LAMEZIA TERME – Dopo sette ore di camera di consiglio, la Corte d’Assise di Catanzaro, Presidente Dott. Giuseppe Neri e Giudice a latere Dott. Commodaro, ha emesso la sentenza per l’omicidio di Roberto Amendola, 23 anni, avvenuto a novembre del 2008. Colpevoli per aver commesso il fatto oltre ogni ragionevole dubbio, e pena dell’ergastolo per Aldo Notarianni, 44 anni, e Domenico Giampà, 29 anni; assoluzione per non aver commesso il fatto per Aurelio Notarianni, 46 anni, fratello di Aldo.
Nella sua requisitoria il Procuratore Dott. Elio Romano, aveva chiesto la condanna all’ergastolo per tutti e tre gli imputati.
Nel corso del processo l’accusa ha sostenuto che la vittima venne prima uccisa a colpi di pistola e poi venne cosparsa di benzina e data alle fiamme insieme alla sua automobile. Il mezzo ed il cadavere vennero poi trovati in una stradina tra le campagne di contrada Carrà nel quartiere Capizzaglie di Lamezia Terme. Le indagini condotte dai carabinieri accertarono che all’origine dell’omicidio ci sarebbe un movente legato alla criminalità.
Non sono bastate le arringhe difensive degli avvocati Giuseppe Spinelli e Francesco Gambardella a convincere i giudici della totale innocenza ed estraneità al fatto dei loro assistiti.
Ora si attendono le motivazioni della sentenza, che verranno depositate entro novanta giorni. Successivamente, si valuteranno le possibilità di appellare la sentenza di condanna.
1 commento
Davide 22 giugno 2012 alle 20:47
E’ tutta una farza … in appello verranno scarcerati gli altri 2 COLPEVOLI.
Tenete in mente quello che vi stò dicendo oggi, il tempo mi darà ragione.
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