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La drammatica storia dell’imprenditore Gaetano Caminiti nel mirino delle cosche perché non si è mai voluto piegare – Agguati, incendi, pallottole, attentati Vivere col terrore della condanna a morte – Nel rogo della sala giochi di Pellaro stava perdendo un figlio, nel 2011 è scampato a un tentativo d’omicidio

REGGIO CALABRIA – «Mio figlio già se n’era andato. Eravamo riusciti a trascinarlo via dal fuoco, era riverso sul marciapiede, gli occhi d’improvviso girati tutti all’indietro. E dalla bocca gli usciva una bava bianca: i massaggi cardiaci e la respirazione bocca a bocca non servivano più. Allora ho preso una bomboletta che teneva in mano un vigile del fuoco (l’unico rimasto accanto a me: gliene saro riconoscente sempre) e gli ho battuto forte sul petto: così ha ricominciato a respirare. Mentre avveniva tutto questo, la gente non ha mosso un dito: è rimasta impassibile a godersi lo spettacolo». [ » ]

Le mani delle ‘ndrine sulla Salerno–Reggio Calabria – L’indagine “Alba di Scilla” coordinata dalla Dda di Reggio Calabria – Dodici arrestati nell’operazione che ha colpito la cosca “Nasone – Gaietti”

REGGIO CALABRIA – La “strategia della tensione” messa in campo dai boss continua senza sosta. Incendi, danneggiamenti e altri avvertimenti alle imprese che realizzano in Calabria i lavori per la Salerno-Reggio Calabria non si fermano. E si spingono sino ad imporre la manodopera. E’ la ‘ndrangheta a fare cassa su lavori pubblici e a controllare il territorio. Stavolta nel mirino dei clan, le ditte che stanno realizzando l’ammodernamento della SS 18 in prossimità del comune di Scilla, il 6° macrolotto dell’A3 Salerno-Reggio Calabria, l’opera che sembra assomigliare al buco nero degli appalti pubblici in Italia. Questa volta, la cosca al centro dell’indagine “Alba di Scilla” realizzata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, su provvedimento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, è la “Nasone–Gaietti” accusata di associazione di tipo mafioso ed estorsione. [ » ]

Processo Meta, il volto nuovo della ‘ndrangheta reggina – Nelle motivazioni del troncone celebrato in abbreviato l’evoluzione delle cosche che dominano la scena criminale in riva allo Stretto – La precarietà negli equilibri del “locale” di San Giovannello alla base dell’omicidio del boss Audino

REGGIO CALABRIA – Il nuovo volto della ‘ndrangheta reggina. Una descrizione dettagliata dell’organizzazione delle cosche in riva allo Stretto improntata all’evoluzione delle tradizionali “famiglie” egemoni in città e nell’immediato hinterland. Una realtà criminale fotografata nelle motivazioni della sentenza “Meta”, relativa al troncone celebrato in abbreviato e concluso il 29 novembre dello scorso anno quando il gup Adriana Trapani aveva convalidato il castello accusatorio costruito dalla Procura antimafia, rappresentata dal sostituto Giuseppe Lombardo, e aveva inflitto diciassette condanne a complessivi 138 anni e 4 mesi di carcere. [ » ]

Un segnale di forza: i testimoni di giustizia resteranno protetti nei luoghi di origine – L’annuncio del viceprefetto Mariani: lo Stato già lavora per questo- Un mito infranto dai fatti è quello dell’invincibilità d’una mafia in realtà non monolitica né onorata

CROTONE – “Fragili dentro. La ndrangheta, i testimoni e i collaboratori di giustizia”. L’iniziativa organizzata presso la sala Sant’Agostino dal Leoclub di Crotone e dai coordinamenti di Libera di Cosenza e Crotone ha scelto di analizzare le tante fragilità, il complicato percorso di chi decide, per una ragione o per l’altra, di fornire il proprio aiuto alla giustizia, come testimone o come collaboratore. In un incontro che ha rappresentato anche la giornata conclusiva del progetto “Leo citizens 2.0″, realizzato con alcune classi dell’istituto Pertini e del liceo classico Pitagora. [ » ]

Il tour della legalità domani fa tappa in riva allo Stretto nel nome di Melissa – Incontro al Consiglio regionale della carovana antimafia – L’iniziativa di Libera, Archi, Avviso pubblico con l’adesione dei sindacati giunge alla sua XV edizione

REGGIO CALABRIA – Reggio si prepara ad accogliere domani il passaggio della “Carovana internazionale antimafie”, giunta alla sua XV edizione e dedicata al ricordo di Melissa Bassi, la ragazza brindisina recentemente scomparsa. Un tour della legalità, che compie diciotto anni, promosso da Arci, Libera e Avviso pubblico, con l’adesione di Cgil, Cisl e Uil. Oltre cento le tappe di un percorso iniziato lo scorso 11 aprile a Roma e che si concluderà lo stesso giorno di ottobre in Sicilia; dopo aver attraversato tutte le regioni italiane e toccato Paesi come la Francia (Nizza, Tolone, Marsiglia, Bastia, Parigi) e l’Africa settentrionale (Tunisi). [ » ]

In un anno solo 15 denunce per estorsione – Il prefetto Vincenzo Panico all’incontro organizzato dalla Carovana antimafie ha esortato la società civile a fare di più contro il racket e il fenomeno dell’usura – La testimonianza dei sindaci di Isola Capo Rizzuto e Cutro e dei rappresentanti delle associazioni

CROTONE – Alle possibili vie da percorrere per contrastare i fenomeni del racket e dell’usura è stato dedicato il dibattito organizzato in occasione del passaggio della “Carovana antimafie” che, ieri pomeriggio, ha fatto tappa in città. Anche nella sua quindicesima edizione, l’iniziativa itinerante contro le mafie promossa da Arci, Libera, Avviso pubblico e il contributo di Cgil, Cisl e Uil, ha voluto essere presente nel capoluogo ionico. È la terza volta da quando il primo tour di sensibilizzazione ebbe inizio nel 1994. L’ultima visita in città della Carovana antimafie era avvenuta nel maggio 2011 a Parco Pignera. [ » ]

Inchiesta “Acqua sporca”, convalidato il sequestro dell’invaso Alaco – Il provvedimento del gip riguarda anche 57 apparati idrici molti dei quali nel Vibonese e altri in provincia di Catanzaro – Regge l’attività investigativa svolta dalla Procura con l’ausilio del Nas e del Corpo forestale dello Stato

VIBO VALENTIA – Convalidato dal giudice per le indagini preliminari, Gabriella Lupoli, il decreto di sequestro preventivo dell’invaso dell’Alaco e di ben 57 apparati idrici, disposto il 15 maggio scorso dal pm Michele Sirgiovanni nell’ambito dell’inchiesta “Acqua Sporca”. Regge dunque al vaglio del giudice terzo il lavoro investigativo della Procura, supportata nelle indagini dai carabinieri del Nas di Catanzaro e dagli uomini del Corpo forestale dello Stato con sede a Mongiana. [ » ]

Trema la terra, paura nella notte degl’insonni – Terrore nel grande comprensorio del Pollino per un sisma con epicentro a Morano e energia pari a una magnitudo locale di 4.3 – Danni alla chiesa della Maddalena. Panico alle Elementari dopo l’irruzione dei genitori degli alunni

CASTROVILLARI (CS) – La notte degl’insonni nel grande comprensorio del Pollino è cominciata alle 3.06. A quell’ora dormivano quasi tutti e quasi tutti sono stati svegliati da quel brontolio improvviso partito dalle viscere della terra. Uno scuotimento che è risalito velocemente facendo vibrare i palazzi, dondolare i letti, muovendo gli oggetti. Tanta gente ha riempito le strade, molte persone dai nervi provati hanno scelto di trascorrere la notte in auto, altre sono rientrate in casa dopo un paio d’ore d’attesa. [ » ]

Lasciato senza scorta, Pino Masciari scompare. Dopo 36 ore il ritorno – L’imprenditore edile calabrese ha sempre denunciato elementi di spicco della ‘ndrangheta. Per questo si era pensato a un sequestro. Il sito però da la notizia del suo rientro. Sentendo la moglie aveva detto: “Non mi piace quel che sta accadendo, c’è un vuoto”

“Pino è tornato, finalmente! Ci teniamo a dare la notizia così da tranquillizzare tutti coloro, e sono tantissimi, che hanno chiesto notizie in questi due terribili giorni. Ringraziamo tutti coloro che sono stati vicini a Pino ed alla sua famiglia, e rimandiamo alla giornata di domani il comunicato stampa attraverso il quale Pino spiegherà l’accaduto”. Firmato: “Gli Amici di Pino Masciari”. Così, il sito dell’associazione dà la notizia del ritorno a casa dell’imprenditore minacciato dalla ‘ndrangheta che, lasciato senza scorta, era scomparso nel nulla. [ » ]

Soppressione del Tribunale di Lamezia Terme – La lettera di una cittadina indignata: “Con la chiusura del Tribunale lo Stato delegittima se stesso”

LAMEZIA TERME – Il Tribunale della mia città, Lamezia Terme, terza città della Calabria, ma anche città di mafia che per ben due volte nella sua storia recente ha subito lo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazione di mafia, città di omicidi perpetrati in pieno giorno, di bombe, di estorsioni, di pallottole anonime di minacce di morte ai preti che osano sfidare la cultura dl silenzio e della paura CHIUDE. Chiude come se fosse una qualsiasi bottega in nome della spending review, una parola tanto in uso oggi, ma che poco a che fare con i valori dello Stato, della giustizia e della legalità che non possono avere un prezzo in euro. [ » ]