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Tentata estorsione sulla Sa-Rc: «Assumi il mio amico o ti faccio saltare in aria» – Ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Michele Tavella, 36 anni, di San Giovanni di Mileto – Gli inquirenti: «Quando ci sono le denunce possiamo assicurare che arrivano pure i risultati»

VIBO VALENTIA – Un arresto, una conferenza stampa in Procura e per giunta in un’ora piuttosto insolita: le 16. Per gli inquirenti non siamo solo di fronte ad una semplice operazione di polizia bensì ad un evento importante. Per la prima volta un’impresa impegnata nell’ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria denuncia un’estorsione «e per quanto ci riguarda – ha sottolineato il procuratore Mario Spagnuolo – nel corso dell’incontro con i giornalisti – è un fatto straordinario. Questo significa che quando le denunce ci sono, i frutti si vedono e come…».

In carcere, in esecuzione di un’ordinanza firmata dal gip Cristina De Luca, è finito Michele Tavella, 36 anni, di San Giovanni di Mileto, già sottoposto alla misura della sorveglianza speciale. L’accusa è di tentata estorsione nei confronti dell’impresa Cavalleri Ottavio spa di Bergamo, da gennaio scorso impegnata nei lavori tra gli svincoli di Mileto e Rosarno.

Le indagini sono scattate nel maggio scorso, dopo che il capo cantiere Andrea Chieco, si è rivolto agli agenti di una pattuglia della Polstrada, impegnata nei controlli del tratto autostradale, a cui ha raccontato la grave intimidazione subita. «Se vuoi stare tranquillo – avrebbe intimato Tavella al capo cantiere – devi fare quello che ti dico io, devi assumere un amico mio, è inutile che metti guardie o non guardie, che ti faccio saltare in aria».

Un messaggio ben preciso, violento, di chiaro stampo intimidatorio. Un modo come un altro per fare capire che lungo quel tratto di autostrada interessato ai lavori le assunzioni dovevano passare attraverso uno speciale “ufficio di collocamento”, il cui “direttore” doveva essere Michele Tavella.

Veri e propri diktat che Andrea Chieco ha raccontato per filo e per segno prima alla Polstrada e, subito dopo, agli uomini della squadra Mobile, che hanno agito sotto le direttive del dirigente Maurizio Lento. Da qui una serie di riscontri e attività intercettiva che ha finito per rafforzare il castello accusatorio a carico di Tavella.

Dalle indagini è emerso che lo stesso scoprendo di avere una sim card all’interno della sua autovettura l’avrebbe sfilata, effettuando persino telefonate a spese degli investigatori. Un giochino che non è andato avanti per troppo tempo perché acquisiti tutti i riscontri necessari il procuratore Mario Spagnuolo, ed il sostituto Vittorio Gallucci hanno chiesto e ottenuto dal gip la misura cautelare in carcere.

Il fascicolo, in ogni caso, oggi stesso, sarà trasmesso alla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro. Gli inquirenti ritengono che le modalità della tentata estorsione siano di chiaro stampo mafioso e nello stesso tempo Michele Tavella, imparentato con i Prostamo, è personaggio coinvolto anche in procedimenti di ‘ndrangheta.

Particolarmente soddisfatto per l’arresto di Tavella anche il questore Giuseppe Cucchiara, presente all’incontro con i giornalisti: «Al di là dell’episodio quello che fa piacere in questo momento – ha sottolineato – è che il nostro impegno è costante. E quando ci viene data la possibilità di operare, le indagini vengono svolte in maniera rapida ed efficace. Certo abbiamo difficoltà, legate soprattutto a problematiche ambientali, ma facciamo di tutto per fronteggiare il fenomeno criminale».

Il sostituto procuratore Vittorio Gallucci, che ha coordinato tutta l’attività d’indagine portata a termine dalla squadra Mobile e dalla Polstrada, ha messo in luce la tempestività e, nello stesso tempo, la linearità dell’attività investigativa, mentre il comandante della Polstrada, Pasquale Ciocca, ha sottolineato: «Le denunce molto spesso nascono dalla fiducia che si viene ad instaurare con le persone. E le nostre pattuglie in autostrada hanno saputo instaurare ottimi rapporti con i vigilanti dei cantieri e gli stessi operai. Non è un caso che in questa occasione il responsabile di cantiere di un’impresa importante si rivolge a noi per presentare la denuncia per una tentata estorsione».

L’arresto di Michele Tavella riporta alla mente le inchieste che in precedenza sono state effettuate sui lavori di ammodernamento dell’autostrada dalla Dda di Catanzaro, in particolare per quanto attiene ai subappalti. Vicende che lo stesso procuratore Mario Spagnuolo ha voluto richiamare, facendo riferimento a quelle indagini coordinate dal sostituto della Dda Marisa Manzini. Segno che gli appetiti delle cosche sul controllo dei lavori non sono finiti.

di Nicola Lopreiato

da gazzettadelsud.it

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