica l’Usb: «Il sindaco dimentica che proprio per la visita del Capo della chiesa cattolica, il Comune ha deliberato, in aggiunta a quelli detti, altri 690 mila euro per il restauro di tre chiese, per un totale di 1 milione 340 mila euro sborsati da quando è stata annunciata la visita pastorale, proprio come scritto da noi».
Esempio comparativo del sindacato: «Venezia per analogo evento ha speso in tutto 1 milione e mezzo di euro, mentre Palermo 1 milione 378 mila, con la differenza che i bilanci di Venezia e soprattutto di Palermo non sono neanche lontanamente paragonabili a quelli di Lamezia! Tutto questo senza considerare le spese che la nostra amministrazione sta affrontando per la manutenzione straordinaria delle strade, tutte asfaltate di fresco, quelle per i trasporti urbani messi a disposizione della Curia (che invece sembra farà pagare il servizio che il nostro comune offre a loro gratis) e i lavori di abbellimento che si stanno facendo e che si faranno da qui al 9 ottobre. Ma i lametini devono aspettare che venga il Papa perché ci si prenda cura della città? Se il prossimo verrà tra 60 anni, si aspetta?». Infine il sindacato ricorda che alla Chiesa cattolica vanno già tanti soldi dei contribuenti con l’8 per mille. Quelli arrivano ogni anno, non bisogna aspettare l’arrivo del Papa.
di (v.l.)
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