VARAPODIO (RC) – Due giovani vite spezzate in un agguato nelle campagne di Varapodio. Sotto i colpi di due fucili calibro 12 caricati a pallettoni, la classica lupara, sono morti i fratelli Francesco e Carmelo Donato, rispettivamente di 18 e 26 anni, di mestiere braccianti agricoli, entrambi residenti nel piccolo centro pre aspromontano.
È stato un vero e proprio agguato, secondo gli investigatori di stampo mafioso, quello che gli ignoti killer hanno teso ai due giovani, che si stavano recando in un fondo per tagliare della legna.
Francesco è morto sul colpo, mentre Carmelo è deceduto un paio di ore dopo all’Ospedale di Polistena. Erano figli di Saverio Donato, ucciso il 22 giugno del 2000 a bordo del suo autotreno dopo un litigio per una questione di precedenze da Saverio Mammoliti (nipote del più celebre boss della ‘ndrangheta), che per tale motivo è stato condannato a 15 anni e 4 mesi di carcere col rito abbreviato. In quel processo i familiari si costituirono parte civile.
Il più grande dei due fratelli uccisi ieri, Carmelo, aveva assistito all’omicidio del padre e a quanto pare avrebbe anche testimoniato, contribuendo alle indagini. Anche un fratello di Saverio Donato, zio dei due giovani, era stato ucciso nel 2001, sempre a colpi di arma da fuoco.
Cos’è successo ieri mattino nelle campagne di Varapodio? I carabinieri della compagnia di Taurianova che curano le indagini, operanti sotto le direttive del capitano Giulio Modesti, ed in special modo gli uomini del nucleo operativo e radiomobile, diretti dal tenente Marco Filippi, stanno cercando di ricostruire a dinamica del duplice omicidio partendo da alcuni punti fermi e tanti aspetti ancora da chiarire.
Al momento non si esclude nessuna pista, tanto che gli inquirenti valutano pure possibili collegamenti con gli episodi appena riportati riguardanti i loro congiunti.
Di certo Francesco e Carmelo Donato si stavano recando in un appezzamento di terreno a bordo del loro trattore per tagliare della legna, unitamente ad un altro loro congiunto che forse era già nel fondo dove i due si stavano recando, ma che non era in loro compagnia.
Stavano, quindi, percorrendo, così come facevano ogni tanto, la strada interpoderale di contrada “Due Querce”, in una località di campagna, caratterizzata da agrumeti ed uliveti, distante un paio di chilometri dal centro abitato di Varapodio.
Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti l’agguato sarebbe avvenuto in un orario che va da dalle 6.30 alle 7 del mattino. Almeno due killer avrebbero aspettato appostati dietro un albero, o una siepe, l’arrivo dei due fratelli Donato pe tender loro l’agguato mortale A circa metà della predetta stradina è scattato il blitz dei sicari, che hanno sparato almeno cinque colpi di fucile colpendo entrambi sia al busto che alla testa. Le modalità fanno pensare che l’obiettivo, poi riuscito, era quello di uccidere.
In effetti il più giovane dei due, Francesco, è morto quasi all’istante ed il suo copro è stato ritrovato riverso per terra a poca distanza dal trattore. Carmelo, invece, è stato lasciato agonizzante, con ferite che avevano provocato pure al fuoriuscita di materia cerebrale. Questi è però rimasto a bordo del trattore.
Nessuno avrebbe assistito all’agguato o almeno così allo stato risulta agli inquirenti. Solo dopo un’ora circa un contadino che transitava in quella stessa stradina si è accorto dell’accaduto ed ha subito chiamato il 112. Dalla centrale operativa dei carabinieri di Taurianova sono state indirizzate tutte le pattuglie disponibili sul posto.
I carabinieri del nucleo radiomobile, essendosi accorti che Carmelo era ancora vivo, sebbene in gravi condizioni, hanno fatto intervenire un’ambulanza che ha poi traportato il giovane presso il presidio ospedaliero “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena, dopo poi morirà un paio di ore successive al suo ricovero.
Sul luogo del delitto sono stati fatti intervenire pure i militari dell’Arma della Sezione Investigazioni Scientifiche per tutti i rilievi, mentre a coordinare le indagini è il sostituto procuratore presso la Repubblica di Palmi Gelso.
I carabinieri hanno avviato un’intensa attività investigativa, procedendo a numerosi interrogatori e perquisizioni. Si sta scavando nella vita dei due fratelli Donato, che non risultavano avere precedenti penali, ma che erano comunque attenzionati dalle forze di polizia per via di qualche denuncia o segnalazione, secondo quanto è stato sin qui appurato dagli investigatori.
Di certo le modalità apparentemente mafiose del duplice omicidio rendono l’attività investigativa alquanto delicata e complessa, per cui gli inquirenti stanno precedendo senza tralasciare alcuna pista. Ma i riflettori sono puntati sulla vendetta trasversale, visto che dopo il padre e lo zio, uccisi nel 2000 e nel 2001, la furia omicida si è scatenata ieri contro i due fratelli.
Si attendono anche i primi responsi dei rilievi scientifici e l’esito delle due autopsie che si svolgeranno nelle prossime ore.
di Domenico Zito
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