CROTONE – L’inchiesta antimafia denominata “Hydra” approderà presto nell’aula del Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Catanzaro. La Dda di Catanzaro ha emesso l’avviso di conclusione indagini nei confronti di 23 persone coinvolte nell’operazione del 21 gennaio scorso contro la presunta cosca Vrenna-Ciampà-Bonaventura. Tra gli indagati come è noto figura anche l’ex assessore allo sport della Provincia, Gianluca Marino, accusato di violazione dell’art. 416/ter: scambio elettorale politico-mafioso.
Ma insieme a Marino nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni e condotta dagli investigatori della Mobile crotonese diretta dal dott. Enzo Coccoli, sono coinvolte le presunte nuova leve del clan Vrenna-Bonaventura.
Per gli investigatori infatti una nuova “paranza” si era costituita in città dopo le operazioni antimafia Eracles e Perseus degli anni scorsi, che avevano portato in carcere decine di persone accusate di essere affiliate alle cosche cittadine.
A capo delle nuove leve gli investigatori collocano Antonio Gaetano Vrenna, 31 anni, figlio del boss Pino Vrenna, arrestato nell’operazione “Eracles”, ma che dalla fine del 2010 collabora con la giustizia.
Associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento, porto e detenzione di armi, traffico e spaccio di droga: questo il rosario dei reati contestati a vario titolo agli indagati. Alcuni tra questi sono ritenuti responsabili dagli investigatori anche di una serie di intimidazioni compiute ai danni di familiari di collaboratori di giustizia.
Altri come Carmelo Iembo uomo di fiducia di Antonio Gaetano Vrenna, si sarebbero spesi per portare voti alla coalizione di centrodestra in occasione delle elezioni provinciali del 2009 e in particolare all’allora candidato Gianluca Marino, che si è dimesso da assessore dopo essere stato indagato dalla Dda.
Secondo l’accusa, Marino, quando era candidato per il Pdl alle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale di Crotone, tra maggio e giugno del 2009, avrebbe chiesto ed ottenuto l’aiuto ad alcuni elementi della cosca per procurarsi voti in cambio di somme di denaro. Come è noto da questa vicenda è scaturito l’input che nell’agosto scorso, ha portato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, a disporre l’accesso antimafia alla Provincia.
Gli indagati
Damiano Bevilacqua (26 anni), accusato di associazione finalizzata al narcotraffico; Domenico Bevilacqua (43 anni), associazione finalizzata al traffico di droga; Mario Bruni (27 anni, Melissa), indagato per associazione finalizzata al narcotraffico; Michele Cava (48 anni); accusato di associazione mafiosa finalizzata al voto di scambio; Salvatore Ciampà (31 anni), accusato di associazione mafiosa, estorsioni, danneggiamenti, droga; Claudio Covelli (29 anni), accusato di associazione mafiosa e droga; Pasquale Crugliano (28 anni), indagato per associazione finalizzata al narcotraffico; Agostino Frisenda (49 anni); accusato di associazione finalizzata al narcotraffico; Carmelo Iembo (33 anni); indagato per associazione mafiosa e narcotraffico; Antonio Manetta (26 anni), accusato di associazione mafiosa e droga; Gianluca Marino (39 anni), accusato di scambio politico-mafioso; Giuseppe Mesuraca (29 anni), indagato per associazione mafiosa e reati di droga; Giovambattista Morabito (40 anni), accusato di associazione mafiosa; Giuliano Napoli (23 anni di Cinquefrondi), accusato di reati di droga; Francesco Passalacqua (31 anni); indagato per reati di droga; Giuseppe Passalacqua (25 anni), accusato di associazione mafiosa e droga; Leonardo Passalacqua (37 anni), accusato di reati di droga; Francesco Pugliese (33 anni), indagato per reati di droga; Luigi Spagnolo (27 anni), accusato per droga; Armando Taschera (58 anni), accusato di associazione mafiosa ed estorsione; Antonio Gaetano Vrenna (31 anni), indagato per associazione mafiosa, droga, estorsione, danneggiamenti; Youness Zari (26 anni, di Moncalieri) accusato di reati di droga; Massimo Zurlo (35 anni), indagato per associazione mafiosa.
di (l. ab.)
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