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Operazione sistema, l’ombra del clan Crucitti su Palazzo San Giorgio – Sotto la lente le comunali del 2007 – Il gip Santoro: «Fugato ogni dubbio sul sostegno elettorale fornito a Pasquale Morisani»

REGGIO CALABRIA – Già la prima indagine della Dda sulla cosca Crucitti – l’ordinanza dell’operazione “Pietrastorta” fu eseguita lo scorso 13 aprile – aveva gettato un’ombra di sospetto sui rapporti tra l’allora consigliere comunale Pasquale Morisani (oggi assessore ai Lacvori pubblici) e i presunti appartenenti alla cosca egemone nella periferia collinare della città. Sospetti che, pur non essendo Morisani indagato («non sono emerse su di lui fattispecie penalmente rilevanti», annota il gip Domenico Santoro), sono stati rilanciati delle indagini dell’operazione “Sistema” che hanno svelato anche il tentativo di condizionamento politico perpetrato dall’organizzazione criminale, concretizzatosi – secondo i Carabinieri e i magistrati della Procura antimafia – nel supporto garantito da Santo Crucitti e dai suoi accoliti a beneficio di Pasquale Morisani, candidato nelle consultazioni comunali del 2007 in una lista civica a sostegno del sindaco Giuseppe Scopelliti.

Nell’operazione “Pietrastorta” era risultato il legame di Pasquale Morisani con Giuseppe Romeo, condannato in primo grado per associazione mafiosa, unitamente a Santo Crucitti e Mario Chilà, poi nuovamente sottoposti a custodia cautelare in carcere per il medesimo reato.

Nel corso di un colloquio intercettato tra il Romeo e il Morisani quest’ultimo partecipava attivamente alla conversazione, in cui veniva commentato il modo di operare, in seno alla cosca, di Santo Crucitti, esternando critiche e considerazioni, condividendo le riflessioni dell’affiliato Romeo sul momento difficile allora attraversato da Santo Crucitti, sia per ragioni personali dovute alla separazione dalla moglie, sia per la morte di “Mario”, che s’identifica in Mario Salvatore Audino, deceduto il 19.12.2003 in un agguato mafioso, ritenuto capo dell’omonima cosca operante a San Giovannello e personaggio molto vicino a Santo Crucitti, come riportato nella richiamata sentenza “Pieterastorta” .

Le difficoltà del Crucitti inducevano il Romeo a riferire al Morisani la grande debolezza dello stesso: «(.).ora è debolissimo, io lo sto lasciando in pace, non gli sto dicendo niente, gli ho detto Santo tu . non ti sto dicendo niente . me la vedo io politica . tu fottitene .(inc.). ma sai con Alberto. va bene fottitene (.)».

D’altra parte, quale fosse l’effettivo interesse del Morisani nel corso della conversazione intercettata emergeva chiaramente nel momento in cui i due interlocutori facevano chiaro riferimento alla spartizione dell’elettorato del rione Condera, accostando al sostegno elettorale che Santo Crucitti avrebbe dovuto fornire al Morisani l’individuazione del bacino elettorale degli altri esponenti politici.

Tuttavia, nonostante le difficoltà che in quel momento attraversava il capo cosca Santo Crucitti, era Romeo a garantire al Morisani il sostegno politico del gruppo d’appartenenza: «(.) .dobbiamo andare avanti noi Pasquale (.)». Quindi replicando al Morisani che chiedeva: «(.) Ma con Santo hai parlato, hai chiarito . (inc.) . vi siete chiariti? (.)», il Romeo asseriva: «(.) Ma lui aveva problemi (.)Si, si, lui dice si, si, ma Pasquale è scassato lui poveretto, lo sai com’è in questo periodo, una..una.un coso è, con Santo non ho problemi e poi.(.)».

«Evidenziati negli atti del processo “Pietrastorta” gli elementi attestanti il legame tra il Morisani, Santo Crucitti e altri soggetti a quest’ultimo legati – scrive il gip Santoro –, importanti conferme sono emerse nel corso delle indagini del presente procedimento, ove viene fugato ogni dubbio in ordine al sostegno elettorale fornito dalla consorteria a favore del candidato Pasquale Morisani nelle consultazioni amministrative del 2007.

Inequivocabili in tal senso sono le discussioni avvenute all’interno dell’ufficio in uso a Santo Crucitti a ridosso delle predette consultazioni, laddove emergeva l’impegno di quest’ultimo nel dirottare le preferenze elettorali di soggetti a lui vicini – quali, tra gli altri, Sergio Quattrone, Francesco Scaramozzino e Massimo Silva – a favore del succitato consigliere».

Estremamente significative erano le riflessioni del Morisani che rappresentava il clima delle consultazioni che si sarebbero svolte da lì a poco come: «Una convergenza di interessi da parte di diverse cosche. Ci si farà più nemici che amici».

L’imbarazzo

Forte imbarazzo ieri, a Palazzo San Giorgio, non appena si è diffusa la notizia dell’inchiesta che ha sfiorato, ancora una volta, Pasquale Morisani. Nel 2007 eletto consigliere comunale e oggi nominato assessore ai Lavori pubblici, secondo le indagini della Procura antimafia, l’avvocato Morisani avrebbe goduto dell’appoggio elettorale fornito dalla cosca Crucitti.

E questa notizia ha creato nuove fibrillazioni in un’Amministrazione comunale già provata da mille problemi di natura finanziaria. E adesso Morisani cosa farà? In quest’indagine l’assessore non è stato nemmeno indagato, tuttavia emerge uno spaccato poco edificante che può generare anche qualche retropensiero che Morisani potrebbe scacciare facendo un passo indietro. Molto cauto il sindaco Arena che si è riservato un paio di giorni prima di assumere qualsiasi decisione.

di Piero Gaeta

da gazzettadelsud.it

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