mer, 23 maggio 2012 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 26 ospiti, 2 bot

Unical, polemiche sul nuovo statuto da parte dei ragazzi delle associazioni – Si chiede un incontro per discutere delle nuove norme – Il regolamento è da tempo in fase d’approvazionenegli uffici del ministero dell’Istruzione e della ricerca

COSENZA – Studenti e autorità scolastiche o universitarie non andranno veramente d’accordo e ottobre è il mese delle contestazioni studentesche per antonomasia. In fondo si tratta delle vecchia lotta tra “il potere” e i cittadini e se si tratta di studenti universitari indomiti il problema può solo acuirsi. Le problematiche intorno ai nuovi statuti universitari degli atenei italiani, che stanno per essere approvati dal ministero, non sono rimaste fuori dal campus di Arcavacata e una parte del mondo dell’associazionismo dell’Unical è in fermento per alcuni articoli del nuovo regolamento generale per le modalità utilizzate. Una protesta che riguarda molte università italiane.

Un documento dell’associazione universitaria “Controverso”, infatti, chiede un incontro tra il rettore, le associazioni e i rappresentanti degli studenti per discutere prima dell’approvazione definitiva del ministero. Anche se verosimilmente l’iter è già in fase definitiva e quindi l’incontro potrà avvenire solo ” a bocce ferme”. Ma tant’è.

«La bozza del nuovo statuto è stata ufficialmente licenziata dalla commissione. Spetterà ora al Senato approvarla definitivamente prima della ratifica ufficiale del ministero. Si chiude nel silenzio, nell’apatia culturale e politica che caratterizza oramai l’Unical, una delle pagine più buie della storia del nostro ateneo.

Non ci abitueremo mai ai metodi Latorre, alla sua autorità. Ma le responsabilità di quanto accaduto – affermano laconici i ragazzi di “Controverso” – non possono che ricadere sull’intera comunità accademica. Pochissime sono state, infatti, le voci di dissenso rispetto alla gestione complessiva della cosiddetta “questione statuto”, pochi membri della commissione hanno effettivamente manifestato allarme, soltanto un gruppo informale di docenti ha avanzato delle proposte, senza però incidere concretamente nelle decisioni della commissione.

Noi studenti di “Controverso” abbiamo cercato di costruire in questi mesi un percorso di discussione e partecipazione, arrivando a protocollare una richiesta formale di un’audizione, pubblica ed aperta agli studenti, con delle proposte concrete. Non ci siamo fermati solo sulla carta dei diritti delle studentesse e degli studenti, ma siamo entrati nel merito delle questioni riguardanti la governance dell’ateneo, la didattica, la democrazia e la rappresentanza, la partecipazione attiva e diretta degli studenti.

Ci siamo scontrati con la chiusura totale del rettore e della commissione rispetto a qualsiasi tentativo di confronto, con una rappresentanza studentesca ipocritamente silente, che risponde solo ai dettami del palazzo e non alle istanze della base.

Il risultato è una bozza di statuto infelice, piena di incongruenza ed errori, che addirittura supera le nefandezze contenute nella legge Gelmini e concretizza il modello di università-azienda, proposto ed attuato da Latorre nei suoi tredici anni di mandato.

Ci troveremo di fronte ad un’università “monarchica”, con un’oligarchia di potere a lungo termine, in cui il consiglio d’amministrazione avrà pieni poteri e, tramite il cosiddetto “listino”, potrà essere facilmente egemonizzato dal rettore.

Dall’altra parte e contrariamente ad ogni logica democratica, non si prevedono efficaci strumenti di controllo in mano al Senato accademico, sulla cui composizione, tra l’altro, la bozza dello statuto si dimostra contraddittoria. Ci troveremo stranamente di fronte ad un’università più macchinosa, conservatrice, baronale, elefantiaca».

«La sola cosa certa, a questo punto, è che questo statuto non nasce in un clima di collaborazione e fattiva partecipazione tra le varie componenti dell’ateneo, ma all’interno di una stanza chiusa (anche rumoreggiante, viste le uscite pubbliche di alcuni membri della commissione).

E dato che non amiamo le stanze chiuse, chiediamo che l’approvazione finale del nuovo statuto passi, come già successo in altre università, per un referendum aperto a tutta la comunità accademica (studenti in primis), che consenta di modificare lo statuto in un clima democratico e di effettiva partecipazione».

di Vincenzo Brunelli

da gazzettadelsud.it

Nessun commento

Commenta su Calabria Notizie

Devi fare il log in per commentare.