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Un’inchiesta sull’incidente di Elisabetta – La Procura di Vibo vuol capire come sia stato possibile che gli automezzi transitassero su un’arteria chiusa al traffico – Indagato un funzionario della Provincia e posto sotto sequestro un tratto della strada

VIBO VALENTIA – Un’inchiesta della Procura della Repubblica di Vibo Valentia per accertare le cause del gravissimo incidente nel quale martedì mattina ha perso la vita la giovane Elisabetta Arena di Zungri. Il sostituto Vittorio Gallucci ha aperto subito un fascicolo all’interno del quale figura indagato l’ing. Francesco Teti, al quale, ieri pomeriggio, è stata data la possibilità di partecipare con un suo consulente, il dott. Massimiliano Cardamone, all’autopsia effettuata dal medico legale Katiuscia Bisogni.

Il coinvolgimento dell’ing. Teti è legato alla sua qualità di funzionario responsabile del settore viabilità. Un’indagine piuttosto complessa, quella avviata dalla Procura perché già l’altro ieri la Provincia aveva fatto presente che il tratto di strada in questione, ovvero la Parghelia-Daffinacello era stata interdetta al traffico il 28 marzo scorso, in seguito ad una serie di smottamenti e frane che avevano interessato tutta la zona per via di un nubifragio che ha provocato tra le altre cose allegamenti e danneggiamenti anche alle strutture alberghiere di tutto il litorale.

L’ordinanza di chiusura era stata disposta dallo stesso funzionario della Provincia che ora, purtroppo, si ritrova indagato per omicidio colposo. L’ing. Teti e il suo legale, l’avv. Giuseppe Di Renzo, non hanno inteso commentare l’accaduto. «In questo momento – ha detto l’avv. Di Renzo – c’è un dolore immenso che coinvolge, purtroppo, una famiglia. Per tutto il resto ci sarà tempo…».

Lo stesso sostituto procuratore ha disposto il sequestro di un tratto della strada dove è avvenuto il tragico incidente. Un altro adempimento, dal quale si evince chiaramente che gli inquirenti non intendono tralasciare alcun particolare. In questo caso, si intendono verificare le condizioni complessive della strada e se la stessa era dotata di segnaletica indicante il divieto di circolazione.

Sulla dinamica dell’incidente sono ancora in corso accertamenti da parte dei carabinieri della stazione e del nucleo radiomobile di Tropea che hanno provveduto fin da subito a porre sotto sequestro l’autovettura, una Fiat Punto, alla cui guida si trovava Elisabetta Arena.

Non è escluso, secondo quanto è trapelato che venga addirittura disposta una consulenza sulla dinamica dell’incidente. Si vuole capire come è potuta finire fuori strada e precipitare nella scarpata per circa 100 metri. Secondo le prime ipotesi l’auto avrebbe saltato il bordo di terra laterale, si sarebbe impennata ed avrebbe “spiccato” il volo nel vuoto. Una vicenda sulla quale tutti gli elementi vengono tenuti nella dovuta considerazione.

All’autopsia, effettuata ieri pomeriggio all’obitorio dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, erano presenti anche i consulenti della famiglia della giovane vittima, il dott. Salvatore Meddis e il dott. Alfonso Luciano, mentre la parte legale è stata affidata all’avv. Bernardo Restuccia.

Per quanto concerne il lavoro del medico legale, questi ha chiesto e ottenuto il permesso di poter effettuare prelievi di campioni di tessuti per esami istologici e tossicologici, prelievi di liquidi biologici e rilievi fotografici. Mentre secondo quanto emerso la giovane Elisabbetta sarebbe morta per via dello schiacciamento del torace e della scatola cranica riportate nel tragico incidente.

di Nicola Lopreiato

da gazzettadelsud.it

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