SALINE JONICHE (RC) – Nessuno vuole la realizzazione della centrale a carbone a Saline di Montebello Jonico. Domenica, nel giorno del No Coke Day nazionale, sulla strada antistante il porto, si sono riversati fiumi di persone. Non c’era più spazio per parcheggiare le autovetture. Carabinieri, polizia, polizia provinciale e municipale erano schierati in prima linea. “Non vogliamo il carbone”. La centrale di Saline viene bocciata, così come viene messo sei in condotta a chi intende imporsi al popolo ormai stanco di essere “insultato” da progetti non condivisi. Questo lo sfogo della gente. Questa la pressante voce dei tanti presenti i quali affermano che «è assurdo lottare nel tentativo di estromettere chi si vuole imporre».
Al progetto della realizzazione di una centrale a carbone a Saline avevano detto “no” le istituzioni: Regione, Provincia, Comuni, associazioni e i cittadini compatti. Nonostante tutto il progetto è andato avanti e così giorno dopo giorno nascono comitati a difesa del territorio.
Ieri a Saline e precisamente in località S. Elina di Montebello Jonico, in primo piano c’erano i cittadini, le associazioni locali e quelle ambientaliste. Sullo sfondo la provocante immagine di una gallina dalle uova d’oro e striscioni taglienti.
Accanto ai cittadini anche i politici ma solo alcuni. Molti hanno preferito dileguarsi. Ma di loro, a chi ha organizzato e a chi ha partecipato non importa molto: «Noi siamo presenti a manifestare contro il carbone e non ci vergogniamo. Gli assenti dovrebbero trovare risposte per i cittadini». Così si esprimono i manifestanti mentre bacchettano il sindaco di Montebello Jonico Nino Guarna, assente all’iniziativa.
Al suo posto altri sindaci: a Pasquale Sapone, primo cittadino di San Lorenzo, è stato chiesto di prendere la parola a nome dei suoi colleghi presenti e tra questi il primo cittadino di Bagaladi, Federico Curatola, di Palizzi, Sandro Autolitano, di Condofuri, il commissario prefettizio Maria Laura Tortorella e di altri presenti.
Ognuno di loro ha espresso contrarietà al progetto. Lo stesso Sapone lo ha definito “incompatibile”, Curatola “assurdo”, Autolitano “lontano dalla gente” e la Tortorella “distante dalla compatibilità ambientale”.
Molte le sigle intervenute, da ogni luogo del mondo: dalla provincia reggina alla Colombia, dai rappresentanti delle associazioni locali al Wwf e a Legambiente Nazionale. Dai politici locali a quelli nazionali, dai sindacati ai semplici cittadini. Da Saline alla Svizzera con la presenza di Marcus Keller, rappresentante del “no carbone”. Applausi agli interventi e tanta forza del gridare “no al carbone”.
Questo il dato prevalente registrato in una terra ricca di tradizioni, storia, cultura e il paesaggio raro come Pentidattilo, Prastarà, le grotte della Lamia, il laghetto con la sua area Sic e Sps e ancora le spiagge incontaminate. Il grande applauso è andato al coordinamento delle associazioni per aver portato a Saline una parte del mondo che urla “no al carbone”.
di Vincenzo Malacrinò
da terranews.it
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