mer, 19 giugno 2013 | Fai il Login o Registrati!

torna alla home di Calabria Notizie

Utenti online: 17 ospiti, 5 bot

Un giorno da vivere senza mafia

LAMEZIA TERME – Un giorno che non c’è. Che invece vorresti ci fosse. Non ogni quattro anni come il 29 febbraio. Ma sempre. Un giorno senza ‘ndrangheta. A Lamezia Terme, in uno dei quartieri a più alta densità criminale d’Italia, Capizzaglie, oggi cercano di realizzarlo questo giorno. Ventiquattro ore senza malavita, provando a sradicare la malapianta di un’intera regione. Perché in Calabria la ‘ndrangheta la senti, la tocchi, l’odori, ovunque. «Ogni giorno ti passa davanti», dicono gli organizzatori- al bar, al supermercato, nelle buche delle strade, nei saluti “rispettosi”. La ‘ndrangheta è nella politica (persino ai vertici regionali, come sostiene il colonnello dei Ros Valerio Giardina), controlla intere amministrazioni calabresi e non (Bordighera e Ventimiglia, tra gli ultimi casi), «grandi opere» e «grandi eventi» (il Tav della Valsusa, l’Expo di Milano). E Lamezia subisce maledettamente questa illegalità diffusa. [ » ]

La Scuola di magistratura torna a Benevento – Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dalle istituzioni sannite. Partita chiusa definitivamente: la sentenza non è appellabile – Amaro il commento di Scalzo: la Provincia spieghi l’errore commesso. Rizza: serva da monito alla politica

CATANZARO – Alla fine l’ha spuntata Benevento. E con sentenza definitiva: la Scuola di magistratura per il Sud Italia trova “casa” nella città sannita. La decisione del Consiglio di Stato non è appellabile. Dà ragione alla Provincia di Benevento ma è destinata a lasciare a tutti l’amaro in bocca: a Catanzaro perché ha perso su tutti i fronti, a Benevento perché gli stessi appellanti avrebbero preferito una sentenza che entrasse nel merito delle questioni senza limitarsi ad un aspetto formale – seppur giuridicamente rilevante – della controversia. Ma tant’è: le sentenze vanno attuate. E così dovrà farsi per la Scuola di magistratura, che dunque – salvo eventuali e salomonici escamotage politici – viene localizzata definitivamente a Benevento. [ » ]

L’allarme della Cancellieri: “La ‘ndrangheta interlocutore delle istituzioni nel nord Italia”, per il ministro dell’Interno si deve iniziare a parlare di ‘questione settentrionale’ – Nel nord sono stati sequestrati 5.974 beni. Tra questi quasi 3.000 riguardano la Lombardia, regione dove si registra una vera colonizzazione da parte delle cosche

E’ giunto il momento di parlare di mafia e “questione settentrionale” per il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, oggi in audizione a palazzo San Macuto davanti alla commissione parlamentare Antimafia. Per il ministro, infatti, la penetrazione delle cosche nel nord Italia è sempre più incisiva: “Recenti analisi investigative guardano con preoccupazione all’affermarsi, anche oltre i confini del Mezzogiorno, di atteggiamenti omertosi – ha segnalato la Cancellieri – che sembrano replicare stili comportamentali tipici di scenari a “legalità debole’”. E le dichiarazioni del ministro dell’Interno arrivano a solo un giorno distanza [ » ]

Porgi l’altra guancia. Pure in caso di stupro – L’amaro racconto di un padre che si sente abbandonato da tutti dopo aver denunciato le presunte violenze sessuali subite dalla figlioletta – La vicenda maturata in una comunità religiosa è sfociata in un processo. «Anche la Chiesa ci ha emarginato»

CATANZARO – Come si riesce a trovare la serenità d’animo e la lucidità interiore quando si scopre che due dei propri figli hanno subìto violenza sessuale da parte di un caro amico e quando, oltre alla disperazione e alla confusione, si aggiunge anche la batosta di ricevere tante porte chiuse in faccia proprio da parte di chi non ci si aspetta? Il capofamiglia e sua moglie ci accolgono nella loro casa. Ci sediamo in cucina. Sul tavolo c’è tutto l’occorrente per la preparazione di una parmigiana che la famiglia mangerà quando usciranno i bambini da scuola. [ » ]

Il coraggio di ribellarsi alle estorsioni – Domani al Bistrot dell’Acquario il volume scritto dal determinato imprenditore Tiberio Bentivoglio – L’incontro alle 17,30 con l’autore è organizzato dall’associazione Libera

COSENZA – Il coraggio di denunciare. Di rimanere libero in una terra in cui tutti scelgono spesso di rimanere schiavi. Una terra in cui la ‘ndrangheta impone il “pizzo” a pistolettate e punisce con la morte chi alza la testa. Tiberio Bentivoglio è un uomo con la schiena dritta, pieno di dignità, orgogliosamente calabrese, che ha scelto di non piegarsi, mettendo in gioco la sua vita e il futuro della famiglia. Tiberio Bentivoglio non è un cittadino qualsiasi: è un abitante di questo Stato che s’è lanciato lungo un percorso difficile ma esemplare. Il percorso del riscatto che non consente scorciatoie e accomodamenti. [ » ]

Crimine, il ruolo dei De Stefano e dei Piromalli – Il processo corre verso la sentenza di primo grado. Depositata nei giorni scorsi una memoria della Procura che replica ai dubbi sollevati dagli avvocati – Secondo i magistrati «queste due famiglie fanno parte dell’organizzazione unitaria chiamata ‘ndrangheta»

REGGIO CALABRIA – Il ponderoso processo “Crimine” è ormai alle battute conclusive. Oltre cento imputati alla sbarra e soprattutto il teorema della Dda, da dimostrare con solide prove, che la ‘ndrangheta è un’organizzazione unitaria e non un’accozzaglia di cosche primitive, sono i pilastri su cui si regge questo processo che, per certi versi, costituirà comunque una pietra miliare nella storia della lotta alla ‘ndrangheta. Nei giorni scorsi, la Procura antimafia ha depositato una corposa memoria di replica alle arringhe e ai dubbi sollevati dagli avvocati nel corso dei loro interventi [ » ]

Inquinamento, sequestrati 13 cantieri – Vasta operazione degli agenti del Corpo Forestale dello Stato in esecuzione di provvedimenti emessi su richiesta dei procuratori Granieri e Airoma – Rifiuti di produzione scaricati nei corsi d’acqua: denunciati gli imprenditori. Ordinanze del gip Branda

COSENZA – La salvaguardia del patrimonio naturale. Un obiettivo primario che la procura cittadina s’è posto dopo i preoccupanti dati d’inquinamento rilevati negli ultimi due anni. Dati riferiti ai principali corsi d’acqua così come ai mari Jonio e Tirreno. I fiumi portano a valle quanto illegittimamente scaricato da aziende e piccoli gruppi industriali. Così la balneazione diventa in periodo estivo un serio problema, mentre i torrenti stanno lentamente perdendo il loro patrimonio ittico. Decine le denunce di cittadini e associazioni ambientaliste finite, in questi mesi, sul tavolo del procuratore capo, Dario Granieri, e dell’aggiunto Domenico Airoma. [ » ]

“Affari di famiglia”: Reggio, il gip conferma 4 arresti su 5 – L’inchiesta della Dda sul tentativo d’estorsione relativo ai lavori d’ammodernamento della Statale 106 ha retto al vaglio del gip – Torna subito in libertà l’imprenditore Domenico Musolino. La “tariffa” pretesa era del 4 per cento

REGGIO CALABRIA – L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia reggina “Affari di famiglia” – che ha portato al fermo di cinque presunti affiliati alle cosche di ‘ndrangheta dei Ficara-Latella e degli Iamonte per una tentata estorsione ai danni di un’azienda di Catania, la Cogip, impegnata nei lavori di ammodernamento della strada statale 106 – ha retto al primo esame fatto dal giudice per le indagini preliminari. Dopo averli interrogati sabato pomeriggio, ieri mattina il gip Tommasina Cotroneo ha confermato gli arresti di Salvatore Minniti, Filippo Fontana, Giovanni Gullì e Luigi Musolino. [ » ]

“Dopo Duisbrug lo Stato trattò con la ‘ndrangheta per far cessare la faida di S.Luca”, lo racconta il pentito Luigi Bonaventura – “Nel 2008 l’accordo fu rotto perché lo Stato non aveva rispettato i termini” – In questo momento ci si trova davanti a un nuovo assetto della mafia calabrese che sempre più stringe alleanze con Cosa nostra

Dopo la strage di Duisburg, avvenuta il 15 agosto del 2007, s’avviò una sorta di trattativa tra alcuni apparati dello Stato deviati e membri della ‘ndrangheta. L’obiettivo? Far cessare una guerra di mafia che, oltrepassando i confini nazionali, metteva in pericolo l’immagine del paese. Lo sostiene il pentito Luigi Bonaventura, che sta collaborando col Pubblico ministero di Catanzaro Pierpaolo Bruni e il Pm Rosanna Venditti di Campobasso. L’ex boss dice poi dell’altro: quella trattativa s’è bruscamente interrotta nel 2008, perché gli accordi presi non sarebbero stati rispettati. [ » ]

‘Ndrangheta, pizzo doppio per i lavori stradali: imprenditore fa arrestare i presunti estorsori – Le ‘ndrine di Reggio e di Melito Porto Salvo pretendevano il 4 per cento ciascuna sull’importo dell’appalto della statale ionica 106. Ma il catanese Mimmo Costanzo si è rifiutato e ha denunciato ai carabinieri: “Bisogna capire che oggi pagare il pizzo non conviene”

Per l’appalto di ammodernamento di una strada statale calabrese gli avevano chiesto un pizzo doppio: il 4 per cento a testa per le ‘ndrine di Reggio Calabria e per quelle di Melito Porto Salvo, ovvero le due città in cui era compreso il tratto in cui dovevano svolgersi i lavori della sua azienda. Ma Mimmo Costanzo, imprenditore edile originario di Catania, ha seccamente rifiutato la “proposta di messa apposto” della ‘ndrangheta ed è subito andato a denunciare i suoi estortori ai carabinieri. [ » ]