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Tentato omicidio, indagato lo zio di Rodolfo – Il pm Giuseppe Casciaro ha iscritto nell’apposito registro il nome di Agostino, il parente psicolabile che ha scaraventato giù dal balcone il bambino – Sempre stazionario il quadro clinico del piccolo: ieri sono comparse alcune nuove piccole lesioni

COSENZA – Agostino è indagato. Il suo nome è stato iscritto, ieri mattina, nello speciale registro della Procura cittadina dal pm Giuseppe Casciaro. L’accusa ipotizzata nei suoi confronti è di tentato omicidio. Naturalmente, si tratta d’un atto dovuto. Il trentenne avrebbe tentato d’ammazzare il suo nipotino, Rodolfo Alex di cinque mesi appena, martedì scorso, scaraventandolo dal balcone di casa.

Quel bimbo è sopravvissuto per miracolo a un volo di quindici metri. E, a quarantotto ore dal suo ricovero nel reparto di Rianimazione dell’”Annunziata”, continua i suoi lenti progressi pur in presenza d’un quadro clinico di estrema gravità.

È intubato, sedato con farmaci e sempre attaccato alla macchina che gli permette di respirare in attesa che i suoi polmoni ritornino a pompare aria in maniera naturale. «Le sue condizioni restano gravi», continuano a ripetere i medici del reparto di terapia intensiva che informano puntualmente i genitori.

Mamma e papà non si sono mai mossi da quel corridoio in attesa di poter riabbracciare il loro bambino, tenerlo stretto, riempirlo di coccole e carezze. A quarantotto ore di distanza, però, resta inevitabilmente il riserbo sulla prognosi. Serve altro tempo per capire se il pericolo è davvero scampato.

Ieri, poi, sono comparse delle piccole lesioni cerebrali, addominali e toraciche. Microlacerazioni che non sembrano dover richiedere interventi chirurgici anche se vengono costantemente monitorate dai sanitari.

In ospedale c’è anche Agostino. Lui, però, è in cura obbligatoria nel reparto di Psichiatria in attesa che le sue capacità d’intendere e di volere vengano attentamente valutate dal consulente tecnico nominato dal magistrato.

Se dovesse essere confermato lo stato di disabilità mentale grave che sembra emergere in queste prime indagini, Agostino non subirà alcun processo ma verrà, probabilmente, ricoverato in una struttura sanitaria per malati di mente e sottoposto a idonea terapia.

Il trentenne è il fratello di Jessica, la giovane mamma del piccolo Rodolfo Alex. Sua sorella era l’unica a tenerlo buono, a fargli sentire l’affetto della famiglia, a consolarlo in quella sua malattia. Sembrava una convivenza possibile, poi, però, deve essere successo qualcosa nella sua testa. Il raptus è comparso improvvisamente innescando il gesto folle. Un delirio che ha spalancato le porte d’un dramma che nessuno pensava.

Adesso, Agostino è lì, nel suo lettino d’ospedale, e, forse, aspetta anche lui notizie su quel nipotino che ha rischiato d’ammazzare nel giorno di Ognissanti. Ma non ci poteva essere una logica in quella sua sciagurata azione. Non ci poteva essere un disegno.

È stato, probabilmente, un intruglio così mefitico di cattivi pensieri a laceragli le corde della sua mente. Sconvolto dall’improvviso black-out lo zio s’è avvicinato a Rodolfo Alex, lo ha preso in braccio e lo ha gettato via dal balcone, come un inutile ingombro.

di Giovanni Pastore

da gazzettadelsud.it

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