CATANZARO – La carovana di “Caralabria” ha fatto tappa a Catanzaro per promuovere, sabato scorso, “La cultura dell’ambiente. L’ambiente della cultura”. Andrea Dominijanni, della segreteria regionale di Legambiente, e Nuccio Barillà, della direzione nazionale, hanno presentato l’omaggio a Vittorio De Seta. Il “cineasta-agricoltore”, coltivatore della terra nel suo “buen retiro” di Sellia Marina, ha commentato la proiezione di due suoi documentari. “I dimenticati” e “In Calabria” raccontano per immagini il rapporto della Calabria con l’ambiente, sia nelle sue espressioni più genuine – come avviene nel primo cortometraggio, girato nel 1959 a Sant’Alessandria del Carretto, in provincia di Cosenza – che in quelle più distorsive rese preponderanti nell’epoca contemporanea.
È quanto è stato narrato da “In Calabria”, girato in varie zone della regione all’inizio degli anni’90, quando ormai era in fase avanzata il processo di modernizzazione e industrializzazione, forzata e indiscriminata, di gran parte del territorio.
Una delicata analisi dello sviluppo umano e del suo rapporto con l’ambiente sono state il fulcro delle circa due ore di una proiezione documentaristica affascinante, mai ripetitiva, ma esplicativa ed esaustiva dei processi di rinnovamento del rapporto fra l’uomo, la sua tecnica e il contesto ambientale. Una lezione per i tanti partecipanti, che giustifica la definizione ritagliata intorno al cineasta di origini siciliane, ma calabrese d’adozione e per appartenenza, da Martin Scorsese: «Un antropologo che si esprime con la voce di un poeta».
Nuccio Barillà ha sintetizzato le motivazioni alla base di “Caralabria” e la scelta di dedicare la tappa catanzarese alla cultura dell’ambiente: «Abbiamo voluto far partire Caralabria da Riace perché è il paese calabrese che, forse più di tutti, può darci lezioni di storia e cultura, un paese rinato attraverso un urbanesimo delicato e non intrusivo. Da lì ci siamo mossi fino a Pentedattilo, l’esempio lampante di una località fantasma abbandonata negli anni per interessi politici ed economici di bassa lega. Oggi, anche Pentedattilo sta rinascendo grazie al lavoro del volontariato sociale e rappresenta la capacità genuina di ripresa e sviluppo sostenibile del territorio.
Qui a Catanzaro – ha proseguito – Legambiente ha deciso di trattare una tematica importante come la cultura legata all’ambiente. Per questo motivo abbiamo scelto in qualità di testimonial d’eccezione il maestro Vittorio De Seta che, attraverso i suoi documentari, ha rappresentato il tipo di ambientalismo che Legambiente vuole promuovere. De Seta è riuscito a dipingere la Calabria con una critica dolce, ma allo stesso tempo spietata, del consumismo e ci aiuta a riscoprire il senso più proprio di cosa dobbiamo volere in quanto calabresi, lasciando da parte quella che appare come una retorica delle eccellenze».
Premiato da Legambiente con una targa ricordo al termine della proiezione, il maestro De Seta ha sottolineato come sia insita nei calabresi la capacità di rialzare la testa e poter cambiare, nonostante tutto «perché la gente calabrese sia capace di conservare, allora come oggi, una cultura fatta di valori come la dignità e la solidarietà».
A margine della proiezione i partecipanti hanno potuto degustare alcuni piatti a base di prodotti tipici calabresi preparati dallo chef Antonio Abbruzzino. In serata, poi, il maestro Flavio Scanga ha eseguito un concerto per chitarra classica.
“La via ambientalista al futuro” organizzata da Legambiente esplorerà, in sedici tappe, il territorio regionale lungo tutto il mese di ottobre.
di Andrea Celia Magno
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