SAN GIOVANNI IN FIORE (CS) – «Mio caro Pino, mio grande tesoro, buon compleanno! Venerdì 20 gennaio 2012 festeggi i tuoi 32 anni. Con la tua nascita, Dio ci ha voluto regalare la gioia più grande della vita». Così, la lettera di Immacolata Guzzo, la madre di Giuseppe (Pino) Loria, del quale non si hanno notizie dal 3 settembre 2005. Era sabato quel pomeriggio, e Pino aveva lavorato al rifacimento di una siepe a Serrisi, in Sila. Poi all’imbrunire con il camioncino della ditta aveva fatto ritorno a San Giovanni: scese dal mezzo all’incrocio del Dino’s e dalle 18:30 del giovanotto si sono perse le tracce. Anche se una prima tesi, mai confermata, racconta che l’operaio s’intrattenne con alcune persone che erano a bordo di una Fiat Punto di colore verde.
Ieri la lirica della signora Guzzo, tutta dedicata al suo Pino. Vorrebbe che del ragazzo ne parlassimo il 20, proprio in occasione del suo compleanno. Poi una pausa, perché la chiamano su un altro telefono e dopo c’informa che erano i redattori di “Chi l’ha visto?”, cui aveva trasmesso pure la lettera. Le confermano che stasera nel corso della trasmissione, leggeranno le sue emozioni, le sue speranze, la sua tenacia di madre.
Non è la prima volta che Immacolata Guzzo parla del suo Pino «un figlio buono, bravo, cresciuto con affetto e senza padre». Un operaio che aveva lavorato nei market e prim’ancora a Bologna, dove avrebbe voluto tornare, ma i fitti esosi nel capoluogo emiliano l’avevano fatto ritornare a San Giovanni.
Una vita normale quella di Pino Loria: salvo una sola macchia risalente ad anni prima dalla sua sparizione. Aveva avuto un piccolo precedente connesso al labirinto mondo degli stupefacenti, «ma n’era uscito ed era tutto finito; s’era ripreso alla grande e amava più di prima la vita, il lavoro, la sua famiglia, la sua casa», afferma la signora Guzzo. Che dal quel maledetto sabato aspetta un segnale, una telefonata, un messaggio. «Mi accontenterei solo di ascoltarlo. Sentire la sua voce e non smetterò mai di aspettare».
Quel giorno Pino con sé non aveva né portafogli né cellulare e indossava ancora gli indumenti di lavoro: un pantalone bianco e una camicia nera. Poi tante voci e altrettanti ipotesi: alcune lo davano a Crotone, dove la madre e la sorella riempirono la città di locandine con il volto di Pino; altre ancora lo segnalavano a Roma. Ma di certezze assolute neanche una.
Sfiancata, stanca, provata, Immacolata Guzzo è certa che Pino sia vivo e attende un segnale.
«Ogni anno che passa – continua la lettera – rimane come mio desiderio farti gli auguri per il tuo compleanno. Oggi tutti insieme avremmo voluto festeggiare questo giorno per noi così importante. Grande e immensa è la gioia che mi hai sempre dato con la tua presenza. Qualcosa di immensamente bello, com’è bella l’anima che hai dentro di te. Qualcosa di grande valore, come la generosità che hai sempre avuto nel cuore. Qualcosa di eterno, come l’amore infinito che ci ha sempre uniti. Se mi fosse concesso di esprimere un desiderio, chiederei che in ogni giorno, in ogni luogo e in qualunque situazione, non venga mai a mancarti il coraggio e la forza per superare ogni avversità, come hai sempre fatto!».
di Mario Morrone
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