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L’agguato a Scrugli forse il segnale di nuovi equilibri criminali – Non sono pochi i conti rimasti in sospeso nell’ambito della mala. Migliorano le condizioni del 42enne ferito davanti casa

VIBO VALENTIA – Sul posto dell’agguato non è stata lasciata alcuna traccia e, tantomeno, nessuno sembra abbia visto nulla. Per terra solo qualche macchia di sangue. Nessun bossolo, nessuna cartuccia e tantomeno segni di arma da fuoco. Gli investigatori stanno cercando di risalire al tipo di pistola utilizzata per il tentato omicidio di Francesco Scrugli, 42 anni, di Vibo Valentia, solo attraverso la ferita che lo stesso ha riportato. Il proiettile l’ha colpito di striscio sulla fascia muscolare del collo.

Una fortuna perché se fosse stato centrato qualche centimetro più in alto allora per Scrugli non ci sarebbe stato nulla da fare. In ogni caso il 42enne è caduto per terra davanti la sua abitazione, o si è volutamente accasciato (questo è ancora da verificare) nel tentativo di schivare gli altri colpi sparati da una distanza presumibilmente ravvicinata. Si tratta di elementi piuttosto scarni non solo per capire quale tipo di arma sia stata utilizzata per cercare di eliminare Scrugli, ma anche per tentare di indirizzare le indagini su una pista ben precisa.

Quello che è certo, per il momento, è che i protagonisti dell’agguato entrati in azione sabato pomeriggio a Vibo volevano uccidere. Per quale motivo non sarà semplice agli investigatori poterlo accertare anche perché Scrugli, secondo quanto ritengono gli stessi investigatori, rappresenterebbe uno degli elementi emergenti nel mondo della criminalità Vibonese.

In ogni caso le sue condizioni di salute non destano alcuna preoccupazione. I medici dell’ospedale Jazzolino, dove Scrugli è ricoverato da sabato pomeriggio nel reparto di chirurgia, hanno assicurato che lo stesso potrebbe essere dimesso a breve. Gli agenti della Mobile, che operano sotto la guida del dirigente Antonio Turi, mantengono il massimo riserbo sulle indagini.

Ma nello stesso tempo si intuisce che lavorano con una certa apprensione. E non solo perché l’agguato è avvenuto in via S. Alone, a qualche centinaio di metri dalla Questura, ma soprattutto per cercare di fare piena luce su quanto avvenuto. E in questo contesto si scava nel passato di Scrugli, si mettono a fuoco tutte le vicende giudiziarie che in passato l’hanno coinvolto, anche se quasi sempre ne è uscito indenne.

L’ultima volta è stato al centro di un’operazione, insieme ad Andrea Mantella (ritenuto un pezzo da novanta nell’ambito della criminalità organizzata) per una presunta estorsione ai danni di un autosalone del capoluogo. Ma il Tribunale del riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare e Scrugli è potuto tornare libero.

Identica cosa è accaduta negli anni passati quando coinvolto nell’omicidio di Raffaele Cracolici, ucciso in un agguato alla periferia di Pizzo, la difesa di Scrugli è riuscita a dimostrare l’estraneità ai fatti del suo assistito. Attualmente Scrugli è un soggetto totalmente libero. La Corte d’Appello di Catanzaro nel febbraio del 2011 gli aveva revocato pure la sorveglianza speciale per «difetto di pericolosità sociale».

Ma l’agguato di sabato rappresenta qualcosa di inquietante per le forze di polizia. A distanza di tempo riemergono alcune segnalazioni effettuate dalle stesse forze dell’ordine in base alle quali personaggi delle Serre vibonesi sarebbero state trovate in possesso di alcune foto giganti di pregiudicati vibonesi. Circostanze che non vengono confermate da nessuno ma che potrebbero rappresentare dei segnali importanti, tali da non escludere nell’immediato futuro una vera e propria guerra di mafia.

Non sono pochi i fatti di sangue rimasti aperti ed in sospesi nel mondo della criminalità vibonese. Senza andare troppo lontano nel tempo basta soffermarsi sulla violenza esplosa a fine estate nella vallata del Mesima, crocevia di un territorio ad alta densità mafiosa: Piscopio-Stefanaconi-Sant’Onofrio.

Il 16 settembre 2011 è stato ucciso Michele Mario Fiorillo. Un anziano senza precedenti penali. L’omicidio, apparentemente, sarebbe avvenuto per una vicenda di pascolo abusivo. Il giorno del suo funerale, mentre a Piscopio un’intera comunità dava l’estremo saluto a Fiorillo, nella vallata del Mesima si tornava a sparare. Questa volta a cadere sotto i colpi di una pistola e un fucile mitragliatore è stato Fortunato Patania, ritenuto dagli inquirenti uno degli uomini più in vista di Stefanaconi.

Vicende rimaste insolute, come insoluti sono altri omicidi, casi di lupara bianca, danneggiamenti plateali e denunce per estorsioni. Segno evidente che il contrasto alla criminalità mafiosa nel Vibonese da tempo ormai non produce i risultati del passato.

di Nicola Lopreiato

da Gazzetta del Sud

3 commenti

  1. Davide 22 marzo 2012 alle 13:57

    Io non mi sbaglio quasi mai … mi dispiace per Cicco!
    Condoglianze alla famiglia Scrugli:-(

  2. Davide 21 febbraio 2012 alle 14:35

    Agguato “fallito” a Giuseppe Matina … Omicidio Fortunato Patania, agguato “fallito” a Ciccio Scrugli, omicidio Giuseppe Matina … quante coincidenze :-) e non finisce qui!

  3. Davide 13 febbraio 2012 alle 14:17

    Io l’avevo dichiarato in tempi meno sospetti che Ciccio Scrugli e Mantella avevano molte ambizioni, che non sia lo stesso Mantella che vuole togliere di mezzo lo Scrugli per qualche sgarro??!! … “amara quella pecora che deve dare la pelle a un lupo” … :-( il mio appello a Ciccio: Caro Ciccio se ti hanno segnato, sei fottuto … prima o poi ti faranno la pelle, vattene da Vibo siant’ ammè :-( anche tu hai fatto i tuoi danni … questo è il conto da pagare … tutti i nodi vengono al pettine!!! I DEBITI SI PAGANO E I PECCATI SI PIANGONO :-( Buona fortuna :-O

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