mer, 23 maggio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 22 ospiti, 8 bot

Rifiuti “d’oro”, indagato pure un avvocato – Emesso il settimo avviso di garanzia nella maxi-inchiesta sulla gestione della discarica di Alli. E il cerchio potrebbe allargarsi ancora – I sequestri a imprenditori, all’assessore regionale Pugliano e al commissario Melandri: oggi decide il Tdl

CATANZARO – Nuovo colpo di scena nell’inchiesta sui presunti illeciti legati alla gestione della discarica di Catanzaro. Nel registro degli indagati, la Procura del capoluogo ha iscritto un nuovo nome, quello dell’avvocato Giancarlo Tonetto del Foro di Venezia, codifensore di uno degli indagati della “prima ora”, l’imprenditore veneto Stefano Gavioli. Le accuse a carico dell’avvocato non riguardano la sua attività professionale; piuttosto i reati ipotizzati sarebbero stati commessi in concorso con gli altri indagati, quindi si tratterebbe di un’ipotesi di sottrazione fraudolenta al pagamento d’imposte.

Si arricchisce così di un nuovo capitolo il fascicolo nell’ambito del quale è stato eseguito, nelle scorse settimane, un sequestro preventivo di beni per circa 90 milioni di euro.

Proprio ieri, fra l’altro, al Tribunale del Riesame sono stati discussi i ricorsi con i quali sei indagati hanno chiesto l’annullamento del provvedimento che ha messo “sotto chiave” mezzi ed attrezzature delle società, conti correnti e vari immobili, compresi beni personali di Gavioli come una villa a Cortina d’Ampezzo del valore di non meno di 10 milioni di euro, una barca a vela da diporto e auto di pregio; si conoscerà già nelle prossime ore il verdetto dei giudici, ai quali ieri l’accusa ha consegnato ulteriore documentazione.

Fra l’altro il pm Carlo Villani aveva contestato la presunta incompatibilità col mandato difensivo dell’avvocato Tonetto, che ha ricevuto l’avviso di garanzia proprio alla vigilia dell’udienza di ieri; ipotesi rigettata dal Tdl che, al termine della camera di consiglio, ha ammesso l’intervento del legale veneto. La posizione di Gavioli, quindi, è stata discussa da Tonetto e dall’altro suo difensore, l’avvocato Danilo Iannello del Foro di Catanzaro.

Un agguerrito collegio difensivo composto fra gli altri dagli avvocati Enzo Ioppoli e Peppe Fonte ha poi discusso per gli altri cinque indagati, cioè Loris Zerbin, 50 anni, di Campolongo Maggiore (Venezia), Giovanni Faggiano, 52, di Brindisi (finito in carcere a Napoli con l’accusa di corruzione nell’ambito di un’inchiesta della Procura partenopea sulla gestione di alcuni impianti per i rifiuti), nonchè l’attuale assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pugliano (nella sua qualità di ex subcommissario per il superamento dell’emergenza ambientale in Calabria), l’attuale commissario Graziano Melandri ed il funzionario dello stesso ufficio, Domenico Richichi.

Prima dell’appuntamento al Tdl, la settimana scorsa, accogliendo parzialmente un’istanza degli avvocati Iannello e Tonetto, la Procura aveva già autorizzato il dissequestro di alcuni beni sulla base del presupposto che, essendosi dimesso Gavioli da una serie d’incarichi, l’indagato stesso non avrebbe attualmente alcuna disponibilità di somme di denaro di una serie di società.

Via libera, dunque, alla rimozione dei sigilli dai conti correnti intestati alla “Vezzani spa”, alla “Team spa”, alla “Enerambiente spa”, alla “Slia spa”, alla “Sirma spa”, alla “Sir spa” e soprattutto alla “Enertech spa”, la società che tuttora gestisce la discarica di Alli di Catanzaro, dove vengono smaltiti i rifiuti di decine di comuni calabresi. Oggi o al massimo domani il Riesame si esprimerà sulla conferma o meno del sequestro preventivo di tutto il resto del patrimonio.

I riflettori dei finanzieri che hanno battezzato l’inchiesta “Pecunia non olet” si sono accesi su un presunto sistema truffaldino che sarebbe stato messo in piedi per evitare il pagamento delle tasse, attraverso una serie di società collegate tutte alla stessa holding che opera nella gestione dei rifiuti in diverse regioni italiane.

Secondo le indagini condotte dalle Fiamme Gialle, il meccanismo messo in atto dagli imprenditori avrebbe permesso di evadere sistematicamente l’imposizione tributaria e, successivamente, di eludere le pretese erariali. L’inchiesta è partita dalla gestione dell’impianto di smaltimento di Alli di Catanzaro, in carico proprio ad una di queste società, ma potrebbe allargarsi a diverse regioni italiane dove esistono interessi della holding.

La discarica di Alli, in particolare, nell’ultimo quadriennio ha visto avvicendarsi ben tre società di capitali (“Slia spa”, “Enerambiente spa” ed “Enertech srl”) riconducibili sempre alla medesima compagine societaria. Cambi che avrebbero permesso, secondo le indagini, di assicurarsi il conferimento di crediti privilegiati, tra cui quelli vantati nei confronti del commissario delegato, al solo scopo di eludere fraudolentemente il pagamento dei debiti tributari già iscritti al ruolo nei confronti di “Slia” ed “Enerambiente”.

Sempre secondo l’accusa, le figure dirigenziali dell’ufficio commissariale avrebbero avallato il turnover gestionale, disponendo i pagamenti alle società nonostante la presunta sussistenza di debiti tributari.

di Giuseppe Lo Re

da gazzettadelsud.it

Nessun commento

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.