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Giallo a Carfizzi, spariti una donna e quattro figli

CARFIZZI (KR) – C’è un uomo che dallo scorso 26 agosto non ha più alcuna notizia della moglie e dei suoi quattro bambini; trenta lunghissimi giorni durante i quali non ha mai smesso di cercarli, ma è come se le loro esistenze fossero state inghiottite da un buco nero. Ha bussato, implorato, denunciato, ma non ha ottenuto risposte. Forse lei se n’è andata da casa per fargli un dispetto e per renderlo più atroce si è portata appresso i suoi figli. Senza dire niente a nessuno, soprattutto a quel marito che ora si tormenta nell’attesa di conoscere la sorte della sua famiglia.

E’ una vicenda drammatica quella che accade a Carfizzi, un paesino arbereshe popolato da appena settecento anime. Sulle loro bocche, ormai da un mese, corre la storia di Michele, 41 anni, che di mestiere fa il bracciante agricolo, anche se in questo periodo il suo tempo è tutto assorbito dall’incubo in cui è precipitato.

Tutti conoscono la storia di Michele, della moglie Patrizia che di anni ne ha 34, e dei loro figli: la più grande ha 14 anni, altre due bambine hanno otto e sei anni, infine c’è il maschietto di quattro anni soltanto. Voci secondo cui la donna avrebbe deciso di troncare un rapporto che le andava stretto ma se questa è la verità lo ha fatto scegliendo il modo peggiore, gettando nell’angoscia un padre legittimamente preoccupato del destino dei suoi bambini e violando anche un po’ di leggi.

Tutto è iniziato quel maledetto 26 agosto quando Michele, tornato da una giornata di lavoro, ha trovato la sua casa deserta, le stanze a soqquadro, gli abiti spariti da armadi e cassetti. L’uomo ha chiesto ai vicini, ai familiari, poi ai conoscenti: nessuno aveva visto la moglie e i suoi figli. Allora ha telefonato agli anziani genitori di Patrizia che vivono a Cirò Marina ottenendo da loro solo una laconica spiegazione a quel mistero: ‘forse sono partiti’.

Ormai in preda all’ansia Michele ha atteso un giorno, poi è corso dai carabinieri per denunciare la scomparsa della sua famiglia. Alla stazione dell’Arma di San Nicola, però, lo attendeva una sorpresa: una querela per maltrattamenti sporta contro di lui; a firmarla era stata sua moglie Patrizia proprio il giorno in cui era sparita insieme ai quattro figli.

All’uomo non è rimasto che rivolgersi ad un legale per tentare di venire a capo di una situazione divenuta ormai, oltre che drammatica, anche grottesca.

Assistito dall’avvocato Vittorio Gangale che ha accertato l’inesistenza di provvedimenti dell’autorità giudiziaria che lo privassero della patria potestà, lo scorso 30 agosto Michele ha presentato denuncia contro la moglie per abbandono del tetto coniugale e sottrazione di minori e in quel frangente ha fornito anche un possibile movente all’atteggiamento di Patrizia.

Da circa quindici giorni – ha spiegato il bracciante – la sua casa era frequentata da un giovane di 19 anni che la moglie gli aveva presentato come un suo cugino e che qualche volta si era anche fermato a dormire da loro; finché una sera, appena rientrato a casa, Michele aveva sorpreso il giovane amoreggiare con la figlia quattordicenne e l’aveva rimproverata, ma a quel punto era intervenuta Patrizia prendendo le difese dei ragazzi e dando vita ad un’accesa discussione con il marito.

Come se non bastasse poco dopo Michele aveva scoperto che la moglie gli aveva mentito sul vero nome di quel giovane e che in realtà non era suo cugino.

Malgrado la denuncia, con il trascorrere dei giorni la situazione non è cambiata.

di (d.p.)

da ilcrotonese.it

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