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La protesta dei senza tetto si è spostata davanti allo stadio – Seconda notte all’addiaccio per le famiglie sgomberate dalle case che avevano occupato – Aspettano di essere convocati dalle istituzioni per discutere il problema

CROTONE – Hanno passato la seconda notte all’addiaccio i dodici nuclei familiari che, lo scorso lunedì, avevano occupato una palazzina comunale in fase di completamento in via Messico, una traversa del popoloso quartiere di Fondo Farina. Dopo lo sgombero esecutivo impartito loro mercoledì scorso dalle Forze dell’ordine (in applicazione ai contenuti di un’ordinanza firmata dal sindaco Peppino Vallone), i senza tetto hanno deciso di radunarsi tutti nel piazzale dello stadio comunale.

Obiettivo della protesta – tutt’ora in corso – è quello di non far calare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’emergenza abitativa. Al riparo da un gazebo, con addosso pesanti coperte, davanti ad un falò acceso per ripararsi dal freddo: la prima notte dei senza tetto è trascorsa così.

Grazie ad una piccola donazione offertagli dal cappellano dell’Ospedale, don Claudio Pirillo, ci si è sfamati comprando delle teglie di pizza. Anche il camper di “On the road” (il progetto della Caritas che porge aiuto di notte agli emarginati) si è preoccupato di rifocillare i senza tetto, offrendo loro dei vassoi contenenti dei pasticcini.

Al mattino successivo, poi, sono stati gli stessi agenti della Polizia municipale, a proprie spese, ad offrire del caffè mentre procedevano nelle normali operazioni di controllo.

Ieri mattina, sulla lamiera di recinzione dello stadio, i senza tetto hanno anche appeso degli striscioni polemici con su scritto “LA CASA È UN DIRITTO” e “BENVENUTI A CROTONE: QUESTA È LA REALTÀ”. Altre scritte invece protestavano accusando di immobilismo dell’Amministrazione comunale.

«Anche questa notte non ci muoveremo da questo piazzale», ha ribadito con fermezza ieri pomeriggio Francesco Papaleo, il 31enne disoccupato, padre di due bambine, che parla a nome di tutti.

«Attendiamo la convocazione del tavolo in prefettura – ha proseguito l’uomo – così come era stato annunciato nel vertice d’urgenza riunito dopo l’esecuzione dello sgombero. Ci dicono che domani (quest’oggi, ndr) potrebbe essere il giorno buono per la convocazione».

«Abbiamo per tanto deciso di restare tranquilli fino alla convocazione del tavolo – ha ancora spiegato Papaleo – ma se non dovessero arrivare risposte siamo pronti a intraprendere nuove forme di protesta».

«Siamo tutti stanchi – ha concluso il trentunenne – e lamentiamo la totale indifferenza di associazioni umanitarie e di volontariato, così come quella della politica locale».

di Giuliano Carella

da gazzettadelsud.it

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