PIZZO – Ha trascorso le notti di sabato e domenica per strada poichè non ha un tetto dove vivere. Protagonista della triste vicenda è una napitina di 46 anni, Angela Feroleto. Per strada, con valigie e divani, ha trovato riparo nel “gabbiotto” che dà l’accesso all’ex Centro per anziani comunale, allocato nei locali dell’ex istituto tecnico commerciale.
Ed è lì che in lacrime ci ha raccontato la sua triste storia, che risale a poco più di due mesi fa, allorquando, a seguito di uno sfratto esecutivo la donna veniva ospitata in un Centro di aggregazione sociale per anziani. Sabato pomeriggio la donna, disperata, è stata invitata a lasciare il “gabbiotto” perchè devono riprendere le attività.
Sconfortata e mortificata la Feroleto, ha trovato un piccolo giaciglio dove sistemare le sue cose e dove, appunto, trascorrere le notti di questo ultimo week end. Purtroppo però la sua condizione è decisamente inumana.
Nell’angusto spazio che condivide con alcuni mobili ed oggetti personali, peraltro ingombranti, non vi sono servizi igienici per cui è facile immaginare le difficoltà della donna sia dal punto di vista fisiologico che igienico. Insomma, una situazione ai margini di una società civile.
Probabilmente, questa mattina si recherà a Palazzo San Giorgio per essere ricevuta dai commissari e sottoporre nuovamente alla loro attenzione le sue necessità. «Non vedo l’ora che finisca questo incubo. Chiedo soltanto un alloggio dove vivere insieme con i miei figli» è quanto rivendica la donna. Momenti tribolati quelli che sta vivendo la Feroleto, momenti di vita che l’hanno relegata ai margini di una società troppo impegnata per accorgersi delle difficoltà degli altri.
La terna commissariale, che attualmente guida il Comune di Pizzo, è già a conoscenza dei gravi disagi che gravano sulla donna. Vanno avanti dallo sfratto esecutivo (per morosità e, simultaneamente, per motivi di salute del proprietario al quale urgeva rientrare in possesso del bene immobile).
Il commissario straordinario, Bruno Strati, in diverse occasione, le aveva proposto di trasferirsi provvisoriamente in una struttura vibonese (la casa di Nazareth), l’unica fra tutte quelle interpellate – tra Pizzo ed il capoluogo – che avesse dato positivo riscontro ma, il diniego della Feroleto già a suo tempo era stato categorico.
Questo a seguito della pacifica protesta della donna, che aveva occupato il foyer di accesso al Comune napitino perchè si sentiva abbandonata dalle istituzioni ed altresì perchè disperata da quanto stava avvenendo. Ne era conseguito che, nonostante Strati le garantisse la trasferta quotidiana tramite mezzo pubblico, la presa di posizione della donna non lasciava alcuno spiraglio, anche perchè in città svolge il suo lavoro e, soprattutto, per il timore che la sistemazione provvisoria diventasse definitiva.
Provvidenziale, a tal riguardo, era stato l’intervento del menzionato Centro, dove la donna era rimasta per due mesi e dieci gio rni. Va rilevato, tuttavia, che la donna era iscritta nella graduatoria per l’assegnazione di un alloggio popolare nel 2005 ma, per problemi burocratici non ha di fatto ottenuto l’alloggio ed è costretta a peregrinare in precarie sistemazioni.
Tra l’altro Strati per addivenire alle sue necessità, si è da subito attivato per individuare un alloggio idoneo alla donna ma, ancora oggi non vi sono riscontri. Peraltro si è puntato anche ad individuare alloggi che alcuni napitini, residenti in altre città della penisola, utilizzano quale dimora estiva o per le feste comandate dunque, è probabile che l’esito della ricerca sia propizio per la donna e per quelle famiglie napitine che vivono in modo marginale con gravi disagi. Non resta che attendere l’esito della ricerca.
di Rosaria Marrella
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