CATANZARO – Sono state depositate nel pomeriggio di ieri le prime decisioni del Tribunale del Riesame (Adalgisa Rinardo presidente, Sergio Natale e Ilaria Tarantino a latere) in merito a dodici posizioni delle altrettanti persone indagate nell’inchiesta della Procura di Lamezia Terme sul rilascio di “patenti facili”, sfociata nell’operazione “Isola felice” compiuta dalla polizia stradale su delega del sostituto procuratore Domenico Galletta.
I giudici hanno revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta a carico di Gaetano De Salvo, 51 anni, di messina, attuale direttore facente funzioni della Motorizzazione civile di Catanzaro, per il quale però è stata disposta la sola interdizione temporanea di due mesi dall’esercizio di un pubblico ufficio, non ravvisando a suo carico – così come era stato evidenziato dai suoi legali, gli avvocati Gianni Russano e Francesco Pullano – i gravi indizi di colpevolezza relativamente alla contestazione di associazione a delinquere che gli è stata mossa.
I giudici hanno anche annullato la misura cautelare dell’obbligo di dimora nei confronti di Andrea Scalzo, 32 anni, di Catanzaro; Nicola Sola, 45 anni, di Mormanno; Andrea Cristini, 21 anni, di Catanzaro; tutti titolari di una scuola guida e tutti difesi dall’avvocato Gregorio Viscomi. Nelle prossime ore dovrebbero essere depositate le decisioni anche per gli altri otto indagati per i quali i legali avevano discusso il 29 novembre l’appello.
Nei giorni scorsi i giudici del Tribunale del Riesame avevano valutato la posizione dell’ingegnere Roberto Arcadia, funzionario della motorizzazione civile di Catanzaro, difeso dall’avvocato Giancarlo Pittelli, decidendo per la scarcerazione dell’uomo ma con la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio e la conseguente interdizione temporanea dallo svolgimento delle attività lavorative.
In questo caso i giudici hanno annullato il provvedimento cautelare impugnato relativamente a quattro dei cinque capi d’accusa contestati all’ingegnere, mentre è stata confermata la gravità indiziaria solo per un capo.
Le accuse complessivamente contestate nell’inchiesta sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, all’abuso d’ufficio, al falso ed alla truffa ai danni dello Stato, in questo caso il ministero delle Infrastrutture e trasporti. In tutto le persone coinvolte nell’inchiesta sono 161.
Infatti, sono state in tutto 17 le persone arrestate e 144 quelle indagate in stato di libertà per diversi reati tutti mirati a fare avere le patenti facili truccando esami di guida, in cambio di mazzette fino a 3 mila euro. La Polizia Stradale ha inoltre effettuato, durante l’operazione, il sequestro preventivo di 66 patenti di guida, 50 certificati di formazione professionale Adr e 195 veicoli sottoposti a collaudo straordinario mediante la produzione di relazioni tecniche ritenute apocrife.
L’indagine, secondo le accuse, ha permesso di svelare un’organizzazione che con la complicità di funzionari della Motorizzazione civile e di alcune autoscuole di Lamezia Terme, Catanzaro, e di Praia a Mare, immettevano sulle strade patentati a rischio.
di Giuseppe Mercurio
1 commento
Davide 3 dicembre 2011 alle 16:15
TUTTI FUORI … CHE BELLO!!! EVVIVA L’ITALIA … ROBA DA VOMITO – ma la gente per restare in galera, che deve fare? e noi paghiamo! QUESTO E’ UN PAESE DI CORROTTI, un vero schifo VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!
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