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Il raccolto sul campo confiscato alla mafia: ecco il cambiamento portato da Libera Terra – Fa tappa in contrada Cardinale di Isola C. R. la carovana Caralabria – Un percorso in sedici tappe lungo tutta la regione tra tesori ambientali, storie ed esperienze di pregio

ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) – Fa tappa stamattina ad Isola Capo Rizzuto la carovana di “Caralabria: l’itinerario di Legambiente che punta a scoprire le qualit e le bellezze del territorio Calabrese. Si tratta di un viaggio in 16 tappe tra luoghi, culture, paesaggi e storie della Calabria. Come luoghi del percorso sono stati scelti i tesori ambientali e territoriali, ma anche le esperienze virtuose di pregio scelte come esempi delle buone energie, spesso sconosciute, che ci sono nella regione. Ed uno di questi esempi virtuosi è il lavoro che Liberaterra sta portando avanti ad Isola Capo Rizzuto nel segno della legalità.

Ecco perchè la tappa odierna con l’incontro in programma alle 10 di stamattina in contrada San Giovanni in località Cardinale di Isola Capo Rizzuto. Cardinale, è il luogo simbolo del raccolto della legalità. Qui come è noto su un terreno confiscato alla ndrangheta, vicino al centro abitato, Libera, ha messa su una coltivazione di orzo. Poco distante un aranceto, una masseria in via di ristrutturazione, un impianto d’irrigazione dell”800, campi di grano e nuove coltivazioni.

In programma tante altre iniziative: dal turismo sociale, ai pannelli fotovoltaici sui capannoni, dalla costruzione di un ostello alla produzione di caffè d’orzo. Il tutto nel segno del binomio inscindibile tra ambiente e legalità.

Come è noto il progetto Libera Terra Crotone prevede la costituzione di una cooperativa sociale nel territorio crotonese che, attraverso la gestione produttiva dei terreni confiscati ad un clan calabrese, operi su tre direttrici: la prima sull’agricoltura biologica, la seconda sul turismo sociale, la terza su servizi di tutela ambientale e paesaggistica.

L’obiettivo è quello di favorire lo sviluppo delle potenzialità del territorio, la natura dei luoghi, lo sviluppo turistico e lo sviluppo delle eccellenze e delle attività produttive, la valorizzazione dei prodotti agricoli fortemente radicati nel territorio che ad oggi rappresentano il più importante patrimonio dell’economia crotonese.

Un ulteriore e non meno importante finalità è il coinvolgimento di giovani, di associazioni, di scuole, di cooperative locali soprattutto per le forti ricadute di crescita civile e di educazione alla legalità che avranno sulla comunità locale. Una iniziativa insomma che ben si inserisce nel percorso di “Caralabria” che è la bussola da utilizzare per una necessaria e desiderabile via ambientalista al futuro.

Spiega Francesco Falcone, direttore di Legambiente Calabria: «Siamo partiti da Riace, paese dei Bronzi e dell’accoglienza. Visiteremo quindi aziende e laboratori pilota nell’innovazione legata all’ambiente, incroceremo esempi di recupero di paesi abbandonati o di rilancio delle tradizioni e delle tipicità meno inflazionate».

«Entreremo – continua – nei territori di pregio, parleremo della scommessa culturale e della responsabilità civica e ambientale. Rilanceremo la metafora provocatoria del vero costruire e metteranno in rilievo i risultati positivi della gestione dei beni confiscati alla ndrangheta».

«Caralabria – sottolinea Falcone – è una rinnovata dichiarazione d’amore per la nostra terra, fatta con lo stesso sentimento con cui, giornalmente, denunciamo le cose che non vanno; un’orgogliosa rivendicazione d’appartenenza, ma anche l’affermazione di fiducia nelle proprie potenzialità. È una sfida che attinge forza dalle comunità e dai territori, contro devastazioni e rassegnazioni. Per costruire l’economia della bellezza e della solidarietà».

da gazzettadelsud.it

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