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«È stato un miracolo, ringrazio tutti quanti» – Parla la mamma del bimbo lanciato dal quarto piano di uno stabile di via Popilia: appena Rodolfo Alex sarà fuori pericolo sarò io a dare la bella notizia – Le emozioni del papà: siamo al centro delle attenzioni e delle preghiere di tanta gente, questo è bellissimo

COSENZA – La speranza nei volti dei giovanissimi genitori del piccolo Rodolfo Alex è visibile. Luca, ventisei anni e Jessica, diciannovenne, da martedì vivono aspettando notizie rassicuranti sul loro piccolo. La cronaca: martedì pomeriggio in un appartamento, sito al quarto piano di una palazzina popolare in via Popilia, si trovano Jessica con suo figlio, il piccolo Rodolfo, e due fratelli della madre. Un volo di quindici metri: Rodolfo viene lanciato dal balcone che atterra di schiena e miracolosamente si salva.

Agostino, trentenne, zio del bimbo è affetto da disturbi di natura psichica, parrebbe essere stato lui l’autore del gesto. Rodolfo, di appena cinque mesi, ha riportato traumi cranici e toracico-addominali; la prima notte nel reparto di rianimazione del nosocomio cittadino è trascorsa tranquilla e per ora la situazione è stabile pur rimanendo grave.

Incontriamo i genitori del bimbo nel piazzale antistante il reparto di rianimazione visibilmente provati.

In un primo momento Luca e Jessica sono restii, e non vorrebbero parlare.

Sono adirati con i cronisti a causa di alcune notizie a loro dire non veritiere apparse sui giornali locali e per una foto che ritrae lo zio Agostino mentre viene portato via dai paramedici del 118 per il trattamento sanitario obbligatorio.

Le precisazioni d’obbligo: Agostino ha bisogno di cure specifiche; Rodolfo non era stato lasciato solo con lo zio e Luca, il papà, non era in casa al momento dell’accaduto.

Sono circondati dall’affetto di parenti ed amici i due ragazzi che si tranquillizzano e accettano di parlare ed esternare il loro stato d’animo.

«Ero terrorizzato e confuso» dichiara Luca, che si trovava fuori casa per lavoro.

«Mi hanno avvisato telefonicamente di quanto era successo. Sono corso in ospedale e dopo le rassicurazioni dei medici ho iniziato a pregare e sperare».

Tanta la gente che da martedì, giorno di Ognissanti, prega per il piccolo Rodolfo.

«Da ieri un continuo via vai di gente al cimitero che accende ceri e prega per mio nipote – afferma Annarita, sorella di Luca e zia del piccolo Rodolfo – anche su facebook l’affetto di gente che non conosciamo e lascia messaggi per il miracolo avvenuto».

Le parole di Luca: «Tutti sono con noi, siamo un puntino nel mondo e adesso siamo al centro delle attenzioni e delle preghiere di tante persone. Questo è bellissimo e noi ringraziamo tutti».

Jessica, intimorita dall’attenzione mediatica ricevuta, è visibilmente tesa e continua a ripetere: «La situazione è stabile, è stato un miracolo sono confusa ma ringrazio tutti quelli che ci sono vicini. Appena Rodolfo starà meglio e sarà definitivamente fuori pericolo sarò io a chiamarvi per comunicare la bella notizia, ma per ora preferisco non aggiungere altro».

«È stabile – ripete Jessica – solo questo è importante».

Oggi probabilmente i medici scioglieranno la prognosi sulle condizioni del piccolo Rodolfo.

Quanto accaduto in quella palazzina di via Popilia, tuttavia, rimane inspiegabile. Un volo di 15 metri non dovrebbe lasciare speranze. Invece è andata diversamente.

di Elvira Madrigrano

da gazzettadelsud.it

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