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Operazione Polposta, finanziamenti fasulli e intrecci perversi – Dall’ottenimento di prestiti alla compravendita di merci, passando per il reclutamento di soggetti in difficoltà. Era tutto un bluff – I vari ruoli dell’organizzazione delineati nell’indagine. Il gip: «La vicenda è estremamente complessa»

REGGIO CALABRIA – Un intreccio perverso di conti e intestazioni di carte e titoli di credito. Unito a fittizie dichiarazioni di residenza e assunzioni altrettanto fasulle. Tanto che in uno stralcio dell’ordinanza di applicazione di misure cautelari, lo stesso giudice Daniela Oliva sintetizza un episodio che in modo inequivoco delinea tutta l’operazione. E scrive: «La vicenda è estremamente intricata nel suo sviluppo e dimostrativa della stabile e fitta ragnatela di collegamenti tra gli associati». Una ragnatela ad incastro con fitte reti tra famiglie e con un uomo Paolo Malara vero e proprio “soccorritore degli afflitti”, di coloro cioè che non potevano sottoscrivere e richiedere finanziamenti, e che poi misteriosamente spariva nel nulla.

La sua ombra nel procedimento che ha portato all’emissione delle misure cautelari è costante. Il tutto passando dal corso Garibaldi, sul quale c’è la sede della banca Carime. A “spadroneggiare” c’è la famiglia Sergi che viene definita «assolutamente centrale» nella complessa ricostruzione della vicenda processuale.

Le pratiche di finanziamento passavano, i documenti sembravano regolari (ma non lo erano) e i soldi arrivavano. A fiumi. Il meccanismo era collaudato alla perfezione. I conti accessi soddisfacevano ogni volta le singole richieste economiche: da poche centinaia di euro a quasi 80.000. I conti poi venivano collocati in sofferenza, il tutto con danni ingenti per gli istituti di credito.

Ma tutto era seguito passo passo dalla polizia che puntualmente, sulla base delle intercettazioni telefoniche sull’utenza del Malara, riusciva poi a evidenziare che: «le buste paga, attestante lo svolgimento di attività lavorative presso aziende, venivano smentite a seguito del riscontro con le banche dati dell’Inps».

Undici in tutto gli episodi degni di nota relativi all’accensione di finanziamenti su carte fasulle per un danno ammontante a oltre 100 mila euro e che hanno portato anche all’attivazione di conti presso la banca Unicredit e il Banco di Napoli-San Paolo.

Ma i finanziamenti fasulli non erano l’unica specialità del gruppo. Ci sarebbero anche le compravendite di merci in tutto il territorio reggino tramite assegni privi di copertura ottenuti accendendo conti correnti con documentazione falsa. Tutta la merce, poi, veniva rivenduta ad un prezzo inferiore ad altri personaggi compiacenti che le ricettavano.

Qui la figura maggiormente ricorrente è quella di francesco Sergi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, lui si attivava presso le ditte per l’acquisto di svariata merce, poi sorgevano i problemi nei pagamenti e i continui rinvii.

La lunga lista delle ditte finite nelle mire dell’organizzazione contempla diverse realtà produttive site in città e nel territorio provinciale.

Non si esponeva sempre in prima persona ma in alcune occasioni mandava altre persone a contrattare per gli acquisti sotto precise direttive tecniche e: «mai parlare di contanti».

In alcuni casi, però, gli affari non sono andati per il verso giusto perchè l’analisi intrecciata dei rapporti creditizi ha fatto fallire la cessione del materiale dietro la (presunta) promessa di pagamento. Come nel caso dell’acquisto di materiale termoidraulico presso la ditta “Miele M.as” pe run importo di 42 mila euro.

Qui Sergi era sicuro che avrebbe avuto la merce che poi doveva essere girata ad un altro acquirente. Ma prima dei problemi al porto che hanno rinviato la consegna della merce di un paio di giorni e poi i successivi controlli della stessa ditta venditrice nei confronti dell’azienda “Edil Costruzioni” fecero fallire l’affare. Quelle credenziali erano inattendibili.

Ma le cose non andarono sempre così, le accurate indagini della polizia postale hanno ricostruito nel dettaglio altri molteplici episodi di truffa consumata. Tutte differenti ma con unica regia.

di Alfonso Naso

da gazzettadelsud.it

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