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Cancellieri non scioglie Crotone – No del ministro all’azzeramento della provincia. Nonostante le inchieste.

CROTONE – Non se l’è sentita di contraddire un suo ex collega. E ha chiuso un occhio. Alla ministra Anna Maria Cancellieri, per tanti anni prefetto di Bologna, è mancato il coraggio. O forse ha fatto due conti e ha deciso di soprassedere. Troppo delicati gli equilibri di governo. E la Calabria è ormai una regione chiave nel disastrato Pdl. Nell’ultimo feudo di un partito in disarmo, crescono giorno dopo giorno le quotazioni di Peppe Scopelliti a cui, si dice, Berlusconi starebbe per dare ampio mandato quale plenipotenziario per il Mezzogiorno.

Va da sé che lo scioglimento per ‘ndrangheta di una provincia, quella di Crotone, retta dal suo braccio destro, Stano Zurlo, sarebbe stata un’onta difficile da digerire. Per cui «vista la relazione in data 16 marzo 2012 con la quale il prefetto di Crotone ha ritenuto che non sussistono i presupposti per avviare la procedura di scioglimento dell’amministrazione provinciale di Crotone, il procedimento avviato nei confronti del suddetto ente si ritiene concluso».

Dunque, niente scioglimento. Così ha sentenziato la ministra in accordo con quanto relazionato dal prefetto, Vincenzo Panico. Lo stesso che, però, 6 mesi fa spinse il predecessore di Cancellieri, Bobo Maroni, ad inviare in riva allo Jonio la commissione d’accesso. Insomma, un guazzabuglio.

Ancor più grave dal momento che «da fonti certe ed autorevoli parrebbe che la commissione abbia chiesto lo scioglimento e che il prefetto si sia messo di traverso» sostiene Roberto Mancuso, già consigliere comunale del capoluogo e teste d’accusa nella procedura di accesso antimafia. «Come ha fatto il prefetto a proporre una siffatta conclusione dell’istruttoria?» si chiede Mancuso in una missiva inviata proprio alla ministra.

In effetti, raramente si era visto un intreccio tra ceto politico, ceto criminale e istituzioni tanto marchiano. C’era persino un pluriomicida, Gianfranco Giordano, che frequentava gli uffici del palazzo della Provincia e aveva libero accesso alle stanze del portavoce di Zurlo, Gianfranco Turino, come emerso da alcune carte processuali.

C’è poi la vicenda dell’assessore provinciale alla Scuola, Gianluca Marino (Pdl), rinviato a giudizio per voto di scambio in un’inchiesta della Dda di Catanzaro che ha portato all’arresto di una decina di affiliati alla cosca Vrenna-Bonaventura di Crotone. Marino, secondo l’ipotesi dell’accusa, avrebbe avuto il sostegno elettorale di alcuni esponenti della cosca in cambio di denaro. Marino non fu eletto ma venne poi nominato assessore.

Dall’inchiesta è anche emerso che il clan avrebbe commesso brogli, denunciando falsamente lo smarrimento di tessere elettorali. È assodato che Zurlo all’indomani del voto fu costretto ad assentarsi dal capoluogo per sfuggire alle pressioni delle cosche di Isola Capo Rizzuto e Cutro che reclamavano posti in Giunta.

Ma le indagini antimafia che macchiavano l’amministrazione Zurlo erano più d’una.

Oltre a quella citata, denominata Hydra sul voto di scambio politico-mafioso, pesavano le inchieste sulla mafia dell’eolico nel territorio di Strongoli-Melissa e quella che aveva travolto il senatore Nicola Di Girolamo (Pdl), fotografato in compagnia di alcuni consiglieri provinciali insieme ai boss della potente cosca Arena di Isola.

C’è poi l’interdittiva antimafia per la Progedil Group spa, azienda considerata dalla prefettura di Crotone a rischio di infiltrazioni mafiose, amministrata da Franco Ionta, notabile di lungo corso del Pdl, con cui l’amministrazione provinciale intratteneva solidi rapporti. Nel 2010 Zurlo aveva ceduto a Progedil il 49% delle quote del Polo innovazione energie rinnovabili, società consortile controllata dalla Provincia.

Nonostante ciò Cancellieri ha deciso di lasciar le cose al loro posto. Sarebbe stato il primo caso di provincia sciolta per mafia.

di SILVIO MESSINETTI

da ilmanifesto.it

1 commento

  1. Davide 12 giugno 2012 alle 20:42

    Sono solo cambiati i suonatori, ma la musica è rimasta sempre la stessa … la “NDRANGHETA” ringrazia :-) L’italia è diventata il paese dei balocchi. Alla Cancellieri dico:
    Pigliate “na pasticca siant’ammè.

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