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Patenti facili, ecco il ruolo dei catanzaresi – I pm: «La Motorizzazione un ufficio piegato al perseguimento programmatico e continuato di fini illeciti»

CATANZARO – Spesso stranieri e senza conoscere neppure l’italiano, arrivavano da tutt’Italia solo per prendere la patente: qui tutto sarebbe stato più facile, magari oliando gli ingranaggi giusti. Dal pentolone scoperchiato dalla Procura di Lamezia Terme saltano fuori patenti comprate, esami truccati e documenti falsi. Ieri, dopo mesi e mesi d’indagini, sono state eseguite le ordinanze di custodia cautelare disposte dal gip della città della Piana. Indaga Lamezia ma il perno dell’inchiesta è la Motorizzazione civile di Catanzaro, considerata il “regno” di Gaspare Pastore.

Nomi noti, quelli coinvolti nell’indagine. Anche e soprattutto a Catanzaro. Pastore, lametino di 61 anni, ha diretto per anni l’ufficio oggi ubicato in località Barone. Gaetano De Salvo, nato a Messina 51 anni fa, attuale dirigente facente funzioni, è anche presidente della settima Circoscrizione del Lions Club.

Con loro è finito agli arresti domiciliari l’ingegnere Roberto Arcadia, 46 anni, di Catanzaro, funzionario della Motorizzazione civile salito agli onori della cronaca nelle scorse settimane dopo la nomina a custode giudiziario della discarica di Alli, l’impianto finito sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Catanzaro sul presunto sversamento di percolato nel fiume attiguo e quindi nel mar Jonio.

Ancora, agli arresti nella propria abitazione è finito Carmelo Tripodi, 66 anni, funzionario della Motorizzazione. Obbligo di dimora nei comuni di residenza, invece, per i soci di un’autoscuola di Catanzaro (Andrea Cristini, Andrea Scalzo e Nicola Sola) e per il titolare di un’autoscuola di Soverato (Antonio Iozzo), ma soprattutto per Franco Laudadio, catanzarese di 62 anni, indagato nella qualità di impiegato della Motorizzazione, ma particolarmente noto per essere stato assessore regionale ai Trasporti e – con la vecchia amministrazione comunale – presidente della società partecipata “Ambiente & Servizi”.

Ai domiciliari è finito anche il presunto “faccendiere” del gruppo: si tratta di un pensionato che risponde al nome di Luigi Zullo, nato nel 1946 a Botricello. Lui pur «non avendo alcun ruolo nella Motorizzazione – scrive il pm lametino Domenico Galletta nella richiesta di ordinanza cautelare – reclutava candidati alle patenti facili e preconfezionava in accordo con l’ing. Arcadia relazioni tecniche false per il collaudo di veicoli a motore, allestiti o trasformati (si considerano allestiti tutti quei veicoli su cui è possibile effettuare modifiche strutturali quali ribaltabili, gru, sponde idrauliche, cisterne etc…, mentre si considerano trasformati quelli a cui viene modificata la destinazione d’uso, ndr)».

Le accuse a carico degli indagati sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, abuso d’ufficio, falso e truffa ai danni dello Stato.

Nello specifico, a Pastore si contesta di essersi accordato con le autoscuole (la maggior parte del lametino) per il rilascio di patenti in assenza dei presupposti di legge, tanto che in qualche caso sarebbero stati persino promossi candidati assenti all’esame teorico o pratico; ancora, Pastore avrebbe rilasciato nulla osta per lo svolgimento dei corsi o degli esami Adr (certificato di formazione professionale “Accord dangereuses par route”) in mancanza dei presupposti di legge.

Tripodi, da impiegato, avrebbe invece programmato – su presunta indicazione di Pastore – le sedute d’esame da destinare al rilascio delle patenti facili in modo da poterle presiedere personalmente o da farle presiedere dal dirigente o altri esaminatori compiacenti.

Da parte sua, Arcadia avrebbe rilasciato certificati di approvazione falsi per veicoli allestiti o trasformati, rilasciato – da esaminatore – patenti facili o Adr ritenuti falsi dalla Procura lametina. L’accusa legata al rilascio, da esaminatore, di patenti facili e di Adr falsi pesa anche su De Salvo. Lo stesso Laudadio, da impiegato, avrebbe accettato il ruolo di esaminatore «per le sedute da pilotare – scrive il pm – a beneficio dei candidati predestinati al conseguimento delle patenti facili».

Infine c’è il ruolo delle autoscuole: i quattro catanzaresi coinvolti avrebbero reclutato i candidati in difficoltà, alcuni dei quali di nazionalità cinese, «segnalandoli all’ufficio della Motorizzazione civile di Catanzaro per la predisposizione della seduta di esami di comodo».

«Un ufficio piegato al perseguimento programmatico e continuato di fini illeciti»: così il pm Galletta e il procuratore lametino Salvatore Vitello “dipingono” la Motorizzazione nella loro richiesta al gip. Dalle parti di Barone sarebbe stato architettato un marchingegno capace di dare “risultati assicurati”. Ognuno avrebbe saputo cosa, come e quando farlo.

Non a caso, la Procura definisce «insostituibile» il contributo di «tutti coloro che all’interno dei singoli uffici della Motorizzazione si sono offerti di piegare l’amministrazione al perseguimento di finalità illecite a beneficio di autoscuole che hanno visto così lievitare i loro affari».

Altrettanto «imprescindibile» sarebbe stato il ruolo dei titolari delle autoscuole «in accordo con i funzionari e gli impiegati della Motorizzazione». Avrebbero chiuso il cerchio «i faccendieri come Zullo».

Ovviamente, a carico degli indagati pesano al momento soltanto ipotesi d’accusa. Contro di loro non c’è alcun pronunciamento di colpevolezza, trovandoci ancora nella fase delle indagini preliminari.

Per tutti vale la presunzione d’innocenza: avranno modo di dimostrare la loro estraneità alle contestazioni già in sede di Tribunale del Riesame.

di (g.l.r.)

da gazzettadelsud.it

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