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Vittime dell’alluvione e delle promesse tradite – Commercianti e abitanti della zona di Valle Amena tornano ad alzare la voce contro i pericoli del fiume Budello e i finanziamenti negati – La denuncia: non c’è traccia dei fondi annunciati dal presidente Scoppelliti e dall’assessore Caridi

GIOIA TAURO (RC) – Sono nuovamente sul piede di guerra i titolari di aziende i commercianti e gli abitanti della zona di Valle Amena di Gioia Tauro dove lo scorso anno, esattamente il due novembre, la tracimazione del fiume Budello ha provocato danni rilevanti alle attività produttive e a tante abitazioni. Ieri hanno tenuto l’ennesima assemblea alla quale hanno presenziato, perché invitati, gli operatori dell’informazioni che hanno preso atto di tutta una serie di problemi ancora irrisolti e che si trascinano, purtroppo, nella più completa indifferenza delle istituzioni che continuano a dormire, è stato sottolineato, dopo le tante promesse non mantenute e rimaste soltanto, dopo visite e sopralluoghi, sulla carta.

Portavoce di questa incredibile realtà la presidente del “Comitato Valle Amena”, architetto Daniela Crea, che ha riferito di uno stato di cose «assolutamente inconcepibile – ha denunciato – dopo i gravissimi danni registrati per la tracimazione del due novembre 2010.

Le promesse restano solo promesse, non si muove foglia; i titolari delle aziende e la famiglie colpite vivono con l’incubo e la paura di una nuova possibile inondazione.

I lavori che interessano gli interventi di pulizia tra il ponte della statale 18 e il viadotto dell’autostrada vanno molto a rilento mentre proprio nella zona della A3 continua ad essere raccolto, non rimosso e non sgomberato, il materiale di risulta che arriva dal letto del fiume.

In atto ci sono altri lavori che interessano la messa in sicurezza del Budello tra il ponte della ferrovia e il ponte stradale di via De Rosa. Ma non si sa se il promesso intervento per garantire un normale deflusso dell’acqua, soprattutto dopo le piogge torrenziali, proprio all’altezza del ponte della ferrovia si concretizzerà.

Ancora – dice la presidente Crea – era stato chiesto che i 170 mila euro, che rappresentano una somma residua per i lavori (920 mila euro in tutto) avviati dalla Provincia e partiti nei giorni scorsi, fossero dirottati per la pulizia del tratto che va dalla ferrovia e dal ponte della 18 verso l’interno, ovvero fino al viadotto dell’autostrada ma in proposito non è stata presa nessuna decisione».

Gli imprenditori colpiti dall’alluvione e i cittadini che hanno subito danni irreparabili alle abitazioni, insomma, si è capito ieri, sono stanchi delle sole promesse. E ieri hanno chiesto: che fine hanno fatto i 500 mila euro destinati a Gioia Tauro «come piccolo ristoro per i danni subiti» e annunziati dal presidente Scopelliti a dicembre del 2010?

Gli interventi a favore degli imprenditori annunziati ed assicurati dall’assessore regionale alle Attività produttive Antonio Caridi nell’incontro di Catanzaro del 20 luglio scorso dove sono finiti? E ancora: il milione di euro che doveva arrivare dal Governo e promesso dopo la piena del Budello verso quale lido sono stati dirottati?

Ieri sono stati chiamati in causa i presidenti della Regione e della Provincia, Scopelliti e Raffa, ma non è stata risparmiata neanche l’Amministrazione comunale di Gioia Tauro, alla quale si chiedono interventi più decisi nel perorare la causa degli alluvionati e la programmazione di opere e lavori ritenuti indispensabili perchè il fiume Budello – sostengono tutti – «deve essere veramente messo nelle condizioni di non fare più paura».

di Gioacchino Saccà

da gazzettadelsud.it

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