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Sigilli al tesoro del clan Longo – Beni per un valore di 10 milioni sequestrati a tre persone ritenute organiche al sodalizio criminale – Interessati dal provvedimento società, terreni, numerose costruzioni e automezzi

POLISTENA (RC) – Società, aziende, terreni e costruzioni. Continuando sul percorso dell’aggressione ai patrimoni di provenienza illecita, la Polizia ha apposto i sigilli a beni del valore di 10 milioni di euro riconducibili a tre presunti componenti della cosca Longo di Polistena. Il sequestro è stato disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale su richiesta del questore Carmelo Casabona. Ed è stato proprio Casabona a fornire i particolari dell’operazione in conferenza stampa, insieme con Pierfranco Amati, dirigente del Commissariato di Polistena, Marina D’Anna ed Enrico Palermo, rispettivamente dirigente e vice dell’Anticrimine.

Il provvedimento ha interessato beni appartenenti o riconducibili a Vincenzo Longo, 49 anni, Giovanni Longo, 46 anni e Francesco Longo, 44 anni, tutti residenti a Polistena. I tre erano stati arrestati il 15 marzo dello scorso anno, insieme con altre 32 persone, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione “Scacco Matto” con l’accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata a commettere altri reati.

L’operazione, condotta dalla squadra mobile della Questura e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia reggina, aveva consentito di disarticolare una cosca dedita prevalentemente ad attività estorsive e a infiltrarsi negli appalti pubblici. L’organizzazione imponeva a tappeto il pagamento del “pizzo”. Uno dei settori più rilevanti nel quale l’associazione criminale realizzava la propria supremazia mafiosa era rappresentato dal campo dell’edilizia e delle costruzioni pubbliche che private.

Un caso emblematico era stato registrato in occasione dell’appalto relativo al polo scolastico “Renda” di Polistena. Nell’esecuzione dei lavori, secondo l’accusa, i rappresentanti della ditta appaltatrice avevano realizzato un perfetto connubio affaristico-mafioso con la cosca, affidando forniture e servizi alle ditte nella titolarità e disponibilità dei Longo, assumendo tra le maestranze parenti e soggetti vicini agli accoliti della consorteria.

Nell’elenco dei beni sottoposti a sequestro ci sono sei terreni, due villette, sedici appartamenti, un’unità immobiliare di cinque alloggi, altri due immobili. Il provvedimento riguarda anche la srl “Arcoverde costruzioni” con sede a Bologna, una ditta di commercio all’ingrosso, una seconda ditta, “Miss fashion” del settore abbigliamento e calzature, una società in accomandita, nove automezzi, 4 polizze assicurative.

Nel corso della conferenza stampa il questore Casabona ha evidenziato «l’importanza dell’attività di aggressione ai patrimoni unita agli arresti. Sappiamo che la criminalità organizzata calabrese mira principalmente ad arricchirsi. Per questo il nostro impegno si svolge su due fronti: l’attività investigativa che porta agli arresti e il sequestro di beni».

di Paolo Toscano

da Gazzetta del sud

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