COSENZA – È esplosa la rabbia ieri mattina tra gli studenti dell’Unical. Motivo? Non sarebbero stati attivati alcuni corsi della Facoltà di Economia e dell’area di Giurisprudenza. Tanto è bastato a portare in piazza i futuri dottori in legge o aspiranti commercialisti. Probabilmente partiranno nel secondo semestre, ma ciò comporterà un sovraccarico di lavoro per i diretti interessati, molti dei quali hanno incassato il colpo ieri mattina stesso, una volta giunti nella cittadella universitaria di Arcavacata. Ed è immediatamente scattata la protesta.
Già, perchè l’inizio dei corsi per tutta la Facoltà di Economia era previsto proprio il 3 ottobre. Nel frattempo, però, il sito dell’Università aveva pubblicato l’orario generale con il relativo elenco degli insegnamenti attivati, da cui si evince che la maggior parte dei corsi a scelta non partiranno e diversi, fra quelli attivati, inizieranno nel secondo semestre, appunto.
Il problema riguarda soprattutto l’area di Giurisprudenza, dove nel primo semestre risultano attivi solo tre corsi a scelta: Demografia Giuridica, Ragioneria Applicata, Micro e Macro economia. Al palo sono rimasti, invece, Bilancio degli Enti Pubblici (partirà nel secondo semestre) e Imprese ed Amministrazioni pubbliche, affatto contemplato, quest’ultimo, nelle materie che verranno attivate.
Eppure gli ultimi due esami – spiegavano i manifestanti – sarebbero molto più pertinenti per una laurea in Giurisprudenza piuttosto che Ragioneria. Inoltre nel primo semestre risulterebbe attivo il corso di Diritto Penale, ma l’orario delle lezioni non sarebbe stato ancora reso noto.
La preoccupazione degli studenti ha una base legittima. Qualora i corsi dovessero partire nel secondo semestre, i ragazzi si troverebbero a seguirne cinque di fondamentale importanza e, di conseguenza, sostenere nella sessione estiva i relativi esami, alcuni veramente impegnativi, come Diritto Comune, Diritto Internazionale e Diritto Amministrativo.
Sul piede di guerra ieri mattina sono scesi anche gli studenti del nuovo ordinamento. Per loro niente sessioni intermedie di novembre e di aprile. Dunque dovranno supportare tutto il carico di studi nelle “sedute” ordinarie di febbraio e luglio. E visto che c’erano, hanno manifestato pure gli universitari iscritti al terzo anno, in quanto non sarebbe prevista la partenza di alcun corso, se non per i pochi “fortunati” che avevano inserito nel piano di studi i cosiddetti esami a scelta. Insomma, una mattinata di tensione quella di ieri mattina nel Campus.
Alcuni attribuiscono tale confusione alla mancanza di fondi. Ma ci sarebbero anche delle direttive ministeriali le quali imporrebbero di non attivare più di un certo numero di corsi, pena la soppressione della facoltà.
Il popolo degli “indignati” sta preparando una petizione da consegnare alla presidenza della facoltà e al Rettore dell’Università della Calabria. Nella missiva si sottolinea come taluni docenti si sarebbero offerti di tenere i corsi gratuitamente. Questa possibilità, però, gli sarebbe stata negata.
di Salvatore Summaria
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