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Processo Crimine, «La ‘ndrangheta esiste, è una ed è unita» – Ieri il pubblico ministero Maria Luisa Miranda ha ricostruito l’indagine sia sul fronte reggino che su quello lombardo – I rappresentanti della Procura parleranno ancora per 6 udienze. Poi due mesi dedicati alle difese

REGGIO CALABRIA – È toccato al pm Maria Luisa Miranda ricostruire nell’Aula bunker del viale Calabria, davanti al giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Minutoli, tutta l’intensa attività investigativa svolta sia sul fronte calabrese che su quello lombardo che ha portato il 13 luglio 2010 alle centinaia di arresti compiuti dalle forze dell’ordine nell’ambito della ormai famosa operazione “Il Crimine”.

La seconda udienza del processo “Il Crimine” (il rito abbreviato ha messo alla sbarra 118 imputati) ieri è stata occupata interamente dalla requisitoria del magistrato antimafia, che ha illustrato le gerarchie esistenti all’interno della ‘ndrangheta, i vari “locali” delle ‘ndrine e le cariche degli affiliati alla ‘ndrangheta.

Il rappresentante della Procura antimafia (in aula era presente anche il procuratore aggiunto Nicola Gratteri) ha fatto riferimento anche alle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Antonino Belnome e alle numerose intercettazioni telefoniche e ambientali che sono state parte fondante della ponderosa inchiesta che ha scoperto il nuovo volto (quello di struttura unitaria e verticistica) della ‘ndrangheta.

Un’indagine difficile e articolata, dunque, che avrebbe raccolto le prove del nuovo profilo unitario che avrebbe assunto la ‘ndrangheta e la sua continua espansione oltre i confini della Calabria.

Il pubblico ministero Maria Luisa Miranda ha concluso il suo lungo intervento, dopo circa quattro ore, affermando che «la ‘ndrangheta esiste, è una ed è unita».

In apertura di udienza, il gup Minutoli ha sciolto la riserva su un’istanza del Dap che chiedeva, viste le difficoltà a garantire il trasferimento dal carcere dei numerosi imputati, di potere fare assistere gli stessi in video-conferenza. Il gup l’ha rigettata e tutti gli imputati dovranno partecipare al processo assistendo di persona nell’Aula bunker.

Il processo adesso proseguirà il prossimo 7 ottobre con un’udienza dedicata alla ‘ndrangheta della Tirrenica e a quella di Roghudi. L’accusa avrà, poi, a sua disposizione altre cinque udienze (fissate per i giorni 10, 12, 14, 17 e 19 ottobre) in cui i rappresentanti della Procura parleranno degli affiliati alla ‘ndrangheta di Reggio, Palizzi, Africo, San Luca, Grotteria, Marina di Gioiosa e tutto il resto della fascia ionica. Le richieste di pena per i 118 imputati saranno formulate dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri.

Successivamente ci sarà ampio spazio per le difese che, salvo imprevisti, dovrebbero occupare due mesi pieni dal 21 ottobre al 21 dicembre e poi giungerà l’attesa sentenza del gup Minutoli.

“Il Crimine” è stata una di quelle inchieste destinate a entrare nella storia della guerra tra Stato e ‘ndrangheta per la sua portata davvero straordinaria. Essere riusciti a ricostruire gli scenari, avere trovato le prove che portano alla luce quel fil rouge che unisce la ‘ndrangheta reggina alle sue promanazioni lombarde è stato qualcosa di eccezionale che adesso attende la conferma giudiziaria.

Il calendario di Crimine

Le prossime udienze.

Il prossimo 7 ottobre “Crimine” proseguirà con un’udienza dedicata alla ‘ndrangheta della Tirrenica e a quella di Roghudi. L’accusa avrà, poi, a sua disposizione altre cinque udienze (fissate per i giorni 10, 12, 14, 17 e 19 ottobre). Le richieste di pena per i 118 imputati saranno formulate dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri.

La difesa.

Successivamente ci sarà ampio spazio per le difese che, salvo imprevisti, dovrebbero occupare due mesi pieni dal 21 ottobre al 21 dicembre.

di Piero Gaeta

da gazzettadelsud.it

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