SERRA SAN BRUNO (VV) – L’elicottero bianco con a bordo papa Benedetto XVI tocca il suolo di Serra San Bruno alle ore 17.15, in perfetto orario su quanto previsto dal programma. Prima di atterrare il velivolo del Sommo Pontefice ha fatto un giro di perlustrazione sulla Certosa; Benedetto XVI ha potuto così vedere dall’alto l’immensa folla che lo stava aspettando con ansia fin dalle prime ore del mattino nel grande piazzale antistante le mura del monastero certosino. Un grido di giubilo si è alzato non appena l’elicottero è comparso fra le nuvole che incombevano sulla Certosa.
É questo il primo saluto del popolo serrese e del popolo dei pellegrini verso il Pontefice di Roma che ha voluto, sulle orme del suo predecessore, venire a rendere omaggio ad un santo tedesco, San Bruno, suo connazionale, fondatore di uno degli ordini monastici più antichi della storia, quello dei certosini. Alquanto inclementi sono state le condizioni meteorologiche in quanto dopo una giornata nuvolosa e incerta, intorno alle 16, 30 è cominciata a cadere una fitta pioggia, cogliendo di sorpresa le migliaia di persone che si erano fidate del cielo, che nel corso della mattinata si era presentato rassicurante e aperto.
Ad accogliere il pontefice al campo sportivo “La Quercia” sono stati il sindaco di Serra San Bruno, Bruno Rosi, il prefetto di Vibo Valentia, Luisa Latella, il presidente della Provincia Francesco De Nisi, l’arcivescovo della diocesi di Catanzaro-Squillace mons. Vincenzo Bertolone, i parroci Gerardo Letizia e Biagio Cutullé, due rappresentanti per ogni congregazione laicale serrese e quattro bambini che, appena sceso dall’elicottero, hanno consegnato al Papa un omaggio floreale. Subito dopo il Pontefice, a bordo della papamobile, ha raggiunto la Certosa accompagnato dall’arcivescovo Bertolone.
Emozionante e commovente il primo impatto con la folla che, non appena il Papa è comparso davanti le mura della Certosa, è esplosa in un grande ed incontenibile applauso. Ad attendere Benedetto XVI sul palco il sindaco di Serra San Bruno che ha rivolto all’illustre ospite un caldo saluto a nome di tutta la cittadinanza. «Grazie, Santità, – ha esordito il primo cittadino – per essere voluto venire tra di noi a visitare Serra San Bruno e la Certosa. In un momento così difficile della vita sociale la Sua presenza ci incoraggia e ci aiuta nel nostro cammino».
Al termine del discorso del sindaco, il Sommo Pontefice s’è rivolto alla popolazione evidenziando i motivi della sua visita e l’importanza per la cittadina di Serra San Bruno di ospitare la Certosa. Grazie alla clemenza del tempo le cui condizioni erano migliorate, il discorso del Papa è stato ascoltato con grande attenzione ed interesse, interrotto con frequenza da numerosi applausi e acclamazioni.
«Sono lieto di potervi incontrare prima di entrare in Certosa – ha detto il Papa –. Vi ringrazio della vostra calorosa accoglienza. É vero, due visite ravvicinate del Successore di Pietro sono un privilegio per la vostra comunità civile. Ma soprattutto grande privilegio è quello di avere nel vostro territorio questa cittadella dello spirito che è la Certosa».
Il Pontefice ha ricordato che i monasteri hanno nel mondo una funzione molto preziosa. «Se nel medioevo essi sono stati centri di bonifica dei territori paludosi – ha osservato – oggi servono a bonificare l’ambiente in un altro senso: a volte, infatti, il clima che si respira nelle nostre società non è salubre, è inquinato da una mentalità che non è cristiana e nemmeno umana, perché dominata dagli interessi economici».
Il Sindaco ha dato in dono al Papa un calice pregiato e una scultura raffigurante San Bruno, opera dell’artista serrese Dina Giancotti. La diocesi di Catanzaro-Squillace ha offerto al Pontefice un quadro del 1200 acquistato in Germania e raffigurante il Santo di Colonia. Nella Certosa Benedetto XVI è stato accolto dal priore dom Jacques Dupont il quale, nella chiesa conventuale, ha rivolto il saluto all’illustre ospite rinnovando la sottomissione dell’Ordine alla Chiesa.
Durante la celebrazione dei Vespri il Papa ha pronunciato l’omelia esaltando il ruolo del monastero ed il significato della scelta di spiritualità operata dai Certosini. Intorno alle ore 19,30 il Santo Padre ha la Certosa per raggiungere il campo sportivo da dove ha iniziato il suo viaggio di rientro in Vaticano.
di Francesca Onda
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